Georges Simenon lo scrittore di 200 romanzi

Georges Simenon scrittore problematico.

Georges Simenon, lo scrittore di 200 romanzi

Georges Simenon, lo scrittore di 200 romanzi.

Georges Simenon è uno scrittore che, quando lo si affronta, pone immediatamente almeno un problema: quello del rapporto fra la qualità delle sue opere e la quantità industriale della sua produzione letteraria.

Georges Simenon lo scrittore che pubblicò 200 romanzi.

Ci sono autori che riescono a scrivere un unico romanzo in tutta la propria vita. Hanno una visione del mondo e delle cose e concentrano tutto questo in un’opera, che è anche il compendio di tutto il loro pensiero. Altri, per fortuna più numerosi, sviluppano le proprie tematiche su di un orizzonte più ampio, arrivando a realizzare due, tre o, magari, venti romanzi e più.

Ebbene: Georges Simenon è noto per aver scritto una mole impressionante di romanzi, racconti ed articoli, realizzati a centinaia nel corso della sua vita (raccolti in oltre 400 pubblicazioni), tradotti in moltissime lingue e pubblicati in più di 800 milioni di copie. Dopo Jules Verne è l’autore di lingua francese più tradotto al mondo!

Questo dato di fatto, da solo, pone la sua figura in una posizione piuttosto unica e particolare, fra la moltitudine degli scrittori, creando necessariamente un problema.

Se la qualità del suo lavoro di scrittore è assolutamente fuori discussione, il numero impressionante di opere prodotte rimane un problema di difficile soluzione.

Evidentemente, per Simenon, scrivere rappresenta qualcosa di più della sola necessità di esprimere il proprio pensiero.

Scrivere, per questo scrittore belga è necessario come respirare.

Chi è Georges Simenon riassunto in poche righe.

Georges Simenon è uno scrittore intenso e coinvolgente. I suoi romanzi sono belli, anche se spietati. I suoi personaggi sono uomini e donne (molte donne) messi a nudo e posti di fronte alle proprie passioni ed alla precarietà del loro equilibrio psichico e morale.

Il racconto della sua vita può impegnare migliaia di parole oppure essere condensato in una manciata di righe.

Ma non è lo stesso per ognuno di noi? La vita e l’opera di ogni essere umano è, allo stesso tempo, molto semplice ed enormemente complessa. Questa è la verità che Simenon ha colto e trasmesso ai suoi lettori.

Se lo ha fatto in duecento e passa romanzi e non in uno o venti è perché scrivere era parte della sua vita: della complessa semplicità della sua esistenza.

Dalla Liegi del primo ‘900 alla Losanna ad un passo dal 2000.

Scrittore belga di lingua francese, Georges Simenon, nasce a Liegi il 13 febbraio del 1903, si congeda dal mondo, e dai sui lettori, il 4 settembre del 1989 a Losanna; la città svizzera in cui risiedeva dal 1956.

Nella Liegi dei primi anni del ‘900 il piccolo Simenon cresce e studia. Adora il padre, ha un rapporto difficile con la madre (rapporto che segna tutta la sua vita), ha un fratello più piccolo che forse ama, ma per il quale, certo, non stravede.

Lasciati gli studi molto presto Simenon intraprende giovanissimo la carriera di giornalista, mentre frequenta gli ambienti artistici e bohémien della sua città. È in questo periodo che si fidanza con la donna che diverrà la sua prima moglie: Régine Renchon, detta Tigy.

Alla morte del padre, Simenon, abbandona definitivamente Liegi per recarsi a Parigi. La sua ambizione è già quella di essere uno scrittore ed immagina che solo nella grande città francese, centro culturale dell’Europa dell’epoca, potrà realizzare le sue aspirazioni.

Per Simenon scrivere è come respirare.

Scrive. Scrive ogni giorno. Scrive per giornali e riviste di ogni tipo. Scrive articoli, tiene rubriche, pubblica un’infinità di racconti sotto svariati pseudonimi. Scrive anche romanzi d’avventura, polizieschi, erotici o sentimentali. Li pubblica, sempre sotto pseudonimo, in numerose case editrici specializzate in letteratura popolare di consumo.

Lo scrittore lascia Parigi: viaggia in battello per i canali e i fiumi di Francia. Inizia in questo periodo, quel suo perenne vagabondare che ne caratterizzerà buona parte della vita.

Non guadagna male con quella produzione letteraria che lui stesso definisce “alimentare”. Ma la vera svolta avviene nel 1931, quando con l’editore Fayard prende si avvia la serie dei romanzi con protagonista l’Ispettore capo Maigret.

Questa volta Georges Simenon pubblica con il proprio nome e cognome ed è un successo.

Saranno diciannove, i titoli pubblicati con la casa editrice Fayard. Poi, nel 1934, lo scrittore passerà alla più prestigiosa Gallimard, la casa editrice dei “grandi autori”, per la quale, Simenon, tenterà di abbandonare anche il personaggio di Maigret.

Dopo il secondo conflitto mondiale avverrà l’incontro con l’editore danese Sven Nielsen ed il definitivo passaggio alla casa editrice da lui fondata nel 1944: Les Presses de la Cité.

Una parte considerevole della sua fama viene a Simenon proprio dall’essere l’autore del personaggio di Maigret, il poliziotto parigino protagonista di ben 75 romanzi e 38 racconti, pubblicati ovunque nel mondo, e dei quali innumerevoli saranno gli adattamenti per cinema e televisione, sia in Francia che altrove.

Un personaggio un tantino ingombrante per il suo autore, il commissario Maigret. Per molti anni Simenon sarà considerato soprattutto un autore di romanzi polizieschi. Geniale ed innovativo, ma pur sempre uno scrittore di genere.

Parecchio tempo servirà, al pubblico dei suoi lettori ed ai critici letterari, per rendersi conto di quanto Georges Simenon sia un grande scrittore anche senza il commissario Maigret.

Eppure, e fin da subito, lo scrittore belga non è mai stato solamente l’autore di Maigret!

Nel periodo della piena collaborazione con l’editore Fayard, tra il 1931 e il 1934 (gli anni della nascita di Maigret), quando sembra naturale immaginare un Simenon tutto dedito alla creazione ed al lancio di quel nuovo personaggio, la sua produzione letteraria non si limita certo a questo solo obiettivo.

Ben nove romanzi vedono la luce in quello stesso lasso di tempo e non si tratta di opere di secondo piano. Sono romanzi importanti, degni di competere con tutta la futura produzione letteraria dello scrittore belga.

Eccone l’elenco con le date di stesura:

In oltre, in quegli stessi quattro anni, vedono la luce anche tre raccolte di racconti (per un totale di trentanove titoli) e l’esperimento del Phototexte (misto di testo ed immagini), rappresentato dal racconto La folle d’Itteville, in collaborazione con la giovane fotografa tedesca, Germaine Krull, pubblicato da Jacques Haumont nel 1931.

Una mole di lavoro da far tremare i polsi a qualsiasi altro scrittore.

Per tutti gli anni ’30 la vita di Simenon è esattamente e semplicemente solo questo: viaggiare e scrivere.

Poi vengono gli anni della guerra, il ritiro in Vandea, la nascita del figlio Marc: altri romanzi ed altri Maigret.

Dopo il conflitto mondiale lo scrittore lascia la Francia alla volta degli Stati Uniti.

Vi rimane dieci anni. Dieci anni di romanzi e di traslochi da una residenza all’altra. Un nuovo amore, un divorzio e il nuovo matrimonio con la canadese Denyse Ouimet. Da questa unione nasceranno tre figli: John, Marie-Jo e Pierre-Nicolas.

Nel 1955 Georges Simenon ritorna in Francia. Vi rimane pochissimo. Da questo momento la sua nuova dimora sarà la Svizzera.

Ancora romanzi, fino al 1972, poi i dettati, quando sente di non possedere più le forze per riuscire ancora a scrivere. La follia della moglie, il dramma del suicidio della figlia.

Vi saranno alcuni traslochi anche lì, una grande dimora fatta costruire appositamente, poi una casetta piccola piccola a Losanna nella quale vivere gli ultimi anni della sua vita con la ultima compagna: l’italiana Teresa Sburelin.

Georges Simenon muore a Losanna il 4 settembre del 1989. Le sue ceneri sono sparse sotto un albero nel giardino della sua ultima dimora, mescolate a quelle della fragile figlia Marie-Jo.

Lo scrittore Georges Simenon ed i suoi personaggi.

Che si tratti di un poliziesco (con o senza Maigret), di un romanzo psicologico, oppure di un romanzo e basta, quello che non cambia è che i personaggi di Simenon prevalgono sulla storia narrata.

È il personaggio a creare la storia, non viceversa.

 Simenon imbastisce delle trame al solo scopo di presentare un personaggio, di scandagliare l’essenza ultima del suo essere. 

Tutti gli scrittori creano dei personaggi e li utilizzano per raccontare delle storie. Storie, che a loro volta, sviluppano le tematiche che lo scrittore sente di dover affrontare.

Per Simenon il processo è sostanzialmente diverso:

“Quando comincio un romanzo, conosco i miei personaggi principali, soprattutto il mio protagonista, ma non conosco nulla dell’intreccio. Parto, semplicemente, dall’inizio. Che vuol dire: cosa può essere successo nella vita di quest’uomo, che lo costringe ad andare fino al fondo di se stesso? Dal momento in cui trovo l’inizio di un mio romanzo, mi metto nella pelle di questo personaggio principale. Tutto è visto non dall’autore, ma da questo personaggio. I miei libri sono scritti d’istinto. Quindi, come vuole con l’intelligenza cambiare un’opera d’istinto?”

Lo scrittore opera d’istinto e scrive quasi in uno stato di trance.

Ha un rituale per il prima: lunghe passeggiate solitarie alla ricerca del suo personaggio.

Quando raggiunge l’obiettivo è pronto per iniziare il nuovo romanzo.

Segue una visita dal medico, per assicurarsi sul proprio stato di salute.

Lo aspettano diversi giorni di intenso lavoro, anche fisico, e vuole essere certo di poter portare l’opera a compimento. Se un motivo qualsiasi lo costringesse ad interrompere il lavoro, sa che non potrebbe più riprenderlo in seguito, e quel romanzo andrebbe perduto.

Poi si passa alla fase esecutiva vera e propria. Chiuso nel suo studio, con il vino, le pipe già cariche, le matite ben temperate. La busta gialla su cui annotare i passaggi cardine, le guide telefoniche per i nomi, le cartine topografiche per i luoghi.

Un capitolo al giorno per dieci giorni o poco più. Due ore di lavoro quotidiano effettivo, ma niente distrazioni o appuntamenti impegnativi in quel periodo.

Pochi giorni destinati a una correzione veloce ed il romanzo è pronto da mandare all’editore.

Pressappoco così ogni volta, ad ogni romanzo.

Scrivere un romanzo Maigret gli risulta meno faticoso e coinvolgente a livello emotivo, ed è quasi un modo per “riposarsi” fra un’opera più complessa ed un’altra.

Perché Simenon non può proprio rinunciare a scrivere: gli serve come respirare.

Il Cinema ha amato ed ama Georges Simenon.

È di quest’anno il film, del regista Patrice Leconte, che ha riportato sul grande schermo un commissario Maigret interpretato da Gérard Depardieu.

Leconte, con grande libertà, ha adattato al grande schermo un romanzo di Simenon del 1954, Maigret et la jeune morte.

Il film è piaciuto a molti, anche se, inevitabilmente, non a tutti e, se c’è chi vuole il mio parere (assolutamente non vincolante), lo può trovare a questo link.

I romanzi con protagonista il commissario Maigret hanno interessato il Cinema fin da subito, ma non sono stati i soli e nemmeno i più numericamente significativi. Anzi! Accade proprio l’opposto.

I romanzi di Simenon hanno attirato, fin da subito, l’attenzione del mondo del Cinema. Fin da quel Maigret di La nuit du carrefour del 1931 che il regista Jean Renoir porta sul grande schermo l’anno successivo alla pubblicazione.

I maestri della Settima arte hanno affrontato l’opera di Simenon in più di cinquanta occasioni, portando sullo schermo una trentina dei suoi romanzi. Di questi solo una minoranza sono dei Maigret. Questo a dimostrazione che l’intera opera dello scrittore ha suscitato e continua a suscitare il vivo interesse di registi e produttori cinematografici.

Forse trenta romanzi, sui più di duecento disponibili, possono apparire pochi, ma non è così semplice, per un regista, affrontare i testi di un autore la cui indagine è molto più interiore che esteriore.

Questo è il grande segreto di Georges Simenon: apparire semplice ed immediato alla prima lettura, salvo poi scoprirne la complessità e rendersi conto che gran parte di quanto è descritto nelle sue pagine accade nella testa del protagonista e non è così semplice ricostruirlo su di un set cinematografico.

Una sfida che, a quanto pare, ancora intriga i maestri del cinema e gli attori chiamati di volta in volta a cimentarsi con i complessi personaggi che animano le pagine dei romanzi di Georges Simenon.

Perché, Georges Simenon, non è mai stato solo e semplicemente il creatore di Maigret.


 

 

Georges Simenon lo scrittore di 200 romanziultima modifica: 2022-11-18T11:00:54+01:00da albatros-331
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