Ricordi di Tigy Simenon

Ricordi di Tigy Simenon, l'edizione italiana di Archinto

Ricordi di Tigy Simenon, l’edizione italiana di Archinto.

Tigy Simenon-Ricordi.

Tigy, prima moglie di Georges Simenon, incontra il giovane e focoso reporter a Liegi nel 1922. Seguono più di trent’anni di una vita nomade ed esaltante, spesso avventurosa, che li porterà dalla Parigi di Joséphine Baker alla Florida degli anni Cinquanta, da Porquerolles a Tahiti, dai canali di Francia ai fiordi scandinavi.

Tigy, in realtà, si chiama Régine RenchonÈ nata a Liegi il 27 giugno del 1900, ha quindi tre anni più di Simenon.

Lei ha 23 anni quando si sposano e ne avrà 39 alla nascita del suo unico figlio Marc Simenon.

Pittrice promettente e ricca di talento, si innamora del suo “piccolo Sim” e per lui rinuncia ad una possibile brillante carriera di artista. Lui è il “genio” della famiglia e lei è la prima ad esserne convinta.

Affronta le critiche del suo ambiente famigliare, di estrazione sociale più elevata dei Simenon, segue con fiducia il marito alla conquista di Parigi e con lui condivide speranze e vittorie, ma anche i capricci e le infedeltà del geniale Sim.

Sono anni difficili, in un appartamento miserabile. Ma durano poco. Lui si rivela un’autentica macchina nel produrre romanzi e racconti e tutto cambia molto rapidamente.

Viaggi, crociere e continui traslochi costituiscono il mutevole scenario nel quale il giovane scrittore può meglio dispiegare il suo talento. In tutto questo Tigy, con la sua intelligenza pratica, la sua sensibilità artistica e la sua costanza, sa essere la compagna ideale.

Questo libro è un racconto, vivace e distaccato a un tempo e rievoca con umorismo e senza ricorrere a velenosi sarcasmi, le fantasie e i capricci di un marito eccezionale in cui convivono fascino e forza, ossessioni e fragilità.

In realtà il libro era in origine una raccolta di scritti “privati”, appunti di memorie, destinati al figlio Marc. Tigy ne inizia la stesura nel 1938, proprio mentre attende la nascita di suo figlio.

In seguito continua a scrivere descrivendo i primi anni della permanenza della coppia negli Stati Uniti. Nessuno si aspetti di trovare in queste pagine mordaci rivelazioni sulle abitudini sessuali di Georges Simenon. Il libro era destinato al figlio e Tigy non scade mai nella velenosa mancanza di rispetto per lo sposo e padre di suo figlio.

Sarà la nipotina Diane, figlia di Marc, ha decidere, nel 2004, di rendere pubblico il lavoro della nonna.

Ricordi di Tigy Simenon

Ricordi di Tigy Simenon: Mio marito Simenon.

Articolo originale di Fabio Gambaro.

«Era un cavallo focoso, con i suoi infantilismi e i suoi exploit. Ma anche un tipo che si arrangiava sempre». Fu così che il giovane Georges Simenon apparve agli occhi innamorati di Regine Renchon, la bella ragazza di buona famiglia che nel 1923 diventerà la sua prima moglie, restandolo fino alla fine degli anni Quaranta. Il conciso ritratto, insieme a molte altre curiosità sulla vita e le opere del padre di Maigret, figura tra i ricordi che Tigy (è il soprannome inventato per lei da Simenon, a cui non piaceva Regine) scrisse nel corso della sua vita, ma che solo oggi, a vent’ anni dalla sua scomparsa, vengono pubblicati per la prima volta in un bel volume arricchito di numerose fotografie inedite: Souvenirs (Gallimard, pagg. 208).

Tigy iniziò a scrivere i suoi taccuini (che redigerà a fasi alterne fino a metà degli anni Cinquanta) nell’ inverno del 1938, in attesa della nascita del figlio Marc. Erano quindici anni che era sposata con lo scrittore e voleva mettere nero su bianco le peripezie della loro vita in comune, in modo che il nascituro potesse un giorno leggere la storia dei genitori. è per tale motivo, oltre che per il carattere della donna poco incline ai regolamenti di conti, che in queste pagine non si fa alcun accenno ai drammi familiari e alle molte relazioni extraconiugali che Simenon si concesse durante gli anni del loro matrimonio. Così, ad esempio, della folle avventura che Georges ebbe con Josephine Baker, rimane solo una pudica frase, nella quale lo scrittore appare semplicemente come «un fedele ammiratore» della ballerina che negli anni Venti fece impazzire tutta Parigi. «Rileggendo questi quaderni», scrive nella prefazione Diane Simenon, la nipote dello scrittore, che ne ha deciso la pubblicazione, «mi sono resa conto che sarebbe stato un vero peccato non far conoscere il volto sconosciuto che Tigy traccia di Simenon, la visione tenera e quotidiana raccontata con ironia e affetto».

Queste pagine, infatti, sebbene scritte con stile semplice e a tratti quasi telegrafico, rivelano molti particolari della vita di tutti giorni della coppia, mettendo in luce la personalità straripante e il carattere non sempre facile dello scrittore. Ne mostrano soprattutto l’ evoluzione dagli anni della bohème parigina fino all’ esilio negli Stati Uniti, dall’ anonimato e dalle difficoltà economiche degli anni Venti fino al successo internazionale e al lusso degli anni Cinquanta. Nei Souvenirs di Tigy Simenon scorrono venticinque anni di vita comune. A cominciare dal loro primo incontro, nel capodanno del 1921, quando lo scrittore si faceva ancora chiamare Georges Sim e scriveva sulla Gazette de Liege. Tra i due giovani è amore a prima vista. Nei mesi successivi, mentre presta il servizio militare, Simeon mostra all’ amata la sua inclinazione per la scrittura, spedendole addirittura quattordici lettere in un giorno solo.

Dopo il matrimonio, gli sposi si trasferiscono a Parigi, dove però la vita è difficile per una giovane pittrice e un aspirante scrittore. I due sono senza soldi, vivono in un appartamento «dall’ aspetto miserabile», inseguono mille sogni. Simenon per fortuna diventa presto «una fabbrica di romanzi» che, con fare vulcanico, sforna di continuo idee e progetti. Come quello famoso del romanzo da scrivere rinchiuso in una gabbia di vetro, progetto che non si realizzò mai, ma per il quale intascò lo stesso cinquantamila franchi. In quegli anni, la coppia fa lunghe crociere in barca nel Mediterraneo o lungo i canali di Francia e del nord Europa.

Anche in viaggio, però, Simenon non smette mai di scrivere. Il primo Maigret – Piero il Lettone – fu scritto in Olanda, su «una vecchia chiatta arenata, piena d’ acqua e di topi», mentre 45 gradi all’ ombra nacque in pochi giorni durante una sosta sull’ isola d’ Elba. Ogni giorno lo scrittore mostra alla moglie il risultato del suo lavoro: «A Georges piace avere la mia impressione sul capitolo scritto la mattina», scrive Tigy. Arrivano poi gli anni della guerra, le accuse di collaborazionismo, la decisione di esiliarsi negli Stati Uniti, dove lo scrittore s’ innamora della segretaria Denyse Ouimet, che, dopo il divorzio da Tigy, diventerà la sua seconda moglie. Episodi che l’ autrice evoca con grande ritegno, senza mai lasciarsi andare alle recriminazioni, fedele a un atteggiamento che è sempre stato il suo. «Mai creare conflitti, mai dare troppa importanza. Ho avuto torto o ragione?», si domanda alla fine di questi ricordi, che sono in ogni caso un’ utilissima testimonianza sulla vita di uno scrittore fuori dal comune.

 

Ricordi di Tigy Simenon


 

Ricordi di Tigy Simenonultima modifica: 2020-04-22T17:24:59+02:00da albatros-331
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