Au Père Louis Bistrot con Maigret

Au Père Louis bistrot a Parigi.

Au Père Louis bistrot a Parigi

Au Père Louis bistrot a Parigi.

Au Père Louis un bistrot fra tradizione e modernità.

Incastonato tra l’incrocio dell’Odéon e i Giardini del Lussemburgo, a due passi dal Senato e dalla Sorbona, il ristorante Au Père Louis è un luogo che merita particolare attenzione, tra i tanti che popolano il panorama gastronomico parigino.

Speciale l’enoteca, dove si possono assaggiare taglieri di salumi o formaggi accompagnati da un’ampia selezione di vini al bicchiere: compresi i grands cru (oltre 60 etichette).

Il ristorante dispone di tre sale. Il menu è quello tipico dei bistrot parigini: costata di manzo, cassoulet della casa o petto d’anatra servito intero. Le patatine fritte fatte in casa poi….Vanno assaggiate!

Siamo nel Quartier latin, nella sua parte più occidentale. Nel cuore della Parigi più antica.

Proprio lì, a fianco del bistrot Au Père Louis ecco, al civico 36, la casa che per molti anni fu l’abitazione del grande Charles Aznavour. A piano terra, dal ’69, un ristorante marocchino: Le Mècoui du Prince.

Giochiamo con il commissario Maigret!

Trovandosi a Parigi una visita al bistrot la faremmo di certo, ma essendo un tantino fuori zona, dovremo accontentarci di lavorare con la fantasia.

Proprio per non farci mancare nulla, proviamo a disturbare niente meno che il commissario Maigret. Ci farà da guida lui e senza nemmeno saperlo!

Sono molti anni ormai che Simenon ha smesso di scrivere romanzi e racconti dedicati al commissario Maigret.

Nato a Liegi, in Belgio, il 13 febbraio 1903 e deceduto a Losanna, in Svizzera, il 4 settembre 1989, Georges Simenon, lo scrittore più venduto al mondo, ha pubblicato, tra tante opere, 75 romanzi e 28 racconti che hanno Maigret come protagonista. Il successo del personaggio è noto a tutti e milioni di copie dei romanzi a lui dedicati sono state vendute in tutto il mondo. Così come sono stati realizzati decine di film e centinaia di puntate di sceneggiati televisivi.

Possiamo tranquillamente affermare che il personaggio del commissario parigino è entrato pienamente nell’immaginario collettivo di milioni di persone che lo hanno amato e seguito e ancora lo amano e lo leggono, rinnovandosi continuamente.

Non è quindi difficile, per noi, immaginare la sua figura nelle vie affollate di Parigi. Non solo la Parigi degli anni ’30 o degli anni ’50 e ’60, ma anche in quella di oggi, sebbene tanto diversa da quella di allora.

Si perché se il mondo cambia il commissario non cambia mai e non cambiano nemmeno l’animo degli uomini e le passioni che spesso li conducono alla rovina o al delitto.

 

Una cena Au Père Louis Bistrot.

Proviamo ad immaginarlo, il commissario Maigret, oggi in una sera come tante della sua infinita carriera; se ne sta uscendo proprio ora dal suo ufficio al 36 di Quai des Orfévres.

Non è una sera esattamente uguale alle altre: sua moglie è partita da alcuni giorni. È in vacanza dalla sorella in Alsazia, aspetta che, appena libero dal lavoro, il marito la raggiunga per una breve vacanza insieme.

Il commissario proprio non se la sente di andare subito a casa e cenare da solo. Tanto più che è un po’ inquieto questa sera.

Un tale, uno importante, è passato in ufficio ed ha chiesto di parlare proprio con lui. Era raccomandato da un Ministro e non si poteva dirgli di no.

Cosa voleva da lui? Maigret non l’ha capito esattamente.

Sembra abbia ricevuto vaghe minacce, non si sa da chi. Pretende protezione, ma è evasivo e chiacchiera un sacco senza, in realtà, dire nulla di preciso. Ne ha conosciuti altri come lui: pieni di boria, reticenti, convinti che tutti debbano sempre essere a loro disposizione.

Maigret lo ha ascoltato, ma senza passione. Anzi con un malcelato disappunto.

Non gli piacciono i raccomandati dal politicante di turno e non gli garbano i personaggi melliflui e bugiardi.

Ha organizzato un servizio di sorveglianza, a partire da domani mattina molto presto, ma non servirà a nulla se il pericolo è concreto.

Così adesso è turbato e, come sempre quando la Signora Maigret è assente, si sente al tempo stesso desideroso di non restare solo e circondarsi di gente mentre, come uno scolaro colto in fallo, è assurdamente timoroso che questo suo atteggiamento possa essere frainteso. Ma da chi? Da lui stesso probabilmente.

No, in ogni caso, non cenerà solo in casa.

 

Au Père Louis, la sala d'ingresso

Au Père Louis, la sala d’ingresso.

Au Père Louis Rue Monsier-le-Prince.

A 15 minuti di strada da dove si trova il commissario, c’è un bar ristorante che fa proprio al caso suo: Au Père Louis in Rue Monsieur-le-Prince al numero 38. Maigret può arrivarvi facilmente a piedi traversando il Pont Saint-Michel e tagliando a destra lungo Rue Racine.

Il commissario conosce bene Rue Monsieur le Price. Molti anni fa vi ha condotto un arresto: un uomo innocente accusato di duplice omicidio.

Ricorda bene anche la squallida stanzetta in cui l’uomo abitava: al sesto piano di un’anonima pensione che ormai non esiste più.

Quella volta mancò poco ad un clamoroso errore giudiziario, perché tutti gli indizi erano contro il giovane arrestato e si arrivò fino in tribunale ed alla condanna a morte. Solo la caparbia volontà di Maigret salvò la vita dell’accusato.

Maigret svolta in Rue Racine camminando lentamente. Entra a La Civette per comprare del tabacco. Proprio in faccia a La Civette c’è Bouillon, ma è un ristorante troppo elegante per cenarvi da solo e in una sera come questa.

Imboccato Rue Monsieur le Price ecco, a sinistra, Polidor. È sicuramente un vero bistrot, fra i più antichi di Parigi, proprio l’ambiente che piace a Maigret. Purtroppo da molti anni è un ritrovo abituale di intellettuali, proprio quelli che il suo amico Simenon detesta cordialmente. Da quando poi il regista  Woody Allen lo ha scelto come set per il suo film Minuit à Paris è diventato anche un luogo di attrazione per turisti cinefili. Maigret non detesta nessuno, ma questa sera vuole un luogo animato si, ma non troppo. Un luogo rilassante, non troppo turistico (cosa non facile in questa zona di Parigi) e dal menu ben fornito.

Ecco! Dopo una sfilza di negozi e ristoranti asiatici ecco le pareti rosse del ristorante e, all’angolo con Rue Vaugirard le vetrate e l’ingresso di Au Père Louis.

All’esterno muri di pietre a vista e le lavagnette con il menù. Il tipico Bistrot.

Anche la sala d’ingresso è quella classica di un bistrot. Spazi ridotti, atmosfera rilassata.

Al piano di sopra c’è una vera sala da pranzo, ma, sul momento, restare nelle due sale inferiori gli sembra più piacevole e coinvolgente.

C’è un tavolino libero proprio infondo al lungo bancone. Il commissario si lascia quasi cadere sullo sgabello, spingendo indietro il cappello sulla nuca e sbottonando il cappotto.

È il suo modo di fare abituale? Cerca, involontariamente di assomigliare un po’ a Jean Gabin, l’attore che tanto bene lo ha interpretato sul grande schermo negli anni ’50? Chissà? Ormai nemmeno lui lo sa più con certezza e, comunque, poco gli importa.

Ordina un Pernod, come aperitivo, e lo beve lentamente gustandosi la gente seduta accanto a lui nella sala.

I tavolini sono alti e rotondi. Se si limita ad un tagliere di affettati o formaggi, il commissario, potrebbe mangiare seduto su di uno sgabello. Un modo per Maigret, di accomodare la coscienza.

Ci pensa solo pochi minuti. C’è il tempo per una telefonata.

«Tutto bene lì Signora Maigret? Ah! Tuo nipote aspetta un altro figlio! No, non posso ancora dirti quando potrò raggiungerti. Qui la serata sarà pesante. Probabilmente mangerò in ufficio. Si, il solito sandwich della Brasserie Dauphine. Oggi avete preparato le marmellate? Fantastico! Buona notte, a domani. Domenica vi raggiungo senz’altro…Farò il possibile.»

Uno sguardo d’intesa all’uomo che da dietro il bancone lo scruta con una certa curiosità: forse lo ha riconosciuto. Maigrets sale pesantemente la stretta scala che conduce al soppalco.

Alla fine nemmeno la coscienza potrà impedirgli di salire alla saletta superiore, accomodarsi comodamente al tavolo e gustare una cena completa come si deve.

Qui si mangia bene. Ed è quello che conta.

Filet de Bar grillé aux petits légumes du marché, poi, Magret de canard aux clémentines et au miel.

Da bere? Un Pinot Noir Bourgogne. Perché no?

Il locale è animato, ma al punto giusto.

Tutto lo stile del sud-ovest francese a due passi dall’Odeon. Qui, in fraterna atmosfera, si beve e si chiacchiera intorno ad un buon piatto.

Magret de canard servito intero: un classico qui Au Père Louis! Per non parlare delle patatine… ovviamente.

Semplice, tradizionale e generoso, queste sono le caratteristiche principali di questo ristorante dal dolce profumo del “terroir”.

Non potrà certo chiedere il rimborso spese per questa cena! Del resto l’inchiesta non è ancora avviata. Sempre che ci sia mai una vera inchiesta.

A meno ché, quel tale altolocato, non decida di farsi ammazzare prima del mattino!

Per questa sera Maigret si gode l’atmosfera e gli ottimi piatti: domani si vedrà quanto seria sia la faccenda.

Il commissario finirà certamente la cena con un Calvados, ma noi ora lo lasciamo in pace e ci allontaniamo nella notte parigina…

Au Père Louis:

38 Rue Monsieur Le Prince, 75006 Paris
Tel. : 01 43 26 54 14
Metro : Luxembourg – Linea 10 e linea 4

Au Père Louis: vedi il sito web


Au Père Louis Bistrot con Maigretultima modifica: 2020-09-02T01:00:50+02:00da albatros-331
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