Simenon testimone nell’Europa del ’33

Europa 33 i reportages di Georges Simenon.

 

Europa 33 di Georges Simenon domani in libreria.

Domani (giovedì 3 dicembre) sarà in libreria Europa 33, raccolta di reportages dall’Europa, realizzati da un Georges Simenon nelle vesti, cui il pubblico è meno avvezzo ad immaginarlo, di giornalista e reporter.

Pensiamo abitualmente a Simenon come ad uno scrittore estremamente prolifico. L’uomo che ha scritto più di duecento romanzi, che ha creato il personaggio del commissario Maigret, dedicandogli ben 75 romanzi e 38 racconti. L’uomo delle centinaia e centinaia di romanzetti destinati ai quotidiani e settimanali francesi nella Parigi degli anni venti.

Simenon è stato, però, anche un grande viaggiatore e dai suoi viaggi non ha mancato di riportare impressioni e commenti, degli autentici reportages, che venivano poi puntualmente pubblicati.

Monsieur Tout-le-Monde, Au fil de l’eau, La Méditerranée en golette, Sixiéme Continent, sono solo alcuni dei tanti resoconti inviati dall’America, dall’Africa o dai canali di Francia. Uno di questi è, appunto, Europa 33, che ora Adelphi ha finalmente deciso di pubblicare.

In Italia mancava quasi del tutto una testimonianza riguardo questa attività giornalistica di Simeno. In Francia i tanti reportages realizzati tra il 1928 e il 1946 sono da tempo riuniti in un’opera dal titolo: Mes apprentissages.

Mes apprentissages regroupe les reportages que Simenon rapporta de ses voyages en France et dans le monde entre 1928 et 1946. Apprentissages en effet, car Simenon exerce son oeil de romancier sur des scènes et des peuples qu’il découvre, sur un ailleurs qu’il s’approprie, et ce faisant, il fait le plein d’images et de sensations qu’il exploitera dans son oeuvre ; apprentissages enfin, car le jeune homme va à la rencontre des autres, ses semblables tellement différents, qu’il tente de comprendre sans les juger.
En même temps qu’il fournit un formidable observatoire de l’évolution de la pensée et de l’inspiration de l’écivain, Mes apprentissages constitue un témoignage irremplaçable sur une époque saisie par un regard et une sensibilité d’exception, ceux de Simenon grand reporter.

Tutto ha inizio proprio sul finire degli anni venti del novecento, quando i tanti “romanzetti” venduti alla stampa iniziano a garantirgli, se non notorietà, certamente la sicurezza economica. Il giovane scrittore con moglie, cane e… femme de chambre, intraprende alcuni viaggi in battello lungo i canali di Francia.

Sarà solo l’inizio di una lunga serie di vagabondaggi.

Nel 1932 (Maigret è già nato e si è rivelato un successo) lo scrittore intraprende una serie di viaggi in località anche piuttosto remote: Africa, Est Europa, Unione Sovietica, Turchia. Poi una lunga crociera nel Mediterraneo.

Da queste esperienze prendono vita i famosi reportages che poi pubblicherà in diverse riviste. Alcuni di questi reportages costituiscono il contenuto di questo Europa 33 pubblicato ora da Adelphi e che da domani potremo trovare in libreria.

Si tratta di articoli eccezionali. Simenon va in profondità: semplice e diretto come d’abitudine. Non si lascia troppo ingannare da illusioni personali o deformazioni ideologiche.

In più, l’occhio attento dello scrittore, si impegna ad immagazzinare soggetti per futuri romanzi; prevale su quello, magari più asettico, del puro reporter.

 

Lo sguardo di Simenon sull’uomo e il suo tempo.

Emblematico, a questo proposito, l’incontro di Simenon con la realtà popolare della città di Charleroi, nel natio Belgio, dove lo scrittore giunge nel febbraio del 1933. La città industriale nella regione di Hainaut vive una profonda crisi sociale. Il lavoro scarseggia e la popolazione si dibatte fra infinite difficoltà.

Simenon sembra autenticamente immergersi, come il fido Maigret, nell’atmosfera degradata della città.

Scioperi, disoccupazione, chiusura di miniere di carbone, vetrerie, fabbriche. Tutte le attività che consentivano la sopravvivenza di tanta parte della popolazione sono in crisi. Proprio sul quotidiano di questa frangia più umile della popolazione, les petites gens, come li definisce Simenon stesso, si concentra la maggior attenzione dello scrittore.

Simenon osserva e descrive gli insediamenti dove vivono i lavoratori, le strade, le case annerite dalla polvere di carbone, i tram, il paesaggio industriale.

Uno di questi lavoratori lo invita al Palais du Peuple, equivalente delle nostre Case del Popolo, dove hanno sede tutte le organizzazioni sindacali socialiste, e Simenon lo interroga sulla loro situazione sociale, sul loro modo di vivere e sugli scioperi del 1932.

Nell’aprile di quello stesso 1933 Simenon pubblica due reportages: Europe 33Peuples qui ont faim.

Ma traccia di questa esperienza la ritroviamo puntualmente in un romanzo realizzato nell’autunno dello stesso anno: La Locataire. Da questo romanzo, solo per informazione generale, saranno tratti ben quattro adattamenti cinematografici!

Lo scrittore vede, assorbe, fotografa, luoghi, uomini, situazioni. Dentro di lui sedimentano i tanti ricordi che poi si trasformeranno, forse, al momento opportuno, nell’ambiente e nei personaggi di una storia da raccontare.

Pochi hanno saputo guardare l’uomo del suo tempo così nel profondo da coglierne le particolarità contingenti e, insieme, gli ancestrali caratteri immutabili.

Europa 33 Reportages di Georges Simenon

Simenon 1933: un reporter nel cuore d’Europa.

Vedremo dunque cosa ci regalerà questo Europa 33, una raccolta di reportage realizzati da Georges Simenon in giro per l’Europa in  uno degli anni critici del nostro continente. In un epoca in cui le “grandi illusioni” del primo dopoguerra iniziano a mostrare il fiato corto, le contraddizioni esplodono ed i primi nodi vengono al pettine mostrando, almeno ai più attenti, che tutto è molto più complicato del previsto, che non basta volere astrattamente la pace per conservarla, che l’avvenire appare tutt’altro che certo e che probabilmente quella Grande Guerra che doveva essere l’ultima, ultima non sarà per niente.

Così attraversando una Polonia che ha riconquistato dopo 150  anni, con la propria indipendenza, anche uno spazio sulla carta geografica del continente europeo, Simenon guarda con sospetto al nascente nazionalismo che culla ambizioni mal conciliabili con la miserabile realtà del presente…

Ma quale nazione! Le strade non sono strade! Le stazioni sono baracche! Le case sono scalcinate quanto le città, gli ospedali non esistono quasi! Non ci sono scuole, né università, né un esercito polacco! Non c’è niente! Neppure denaro!

Europa 33 dal sito Adelphi.

È un’Europa che sonnecchia sotto la neve, ma «scos­sa da bruschi e terrificanti sussulti», quella dei pri­mi mesi del 1933. Un’Europa malata, tanto che il medico, mentre la ausculta e le fa dire «33», ha un’aria preoccupata. Non è un medico, Simenon, non ha rimedi da prescrivere, ma ha il fiuto, la curiosità e la cocciutaggine del reporter di razza. E non esita ad attraversarla, questa Europa, dal Bel­gio a Istanbul, spingendosi fino a Batum e concen­trando la sua attenzione soprattutto sui «popoli che hanno fame»: quelli dell’ex impero zarista. Risoluto a ignorare le «cartoline illustrate», Simenon ci offre, sul continente negli anni tra le due guer­re, una testimonianza preziosa, fatta di immagini, episodi, annotazioni, dialoghi, scenari (alcuni dei quali torneranno, trasfigurati, nella sua narrativa). E non meno preziose sono le fotografie che scatta in viaggio, e che accompagnano il volume: perché an­cora una volta, nelle stradine ghiacciate di Vilnius come nelle desolate campagne della Polonia, nel­la Berlino che assiste all’incendio del Reichstag come nel sordido dormitorio dei poveri di Varsa­via, nello studio di Trockij sull’isola di Prinkipo come nel miserabile mercato di Odessa (e perfino negli alberghi di lusso delle grandi capitali euro­pee, popolati di sagaci portieri, stravaganti ban­chieri, ricche dame annoiate e nevrasteniche, truf­fatori e avventuriere di alto bordo), quello che in­teressa a Simenon è stanare l’«uomo nudo», e mo­strarcelo, come farà poi nei suoi romanzi, con compassione infinita e senza mai emettere giudizi.

 

Europa 33 – Marco Cicala Repubblica.it

Dal Baltico ai Balcani, dalla Germania hitleriana alla Russia stalinista: nei reportage  pubblicati da Adelphi, l’inventore di Maigret perlustrava un continente che dopo la Prima guerra mondiale già covava la successiva.

Per il collezionista appassionato: l’articolo dedicato alla Cecoslovacchia sulla rivista Voila n° 108 – 1933. Se ne possono trovare anche altri girando su Ebay.


 

Simenon testimone nell’Europa del ’33ultima modifica: 2020-12-02T02:13:43+01:00da albatros-331
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