Una festa a Parigi: Voilà Maigret!

Una festa a Parigi: Voilà Maigret!

 

La serata del 21 febbraio 1931 alla Boule Blanche di Parigi

La serata del 20 febbraio 1931 alla Boule Blanche di Parigi

Simenon lancia Maigret con una festa a Parigi.

Risolti i problemi e le incomprensioni con l’editore Fayard, Simenon deve affrontare il problema del lancio commerciale dei suoi nuovi romanzi polizieschi e del personaggio del commissario Maigret.

Si tratta di una svolta per la sua vita e lui ne è pienamente consapevole. Così come è consapevole che il suo pubblico deve letteralmente andare a stanarlo.

Non può sperare che i lettori vengano a lui semplicemente attratti da una buona copertina o da un titolo accattivante. La concorrenza è tanta e lui che ha già scritto circa 200 romanzi e più di mille racconti, proprio per il grande pubblico, lo sa meglio di tutti. Anche di Fayard.

La letteratura d’evasione è un genere di rapido consumo e, spessissimo, l’autore quasi non è notato dai lettori. Lui tutto quello che ha scritto fino a quel momento, lo ha firmato con i più diversi pseudonimi. Il pubblico nemmeno se ne accorge. I giornali pubblicano i racconti a puntate, oppure il romanzo esce in opuscolo, lo si legge e lo si dimentica quasi nello stesso tempo.

Simenon non vuole che accada niente del genere ai due romanzi di apertura della serie con Maigret: Monsieur Gallet décédé e Le Pendu de Saint-Pholien e nemmeno a quelli che seguiranno. Soprattutto ora, che intende mettersi in gioco con il suo vero nome.

Nemmeno rivolgersi a colleghi giornalisti, perché presentino la nuova iniziativa editoriale nei loro articoli, sembra a Simenon una soluzione sufficiente. Il rischio che nessuno legga o noti con attenzione questi trafiletti di poche righe, è piuttosto elevato. Da giornalista come egli è, Simenon, sa bene anche questo.

Ci vuole un’idea che serva ad attirare l’attenzione del pubblico e dei giornali per ben più di un giorno. Qualche cosa di cui la stampa si occupi per giorni interi. Prima e dopo l’evento. Un’idea che colpisca l’immaginazione del pubblico.

Cosa può esservi di meglio di una grande festa in un locale pubblico, a cui partecipino molte persone, magari anche famose famose.

Così Simenon lancia Maigret con una festa a Parigi.

In realtà quello che Simenon realizza è un’autentica campagna di marketing nel senso moderno del termine.

In primo luogo sceglie personalmente le foto delle copertine e la loro grafica. Viene organizzata, in anticipo, una massiccia campagna di lancio attraverso radio, stampa e manifesti murali. Nelle più importanti librerie di Francia si distribuiscono copie dei nuovi romanzi. Ai librai una raccomandazione esplicita: i volumetti vanno posizionati in modo tale da risultare ben visibili al pubblico.

A questo punto tutto è pronto per il lancio ufficiale.

Anche per questo la bagarre è notevole. Si annuncia con il massimo clamore possibile che il giorno 20 febbraio 1931 presso il famoso club La Boule Blanche al numero 33 di rue Vavin, avrà luogo le Bal Anthropometrique; grande festa a tema in stile decisamente noir.

L’invito alla festa parigina è un “mandato di comparizione”.

L’invito, sotto forma di un “mandato di comparizione” è inviato al meglio e al peggio del milieu parigino che conta; stampa, spettacolo e  istituzioni sono ampiamente rappresentate.

Per l’occasione l’interno di un locale da ballo di Montparnasse viene arredato con allestimenti grafici di importanti cartellonisti dell’epoca come, Paul Colin, lo stesso dei manifesti della Revue Nègre del 1925 che lanciò Joséphine Baker, e Marcel Vertés, pittore e illustratore di successo; ungherese di nascita e trapiantato a Parigi nel primo dopoguerra.

Naturalmente per fare accettare una simile idea a Fayard, Simenon, ha dovuto accollarsi la metà delle spese, per l’organizzazione della festa di lancio del suo caro Maigret.

Il nome dell’evento: ballo antropometrico.

L’idea del ballo antropometrico si ispira alle procedure di polizia condotte dopo l’arresto di un criminale. Fotografie, misurazioni fisiche, impronte digitali.

 

Bettillion inventore dell'antropometria

Bettillion inventore dell’antropometria

All’ingresso del locale di rue Vavin dei figuranti si occupano di accogliere gli invitati prendendo loro le impronte digitali. All’interno cartelloni con grandi punti di domanda, scene truculente e tutto l’armamentario criminale e poliziesco necessario a creare l’atmosfera giusta. Sul palco l’orchestra antillese della Boule Blanche è impegnata a far danzare la folla presente al ritmo di beguine e altri balli alla moda. I locale era, in effetti, soprattutto un noto ritrovo di gente della Martinica trapiantata a Parigi.

Un successo clamoroso. La notte folle di Parigi.

La sera del 20 febbraio 1931, una folla colorata si accalcava davanti alle porte del cabaret La Boule Blanche, a Montparnasse, centro della vita notturna parigina.

Smoking e pellicce si sposano con salopette e abiti scollati: uno spettacolo strano!

Tutte queste belle persone sono state “convocate”, più che invitate, a un misterioso “ballo antropometrico” il cui biglietto d’invito riproduce il fascicolo della polizia del famoso criminale Jules Bonnot.

Fra gli invitati, cantanti come Damia e Suzy Solidor, gli scrittori Francis Carco, Colette, Armand Salacrou, Marcel Achard, Francis Jeanson, il pittore Kisling. Non mancano i politici e le star del Cinema.

Alcuni sono in abito da sera, altri, sono travestiti da Apache dei Fortif, magnaccia, giocatori d’azzardo, banditi, donne di strada. Le Tout-Paris scivola felicemente nella musica di un’orchestra indiavolata: balla e beve fino alle sette del mattino.

Il 23 febbraio del 1931 Le Figaro sotto il titolo Nuit de Paris – Le Bal anthropométrique, pubblicava:

“Dans un établissement de Montparnasse où, d’ordinaire, trois cent martiniquais dansent “la biguine” en débordant dans le vestiaire, plus d’un millier de Parisiens se sont, hier, pressés, bousculés, écrasés, étouffés le plus joyeusement du monde”.

La festa è un successo assoluto. I giornali di Parigi la definiscono Nuit de folie e ne parlano come dell’evento mondano del secolo. Nessun giornale si cura dei titoli dei libri che la serata avrebbe dovuto lanciare, ma a Simenon va bene lo stesso. l’obbiettivo perseguito è comunque raggiunto.

Durante tutto lo svolgimento della festa lui ha distribuito centinaia dei suoi libri con Maigret protagonista, firmando dediche su tutte le copie.

Infondo la vera intenzione di Simenon non è limitata a lanciare il suo Maigret, ma se stesso come autore. Di lì a poco inizieranno a comparire i suoi romans-romans. Quelli attraverso i quali vuole essere riconosciuto come autentico scrittore. L’obbiettivo sarà raggiunto anche in quel caso, ma si tratta di un’altra storia.

Per gli antefatti alla festa, puoi anche leggere qui!

Tutti i libri di Simenon, le biografie e gli studi


 

Una festa a Parigi: Voilà Maigret!ultima modifica: 2021-02-21T12:03:23+01:00da albatros-331
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