Il primo Maigret: Pietr il lettone

Novant’anni da quel primo Maigret.

il monumento a maigret in olanda

Il commissario Maigret nasce ufficialmente 90 anni fa!

Sono passati ormai 90 anni da quel maggio del 1931 quando, a Parigi e in tutta la Francia, i lettori appassionati di romanzi polizieschi, scoprono nelle librerie un nuovo titolo dell’appassionante serie, edita da Fayard, che ha per protagonista il commissario Maigret. Il titolo del romanzo è Pietr le letton, l’autore: Georges Simenon.

Non si tratta esattamente di una novità, per i francesi. Il giornalista e scrittore belga, Georges Simenon, da meno di dieci anni residente a Parigi, è assurto all’onore delle cronache nel febbraio di quello stesso anno, pubblicando i primi due romanzi dedicati al poliziotto parigino con pipa e bombetta e pubblicizzando l’evento con una festa in grande stile che ha attirato per diverse settimane l’attenzione dei media dell’epoca.

Fino a quel momento il ventunenne belga era noto esclusivamente presso le redazioni dei tanti giornali parigini, sulle cui pagine pubblicava da alcuni anni una considerevole mole di racconti brevi, e presso alcuni editori, per i quali pubblicava a getto continuo romanzi sentimentali, erotici o d’avventura. Tutto rigorosamente sotto pseudonimo.

Una straordinaria mole di lavoro che gli ha reso una ragguardevole quantità di denaro, lasciando però il suo nome del tutto sconosciuto al grande pubblico.

La fama gli è dunque appena giunta, proprio con la pubblicazione, finalmente con il suo vero nome, della serie Maigret che subito ottiene un enorme successo.

Quando esce il romanzo Pietr le letton siamo già al quarto titolo pubblicato ed il pubblico conosce ed apprezza ormai fedelmente la novità costituita dalle insolite inchieste dell’ispettore capo della squadra omicidi parigina.

Quello che il pubblico ancora non sa è che quel quinto titolo appena giunto in libreria è in realtà il primo romanzo con protagonista Maigret e che Simenon lo ha scritto ben due anni prima: nell’estate del 1929.

Racconterà, in seguito, Simenon, che l’idea del suo commissario gli era venuta un pomeriggio mentre soggiornava in una cittadina dal nome difficile a pronunciarsi, Delfzijl, in Olanda, durante una sosta forzata del suo battello. 

Lo scrittore si trova da mesi in navigazione, con la moglie, la cameriera ed un cane, lungo la fitta rete di canali tra Francia, Belgio ed Olanda, a bordo di un battello che ha fatto armare nei cantieri della cittadina normanna di Fecamp.

L’Ostrogot, questo il nome del battello, ha urgente bisogno di riparazioni e si è così resa necessaria una sosta forzata nel porto olandese.

 Mentre il giovane belga sonnecchia all’aperto su una comoda seggiola, ecco apparire improvvisamente la figura massiccia di un uomo che avanza verso di lui. Non è che un’ombra o poco più, ma nonostante il torpore Simenon ne è colpito: “Ecco, questo potrebbe essere proprio il mio commissario!”. L’aggiunta di una pipa, di un pesante cappotto con il collo di velluto e di una bombetta avrebbero fatto il resto! Ecco bell’e pronto il nostro Maigret!

Il più famoso poliziotto della letteratura europea continentale, destinato a cambiare per sempre il destino di quel genere letterario, sarebbe il frutto casuale di una pigra giornata di sole nordico, fra i torpori di una siesta pomeridiana.

Questa almeno è la leggenda narrata dal suo autore!.

Come nasce il primo Maigret?

È abbastanza improbabile che le cose siano andate veramente così. Nessuno, tra gli appassionati simenoniani è più disposto a credere a questa favoletta, che tanto piaceva al suo ideatore. 

La figura del commissario parigino, se non proprio da un’accurata ricerca, proviene certamente da una progressiva elaborazione mentale, che l’autore sviluppa in un lasso di tempo magari non eccessivamente lungo, ma non così istantaneo come vorrà far credere in seguito.

Simenon lavorava da tempo alla figura di un personaggio che avesse particolari caratteristiche ed aveva in precedenza tentato vari esperimenti. Il nome stesso del commissario era comparso, in qualche modo, in racconti precedenti.

Forse quell’incontro sulla banchina di Delfzijl, è avvenuto realmente ed ha contribuito a definire alcuni dettagli, magari anche fisici, del personaggio che sarà poi Maigret: non certo a farlo nascere così sui due piedi. 

Nel caso, credo che Simenon, in quel momento, fosse bello sveglio, presente a se stesso e con la mente attenta.

A farmelo pensare è un altro personaggio che Simenon inserisce, un paio d’anni dopo, nel romanzo “Un delitto in Olanda“. La vicenda è ambientata proprio a Delfzijl e qui Maigret incontra un uomo massiccio quanto lui e quasi un suo alter ego: il famoso Baas, che in olandese significa semplicemente “capo”. Esattamente come i suoi ispettori, al Quai des Orfevres, usano chiamare proprio Maigret.

Si tratta, ovviamente, di una mia congettura suffragata dal nulla. Quello che è certo è che, il giovane Simenon, ha iniziato ad occuparsi del genere poliziesco parecchio prima della nascita di Maigret.

Siamo ancora negli anni della cosiddetta letteratura alimentare. Anni in cui il nostro autore sforna quasi a getto continuo opere brevi e popolari destinate al grande pubblico. 

Anni di novelle e racconti che spaziano nei più disparati generi: sentimentale, avventuroso, umoristico, erotico, ecc. Un’unica certezza unisce tutte queste opere: il loro autore vuole potentemente essere uno scrittore. Un obiettivo, una vocazione, una necessità che viene da lontano: da quel Au pont des Arches auto pubblicato nel 1921. Una vocazione che durerà fino ai dettati degli ultimi anni della sua vita.

Prima di Pietr le letton e di Maigret.

Il primo poliziesco propriamente detto, uscito dalla penna di Simenon, è probabilmente (un po’ di cautela quando si parla della produzione di questo autore è sempre d’obbligo) quel Nox l’insaisissable, un racconto di sole 32 pagine a firma Christian Brulls, apparso nel 1926 per le edizioni Ferenczi in una collana economica intitolata Le Roman Policier.

Sulla quantità e qualità delle opere di Simenon in quel periodo non mi inoltro sicuramente. Altri, ben più titolati a farlo, vi si sono già cimentati. Uno su tutti quel Michel Lemoine che tanto si è speso per raccogliere e presentare tutta la letteratura popolare di Georges Simenon nel suo prezioso volume L’autre univers de Simenon. 

Noi ci limitiamo a sottolineare come, proprio a partire dal racconto citato del 1926, lo scrittore belga inizi ad occuparsi sempre di più del genere poliziesco e, probabilmente, a trovarlo particolarmente congeniale ai suoi più generali desideri espressivi.

Molti altri titoli si aggiungono alla “serie” poliziesca delle opere popolari di Simenon e, strada facendo, inizia sicuramente a farsi largo l’idea di creare un personaggio chiave cui affidare un ruolo ricorrente in una serie di romanzi. Un personaggio capace di suscitare affetto ed interesse nel pubblico e competere con i blasonati predecessori, francesi e non, che tanto successo riscuotono in tutta Europa e non solo.

Simenon ne prova tanti di personaggi. Sembra siano addirittura diciotto e c’è, fra loro, anche una donna. Cambia i nomi, cambia le professioni, mescola i caratteri.

Quella di Maigret è quindi una costruzione, se non proprio lenta, sicuramente, progressiva e meticolosa. Scaturita da un preciso lavoro di ricerca.

Simenon sperimenta figure ed ambienti differenti, poi si concentra sulla figura di un poliziotto in servizio effettivo piuttosto che su giornalisti, avventurieri o detectives improvvisati. Un poliziotto che non ama troppo rispettare le regole e che si preoccupa più delle persone che delle inchieste. Poi, finalmente ecco Maigret.

Da tutto questo lavoro di ricerca e preparazione nasce un primo romanzo dal titolo esotico e dall’ambientazione internazionale: quel Pietr-le-Letton che è, a tutti gli effetti, il primo Maigret ufficiale.

 

Con il romanzo Pietr il Lettone, sul finire del 1929, ha ufficialmente inizio il ciclo di romanzi con protagonista il commissario Maigret.

Un romanzo, ed una serie, che solo in apparenza possono sembrare perfettamente in linea con la tradizione più classica del poliziesco.

Simenon ha finalmente trovato un personaggio che gli permette di scrivere romanzi di genere, ma caratterizzati da una particolare intonazione. Qualcosa di molto diverso dalle opere che il già ricco panorama della letteratura poliziesca e d’indagine offre da tempo ai suoi estimatori.

Questi nuovi romanzi di Simenon sono caratterizzati da ambientazioni e tematiche più realiste, ispirate a quei fait-divers che tanto interesse, nel pubblico, suscitano ogni giorno sui quotidiani.

Maigret, il personaggio chiave della serie, è altrettanto “vero” quanto le storie che lo vedono protagonista. Un personaggio costantemente dentro la storia.

Uno come noi, con tante responsabilità e un’infinita empatia verso il prossimo.

Maigret è protagonista e testimone nello stesso tempo. Due condizioni indispensabili per un autore che vuole, nei suoi romanzi polizieschi, privilegiare il racconto della vicenda umana, rispetto all’intreccio dell’inchiesta sul crimine commesso.

Pietr il lettone Adelphi gennaio 2008


 

Il primo Maigret: Pietr il lettoneultima modifica: 2021-05-06T18:59:26+02:00da albatros-331
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