Maigret torna a casa nel villaggio di Saint-Fiacre

Il caso Saint-Fiacre.

Maigret torna a casa nel villaggio di Saint-Fiacre

Maigret torna a casa nel villaggio di Saint-Fiacre.

 

Maigret indaga nel villaggio Saint-Fiacre.

Il caso Saint-Fiacre (titolo originale  francese L’affaire Saint-Fiacre), è un romanzo di Georges Simenon, certamente, uno dei più noti tra i romanzi dedicati dallo scrittore belga a Maigret.

Complice anche un film di successo, realizzato nel 1958 dal regista francese Jean Delanoy e interpretato magistralmente da Jean Gabin.

Saint-Fiacre è, a detta di Simenon, il paese d’infanzia di Maigret e questo romanzo è il primo in cui Simenon ci presenta la storia personale del suo commissario prima che questi diventi un investigatore della Polizia Giudiziaria di Parigi. Prima addirittura che Maigret a Parigi ci arrivi.

Nella trama del romanzo il commissario Maigret, o l’ispettore capo com’è per i francesi, si ritrova a condurre una difficile inchiesta proprio nel suo paese natale. Un piccolo centro agricolo della Francia centro-orientale: Saint-Fiacre.

Questo piccolo villaggio di contadini, poche case, una chiesa e un castello, non avrebbe nulla di speciale se non fosse che si tratta del luogo di nascita del nostro commissario.

Perché è proprio a Saint-Fiacre che Simenon colloca la nascita di Maigret e per questo il romanzo rappresenta un autentico “ritorno a casa” per l’investigatore più famoso di Francia.

Il suo autore ci fornisce una serie di indicazioni precise sull’infanzia del suo personaggio. Maigret è nato a Saint-Fiacre ed è figlio dell’amministratore del castello, di proprietà della nobile famiglia che  dal paese ha preso nome.

Simenon ci conduce addirittura dentro la vecchia casa che un tempo era stata quella della famiglia Maigret. La casa è molto cambiata. Il nuovo proprietario e nuovo amministratore delle tenute dei Saint-Fiacre, l’ha arricchita con finiture più eleganti: ha cementato il cortile, che in origine era in terra battuta, ha sostituito il logoro camino in legno con uno nuovo in marmo.

Il padre di Maigret non era ricco. Uomo ed amministratore onesto, viveva esclusivamente del proprio stipendio, senza raggirare i suoi padroni. Questo nuovo amministratore sembrerebbe una figura di tutt’altra fatta. Un approfittatore senza scrupoli, responsabile, almeno in parte, nell’ormai prossima rovina dell’aristocratica famiglia dei Saint-Fiacre.

Il piccolo Maigret giocava con le biglie di vetro in quel cortile di terra battuta. Serviva messa e sognava un messale con i bordi dorati e un fischietto da boy-scout che non poté mai permettersi.

Era un piccolo campagnolo arruffato e un po’ selvatico, che faceva scherzi alle compagne di scuola, correva nei campi e nuotava nel laghetto vicino alla chiesa.

Tutte queste cose l’ispettore capo se le ritrova davanti quando arriva in paese. Credeva di aver dimenticato, mentre invece tutti i ricordi sono ancora lì, intatti, dentro di lui.

Nessuno lo riconosce, mentre lui ricorda tutti: il medico che era suo compagno di classe e la ragazzina strabica che ora gestisce l’unica locanda del paese. La locanda dispone di due sole camere ed è lì che Maigret trascorre le poche gelide notti che passa a Saint-Fiacre.

Proprio il gelo di quelle stanze contribuirà, forse più di ogni altra cosa, a riportarlo ai tempi della sua infanzia povera, ma dignitosa e, riteniamo, sufficientemente felice.

In un prossimo post si discorrerà a fondo del romanzo, ma qui mi sembra giusto entrare nel vivo di una questione cara a tutti i lettori delle inchieste di Maigret (e non potrebbe essere diversamente): il paese di Saint-Fiacre esiste veramente?

Una domanda, questa, cui, chi si occupa specificatamente di un personaggio letterario, deve obbligatoriamente poter rispondere.

La risposta è stata già fornita da fior di specialisti, noi ci limitiamo a ripercorrere la strada del dubbio al solo scopo di gustare poi la soluzione.

Saint-Fiacre esiste veramente?

Innanzi tutto il paese di Saint- Fiacre esiste! Anzi ne esistono almeno due in Francia. Peccato che nessuno dei due si trovi nella zona indicata da Simenon.

Si, perché il nostro autore non si limita alla semplice indicazione del nome, ma colloca il paese in un luogo piuttosto preciso: il dipartimento dell’Allier, regione Alvernia-Rodano-Alpi. Un territorio tra il Massiccio Centrale e la valle della Loira. Praticamente l’ombelico della Francia.

Luoghi che Simenon conosce molto bene!

Non contento di specificare con precisione la zona in cui il paese sorgerebbe, Simenon, lo colloca anche ad una mezz’ora circa di strada dalla cittadina di Moulins.

Questo evidentemente restringe molto il campo e non lascia troppe possibilità di errore.

Errore del resto poco probabile visto che nessuno dei paesi chiamati Saint-Fiacre si trova nell’Allier. Meno che meno vicino Moulins.

Il primo, di questi paesi che vantano il nome Sait-Fiacre, si trova nei pressi della città di Nantes. Siamo nel dipartimento della Loira Atlantica, proprio dalla parte opposta dell’Hexagone!

Il nome esatto del paesino è Saint-Fiacre-sur-Maine e l’unico, vago, riferimento a Simenon è costituito da una certa vicinanza a La Rochelle dove l’autore ha vissuto per un certo tempo, ma in anni successivi al romanzo in questione.

L’altro Saint-Fiacre si trova nell’Île-de-France, vicino Meaux; siamo nel dipartimento Senna e Marna. Non troppo distanti da Parigi (vicino a Disneyland Paris).

Il paese che nel 1930 doveva essere poco più d’un villaggio è molto pittoresco nella sua parte più antica e vanta una chiesetta in cima ad una breve scalinata ed una locanda poco distante. Entrambi sembrerebbero adattarsi bene alle descrizioni presenti nel romanzo. Manca il laghetto e anche il castello, ma esiste una grande tenuta che potrebbe far pensare che un tempo ve ne fosse uno.

Siamo completamente fuori strada a quanto pare.

Naturalmente, come ho già detto, non siamo i primi ad indagare la questione e, per semplificarci la vita, non rimane che rivolgerci ai bene informati.

Pochi al mondo sono informati sull’argomento quanto Steve Trussel e se cerchi informazioni su Maigret e Simenon il suo enciclopedico blog è sicuramente in grado di fornirle.

Chi segue le vicende dello scrittore belga ricorderà certamente che, ai suoi esordi parigini, il giovane Simenon lavorò per un certo tempo come segretario, per un aristocratico di nome Raymond d’Estutt de Tracy. Questo casato possedeva un castello da varie generazioni in un villaggio dell’Allier, a pochi chilometri da Moulins. Ecco spiegato l’arcano!

Il villaggio si chiama: Paray-le Frésil e Simenon vi si è recato quando lavorava per de Tracy.

Il caso Saint-Fiacre-Tutto come nel romanzo.

C’è proprio tutto quanto descritto nel romanzo.

La chiesa, il castello, il laghetto dove nuotavano i ragazzini e dove un compagno di Maigret un giorno annegò. Non manca certo la locanda di Marie Tatin, la ragazzina strabica amica d’infanzia di Maigret. Venne individuata nel 1998 da Claude Menguy (altro grande conoscitore di Simenon e Maigret).

La locanda esiste ancora. Nel romanzo non le viene attribuito alcun nome, è solo l’Auberg. Oggi si chiama Bar Restaurant Tabac le Retour. Il “Ritorno” e, forse, non è un caso che si chiami così.

Ultima curiosità sull’argomento: la locanda di Marie Tatin si trova al n° 3 di una strada che attraversa il paese: rue Saint-Fiacre. E questo, sicuramente, non è un caso!

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Maigret torna a casa nel villaggio di Saint-Fiacreultima modifica: 2021-09-10T18:48:05+02:00da albatros-331
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