Simenon accetta il rischio inventando Maigret

Simenon accetta il rischio inventando Maigret.

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Simenon accetta il rischio inventando Maigret.

Siamo d’accordo su questo?

Quando Simenon intraprende la stesura dei primi 4 romanzi con Maigret, ha alle spalle quasi 200 romanzi e più di mille racconti pubblicati sotto pseudonimo, fra il 1922 e il 1929, in giornali e collane specializzate. Storie dei generi più disparati: polizieschi, sentimentali, erotici, d’avventura, di guerra e altro ancora. Nemmeno si conoscono, con certezza, tutti i titoli e il loro esatto numero.

Simenon accetta il rischio inventando Maigret e non un rischio da poco!

Simenon  è deciso a passare da questa “letteratura alimentare”, scritta su commissione ed in gran numero e che, in ogni caso, gli ha consentito di guadagnare piuttosto bene, a qualcosa di  assolutamente suo; nell’intreccio e, soprattutto, nello stile.

Per realizzare questo passaggio sceglie il genere poliziesco.

Un genere che, per certi versi, non si discosta molto dal romanzo di largo consumo (anzi, in quell’epoca ancora si confonde largamente con il più vasto genere avventuroso) e che sicuramente non spalanca le porte al Pantheon della letteratura, ma che ha consentito già in passato una notevole notorietà almeno ai migliori fra coloro che lo hanno frequentato.

Quando nel febbraio 1931 escono i due primi romanzi, Mosieur Gallet décédé e Le Pendu de St. Pholien autori come Arthur Conan Doyle, Agatha Christie, S. S. Van Dine sono ormai ben noti al pubblico francese. Allo stesso modo lo sono i personaggi dei loro famosi investigatori: Sherlock Holmes, Hercule Poirot, Philo Vance.

 

Agatha Christie

Agatha Christie

 

Anche alcuni autori francesi già godono di una notevole notorietà. Gaston Louis Alfred Leroux e Maurice Leblanc, negli anni 1907 e 1905, hanno dato vita ai loro famosi personaggi:  Rouletabille e Arsène Lupin. Il duo Allain e Souvestre, nel 1911, creano l’altrettanto fortunato Fantomas.

Certo nessuno di costoro scrive male, ma i loro intenti sono assai poco letterari.

Il poliziesco è visto soprattutto come un gioco enigmistico dove l’autore crea una situazione misteriosa e intricata invitando il lettore a seguirlo nell’evolversi degli eventi, sfidandolo a scoprire la verità dei fatti prima della fine del racconto.

Il mondo della letteratura poliziesca e d’indagine offre quindi molte possibilità ad uno scrittore preparato ed ambizioso, ma si tratta di un genere dove sembra quasi impossibile addentrarsi senza soggiacere a quelle regole che lo caratterizzano e che, proprio negli anni in cui Simenon concepisce Maigret, autori del calibro di S.S. Van Dine e Ronald Knox hanno appena ufficializzato con i loro famosi articoli: Venti regole per scrivere romanzi polizieschi e Decalogo.

Simenon accetta il rischio inventando Maigret.

Simenon è conscio di questo e, forse, gioca un tantino sporco allestendo le truculente scenografie de Le Bal anthropométrique tutte manette sangue e impronte digitali.

Si, perché lui ha creato un personaggio diverso da tutti i precedenti e, soprattutto, ha strutturato i suoi romanzi in modo diversissimo da tutti gli altri. Un modo molto più letterario, basato sulle atmosfere non su indizi e complicate trame.

Simenon racconta storie di gente comune travolta da situazioni non comuni.

Storie e personaggi a tal punto comuni che Joseph-Arthème Fayard, leggendo i manoscritti, esprime tutte le sue riserve su quelle opere.

Non vi è praticamente nulla di quello che il pubblico di genere è abituato a trovare nelle pagine dei romanzi polizieschi dell’epoca.

Simenon accetta quindi un bel rischio inventando Maigret?

Dirlo oggi può suonare strano, visto il successo mondiale che il personaggio del Commissario francese ha ottenuto e ancora ottiene in tutto il mondo, ma nel 1929 quando, dopo alcune opere diciamo preparatorie, Georges Simenon mette mano definitivamente alla figura di Maigret scrivendo Pietr le letton e poi, di seguito, le opere successive, il rischio che si assume sembra veramente notevole.

Ma gli scrittori di razza sanno interpretare i tempi e forse il rischio c’era, ma è stato calcolato al punto giusto.

Tutti i libri di Simenon, le biografie e gli studi


 

 

Simenon accetta il rischio inventando Maigretultima modifica: 2016-05-07T00:52:20+02:00da albatros-331
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2 comments for “Simenon accetta il rischio inventando Maigret

  1. 7 maggio 2016 at 10:35

    Bravo Fulvio pour ce texte et cette analyse très bien vue des débuts de Maigret et du courage de Simenon de lancer un tel personnage !

    • 7 maggio 2016 at 21:29

      Grazie, sempre troppo generosa! Su questo argomento voglio tornare, perché sono convinto che Simenon sia stato, non solo, l’autentico precursore di un genere dentro il genere, ma che avesse capito che la cosi detta “età d’oro” del poliziesco era finita e ci volesse qualcosa di nuovo. Qualcosa che il pubblico era pronto a ricevere senza saperlo. ne riparliamo…

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