Vivian Maier la tata con la Rolleiflex

Vivian Maier poesia del silenzio.

Vivian Maier la tata con la Rolleiflex

Vivian Maier la tata con la Rolleiflex.

La vita segreta di Vivian Maier.

Vivian Maier nasce a New York, il 1º febbraio 1926. Il padre, Charles Maier, è un americano di origine austriaca, mentre la madre, Maria Jaussaud, è nata in Francia, nel maggio 1897, a Saint-Julien-en-Champsaur.

Giovanissima, Vivian Maier, si innamora della fotografia e per tutta la vita coltiva questa sua passione nel più assoluto anonimato. La sua principale attività lavorativa sarà quella di bambinaia presso svariate famiglie.

Muore nel 2009, senza mai sapere che il giovane figlio di un rigattiere ha scoperto le centinaia di negativi con le sue foto e vorrebbe incontrarla e far conoscere la sua opera.

Il materiale prodotto in una vita intera di scatti rubati per strada, a New York, Chicago, Los Angeles e in altri luoghi, è andato all’asta quando Vivian, ormai anziana, non riesce più a pagare l’affitto del magazzino dove conserva in decine di scatoloni.

John Maloof, ne entra in possesso per poche centinaia di dollari, sviluppa alcune foto e subito decide di farle conoscere al mondo.

Seguono, dal 2010 ad oggi, decine e decine di mostre fotografiche in tutto il mondo ed altrettanti libri dedicati a lei ed alla sua opera.

Inizia così la leggenda postuma di Vivian Maier: la Tata con la Rolleiflex.

Alla ricerca di Vivian Maier.

Alla ricerca di Vivian Maier

Alla ricerca di Vivian Maier.

“Il mondo è a colori, ma la realtà è in bianco e nero,” disse una volta Wim Wenders, e forse mai come per Vivian Maier, misteriosa fotografa per caso nella Chicago di mezzo secolo fa, queste parole acquistano un senso profondo. “Alla ricerca di Vivian Maier” è l’eccezionale storia di una normalità divenuta unica nel tempo, l’esercizio di una passione per la fotografia che sale la vivida scala dell’arte e diventa documento di un mondo perduto nel passato, volti e attimi di vita meravigliosamente catturati con la naturalezza che solo il talento possiede. Uno struggente esempio di immortalità. Nella sola forma accettabile.

Alla ricerca di Vivian Maier. La tata con la Rolleiflex. DVD. Con libro

Vivian Maier a colori.

Vivian Maier a colori

Vivian Maier a colori.

Il fascino della figura di Vivian Maier continua a suscitare grande interesse nonostante molti dettagli della sua vita rimangano ancora misteriosi. La sua vicenda, la riservata tata di Chicago il cui lavoro fu rinvenuto all’interno di scatole lasciate in due depositi e messe all’asta per il mancato pagamento dell’affitto, è stata ricostruita solo attraverso le migliaia d’immagini da lei realizzate e dai pochi elementi che si conoscono della sua vita. Vivian Maier. A colori presenta ora la più grande raccolta di fotografie esclusivamente a colori realizzata dall’enigmatica autrice. Con una prefazione di Joel Meyerowitz e un’introduzione di Colin Westerbeck, il libro contribuisce a far luce sulla natura delle immagini a colori di Vivian Maier, esaminandole all’interno del più ampio contesto della sua produzione e comparandole con quelle di altri street photographers a lei affini per sensibilità, come Eugène Atget e Lee Friedlander. Con oltre 150 fotografie a colori, la maggior parte delle quali mai pubblicate finora, il volume ci aiuta a comprendere meglio l’opera e la storia di Vivian Maier, dimostrando in questa serie di splendide immagini, quale fosse la sua visione del mondo osservata attraverso la sua macchina fotografica. Premessa di Joel Meyerowitz.

Vivian Maier a colori. Ediz. illustrata

Vivian Maier. Vita e fortuna di una fotografa.

Chi era Vivian Maier? Molti la conoscono come la bambinaia solitaria di Chicago che vagava per la città scattando fotografie rimaste a lungo nascoste fino a quando non sono state ritrovate casualmente. Quelle immagini, diffuse quando la sua autrice era ormai morta, ignara dell’attenzione che si stava scatenando intorno a lei, hanno rivelato al mondo Vivian Maier come una maestra della street photography americana. In questa biografia Pamela Bannos rivela come la storia della Mary Poppins burbera e riservata abbia oscurato il suo vero volto: Vivian Maier non deve essere considerata una tata che si dilettava di fotografa ma una fotografa che si manteneva facendo la babysitter. Nel libro per la prima volta la “bambinaia” appare come una fotografa consapevole del proprio lavoro e delle sue immagini nonostante abbia scelto di non mostrarle mai.

Vivian Maier. Vita e fortuna di una fotografa

Dai tuoi occhi solamente.

New York, 1954. Capelli corti, abito dal colletto tondo, prime rughe attorno agli occhi, ventotto anni, Vivian ha risposto a un’inserzione sul New York Herald Tribune. Cercavano una tata. Un lavoro giusto per lei. Le famiglie l’hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro piccoli drammi senza esserne partecipe, e osservare la recita, la pantomima della vita da cui soltanto i bambini le sembrano immuni. La giovane madre che l’accoglie ha labbra perfettamente disegnate con il rossetto, capelli acconciati in onde rigide, golfini impeccabili. Dietro il suo perfetto abbigliamento, però, Vivian sa scorgere la crepa, il muto appello di una donna che sembra chiedere aiuto in silenzio. Del resto, questo è il suo lavoro: prendersi cura della vita degli altri.

L’accordo arriva in fretta. A lei basta poco: una stanza dove raccogliere le sue cose; una città, come New York, dove potere osservare le vite incrociarsi sulle strade, scrutare mani che si stringono, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l’insopportabile caducità di ogni istante. Ed essere, nello stesso tempo, invisibile, sola nel mare aperto della grande città, a spingere una carrozzina o a chinarsi per raddrizzare l’orlo della calza di un bambino. Scrutare i gesti altrui e guardarsi bene dall’esserne toccata: questa è, d’altronde, la sua esistenza da tempo. Troppe, infatti, sono le ferite che le sono state inferte nell’infanzia, quando la rabbia di un gesto – di sua madre, Marie, o di suo fratello Karl, animati dalla medesima ira nei confronti del mondo – si è rivolta contro di lei. Sola nella camera che le è stata assegnata, Vivian scosta le tende dalla finestra, lancia un’occhiata al cortiletto ombroso e spoglio nel sole morente di fine giornata, estrae dalla borsa la sua Rolleiflex e cerca la giusta inquadratura per catturare il proprio riflesso che appare contro l’oscurità del vetro. È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.

Dai tuoi occhi solamente

Vivian Maier, en toute discrétion.

Vivian Maier, en toute discrétion

Vivian Maier, en toute discrétion.

Une nouvelle photographe, Vivian Maier, est découverte en 2010 alors qu’elle vient de disparaître. Ses dizaines de milliers de clichés, dont une majorité de négatifs non développés, ont été découverts après sa mort, faisant d’elle une artiste célèbre. A partir de là, tous s’interrogent sur l’histoire de cette femme, sur sa personnalité, et découvrent qu’elle a aussi, un lien très fort avec la France. Françoise Perron est partie sur ses traces, à New York, à Chicago et dans les Hautes- Alpes et a recueilli le récit de ceux qui l’ont bien connus en France et aux Etats-Unis, dévoilant ainsi, au-delà de la caricature de nounou acariâtre, qui a souvent circulé à son sujet, une personnalité trouble et attachante.

Vivian Maier, en toute discrétion

Vivian Maier – À la surface d’un miroir

New York 1953, Joanna et Laurence Ward, à la recherche d’une nouvelle
nanny pour leur fille Gwen, engagent une jeune femme, Vivian Maier.
Vivian est très secrète, un peu bizarre même, et n’a pas un caractère
facile, mais les enfants adorent arpenter les rues de la ville avec
elle…et son appareil photo. Ce récit est inspiré de faits réels. Il
est jalonné d’une sélection de photographies réalisées par Vivian
Maier entre 1952 et 1960. Chaque scène imagine le contexte dans
lequel la prise de vue aurait pu être réalisée et propose ainsi une
vision très subjective et personnelle de l’existance de Vivian Maier.
Vivian Maier, a photographié sa vie durant comme si sa vie en
dépendait sans pour autant développer ses photos et donc sans
partager son oeuvre avec quiconque. ” Inconcevable pour nous
aujourd’hui, en ces temps où nos fragiles et exigeants ego quêtent
sans fin l’approbation, l’admiration, le regard.” (Gaëlle Josse, Une
femme en contre-jour).

Vivian Maier – À la surface d’un miroir (French Edition)

Vivian Maier: Out of the Shadows.

This is the only book that tells the life story of Vivian Maier in words and pictures. Known as “the nanny photographer,” Maier became an Internet sensation after her photos were put online in 2009. Since then, Maier’s breathtaking pictures—which show everyday life in mid-century America—have earned her recognition of one of the masters of photography. Presenting her photographs alongside revealing interviews with those who knew her best, this volume puts Vivian Maier’s work in context and creates a moving portrait of her as an artist.

To better understand Maier, authors Richard Cahan and Michael Williams studied census records, ship manifests and interviewed every person they could find who knew Maier, from her childhood days in the French Alps to the families whose children she cared for in the United States. They combined this biographical information, much of it unreported, with more than 300 photographs that she took starting in 1949 to create the first comprehensive record of her life story.

Vivian Maier: Out of the Shadows

 

Vivian Maier. Ignota a me stessa-Unknown to myself.

Chi era Vivian Maier, una bambinaia? Una fotografa? Fondamentalmente una sconosciuta che ha attraversato la vita occupandosi dei figli degli altri e osservando il mondo attraverso il mirino della sua Rolleiflex fino a quando John Maloof, entrato casualmente in possesso di migliaia di negativi, non ha mostrato al mondo le sue foto. Da allora in molti stanno rovistando nella sua vita alla ricerca di indizi che svelino qualche segreto su questa donna schiva. Noi abbiamo scelto di far parlare le sue immagini, unica autentica testimonianza che, forse suo malgrado, ci ha lasciato.

Vivian Maier. Ignota a me stessa-Unknown to myself


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Vivian Maier la tata con la Rolleiflexultima modifica: 2021-10-27T02:30:33+02:00da albatros-331
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