Normandia cosa vedere

Un viaggio in Normandia.

arco di pietra di manneporte

Normandia: il famoso arco di pietra di Manneporte ad Étretat.
Fotografia di Parsifall

Normandia: tanti luoghi diversi da visitare.

C’è una regione nella Francia del nord, dove il mare incontra la dura roccia e dove la fertile campagna incontra il mare.

Questa regione si chiama Normandia.

Un susseguirsi di luoghi romantici e suggestivi, ricchi di storia e cultura. L’odore del mare supera le scogliere ardite che si alternano a spiagge sabbiose, penetra in profondità fra i terreni arati e le piantagioni di mele. Lo senti a chilometri: arriva ovunque.

Angoli nascosti e pittoreschi si alternano alle rocce della costa e alle piatte campagne dove natura e lavoro umano hanno saputo collaborare in modo quasi incredibile!

Una regione dove, per dirla con le parole di Georges Simenon:

“Le mucche pascolano fino al limite estremo della scogliera”.

 

Normandia cosa vedere dunque?

Tutta la Normandia è meta ideale per un viaggio. Con le sue coste frastagliate dalle scogliere a picco sul mare turchese, le lunghe spiagge, le distese verdi di dolci pascoli. Luoghi immortalati da scrittori come Maupassant e dai grandi pittori impressionisti.

Gente cordiale e rude insieme, i normanni. Cittadine di pescatori con le loro caratteristiche case a traliccio. Una forte tradizione popolare, ma anche borghese e commerciale. Antiche vestigia aristocratiche che narrano di trovatori e cavalieri, di belle gesta, tornei e duelli.

Grandi cattedrali gotiche, palazzi, fattorie e antichi castelli, spalla a spalla con i luoghi del più recente passato che racconta della seconda guerra mondiale.

Passeggiate indimenticabili, una gastronomia succulenta e ricca di sorprese. Tutto questo e molto altro è Normandia.

La Normandia, Simenon e Maigret.

Chi ama la letteratura di lingua francese conosce sicuramente Georges Simenon, scrittore belga noto in tutto il mondo per i tanti suoi magnifici romanzi e, agli amanti del genere poliziesco, noto come padre del famoso Commissario Maigret.

Esiste un legame profondo tra Simenon e la Normandia. Lo scrittore vi ha ambientato molti dei suoi migliori romanzi ed alcune indagini del suo commissario, ma, soprattutto, vi ha “vissuto” a più riprese in quelli che possiamo considerare gli anni della sua formazione alla scrittura.

L’incontro di Simenon con la terra normanna risale alla seconda metà degli anni venti del ‘900.

Siamo nell’estate del 1925 e una copia di amici parigini ha invitato i coniugi Simenon a trascorrere le vacanze con loro nel piccolo villaggio di Bénouville; poche case e trecento anime ad un tiro di schioppo dalla cittadina di Étretat.

“Etretat appariva candida e innocente, con le sue case troppo piccole, troppo graziose, troppo ben dipinte per ospitare un dramma, con le scogliere sullo sfondo che emergevano dalla foschia proprio come nelle cartoline esposte all’ingresso dell’emporio.”

Rocce e mare da un lato cui dall’altro, quasi in sfida perenne, si oppone la campagna normanna fertile e ordinata e le sue cittadine e i piccoli villaggi.

Tante emozioni che attraverso l’occhio acuto di Simenon si trasformano in ambienti ed atmosfere.

Simenon, seppure affascinato, (o forse proprio per quello) rimane impietoso. Scandaglia i luoghi e con essi gli animi delle persone che quei luoghi animano con la loro presenza ed ai quali sono intimamente legati.

Coglie perfettamente le contraddizioni dell’ambiente circostante.

La durezza delle rocce, il sereno ordine delle campagne, l’andare e venire delle maree, il tumulto del mare in tempesta. La nebbia che scende la sera, così fitta da cancellare, apparentemente, l’intero universo, ma in realtà celando in se tutto un brulicare di vita che, come indifferente, continua la sua quotidiana attività.

Da tutte queste impressioni, sedimentate nell’animo dello scrittore, nasceranno alcuni tra i grandi romanzi con e senza il commissario Maigret.

Ecco alcuni dei principali romanzi che Georges Simenon ha voluto ambientare in Normandia e che non hanno Maigret come protagonista:

  • Le sorelle Lacroix del 1937 ambientato a Bayeux nel Calvados.
  • La Marie del porto scritto nel 1937 ed ambientato tra Port-en-Bessin e Cherbourg.
  • I Pitard apparso in Francia nel 1935 e prestissimo in Italia nel 1937 grazie a Mondadori.
  • Il primogenito dei Ferchaux pubblicato nel 1945 per Gallimard.
  • L’uomo di Londra apparso nel 1933 ed ambientato a Dieppe.

Da questo soggiorno a Bénouville i due giovani sposi non riportano solo emozioni. In questo luogo avviene anche il loro incontro con una ragazzina appena diciottenne, figlia di pescatori locali, che lavora a servizio in casa di amici.

Lei si chiama Henriette Liberge e i Simenon la assumono come cuoca per un anno. Rimarrà accanto allo scrittore per tutta la vita e non certo solo come cuoca o cameriera.

Henriette Liberge sarà fedelissima amica, confidente ed amante di Simenon, che le cambia persino il nome in Boule.

Bionda, piccola e formosa, la giovane normanna rappresenta qualcosa di molto particolare nella vita dello scrittore (che lei chiama affettuosamente: mon petit monsieur joli) e, forse, è proprio a lei che si ispira, in qualche modo, il personaggio di Mme Maigret, moglie del commissario e archetipo della fedeltà coniugale a 360°.

Come il suo autore anche Maigret visita la Normandia.

La Normandia si rivela fin da subito ambiente congeniale anche al personaggio più famoso di Simenon: il commissario Maigret.

Cominciando proprio da Pietr le Letton, il primo “Maigret” scritto da Simenon, che in parte si svolge a Fecamp, per continuare poi con Au Rendez-Vous des Terre-Neuvas, ambientato ancora nella città normanna del Dipartimento della Senna Marittima.

Del resto proprio dai cantieri di Fecamp proviene l’Ostrogoth, il famoso battello che lo scrittore utilizzerà come dimora viaggiante negli anni che vanno dal 1929 e il 1931 e che vedono la nascita del personaggio di Maigret.

Nella cittadina di Ouistreham (Calvados) viene ambientato il romanzo Le port des brumes mentre ad Étretat è ambientato Maigret et la vieille dame (romanzo del 1949, scritto in California). Ancora la Normandia con la città di Dieppe farà da scenario al racconto Tempête sur la Manche del 1938 e, naturalmente, non possiamo non citare La vieille dame de Bayeux sempre del 1938 ed ambientato a Caen capoluogo del Calvados.

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Un cantiere navale a Fécamp

Un lungo rapporto quindi fra il nostro commissario e questa magnifica regione della Francia del nord, fatta di terra e di mare e del profumo intenso di questi due elementi.

Come potrebbe essere diversamente?

Maigret ama la buona tavola, quella più autentica e tradizionale, e la Normandia offre una gamma vastissima di piatti e pietanze tipiche della sua terra, ma divenute, in molti casi rappresentative dell’intera cucina francese.

E non dimentichiamo uno dei liquori preferiti dal commissario: quel calvados che della terra di Normandia è addirittura il simbolo.

Non è difficile immaginare Maigret in una sera in cui, con l’amico Pardon, evocano insieme le cose alle quali, con l’età che avanza, saranno presto costretti a rinunciare.

Ecco i due amici che a turno aggiungono una voce, evocano un particolare, sull’onda di personali ricordi di viaggio, vacanze o inchieste, nel caso di Maigret. Fra una sorsata di Calvados e una boccata di sigaro e di pipa.

Non stupisce quindi la risposta del commissario a Mme Maigret che gli chiede al ritorno:

-Di cosa parlavate, tu e Pardon, che vi vedevo così presi e coinvolti?-

-Di nulla sig.ra Maigret… Solo di formaggi, trippa e capesante della Normandia

 

La Normandia, Maigret e Jean Gabin.

Non è difficile, nemmeno pretestuoso voler cercare un collegamento tra il personaggio letterario Maigret, il suo autore Simenon, la terra di Normandia e quel mito del cinema francese che è stato ed è tutt’ora Jean Gabin.

Gabin è stato uno dei migliori interpreti, a detta di molti, che hanno dato un volto al commissario Maigret ed è stato protagonista anche di molti film tratti da romanzi di Georges Simenon (ben dieci).

Proprio il primo di questi film sarà La Marie du port e consacrerà Jean Gabin come protagonista del cinema francese anche nel secondo dopoguerra.

La Normandia quindi come sfondo al successo professionale di un grande attore, ma anche come oggetto di un sogno importantissimo che egli cullava dentro di se.

Il sogno di Gabin di ritornare alla terra: avere una fattoria, allevare bestiame e cavalli.

Egli tenta di realizzare questo sogno proprio negli ultimi vent’anni della sua vita, acquistando progressivamente vari appezzamenti di terra proprio in Normandia e costruendovi una villa, una fattoria ed un ippodromo.

Il sogno si infrange contro la resistenza della popolazione locale, che vede in lui un accaparratore di terre venuto da fuori.

Ci sarà un duro scontro ed un brutto processo, la delusione e la vendita dellattività.

Di tutto questo rimane una grande azienda agricola ora privata e lippodromo che è ancora di proprietà degli eredi dellattore e di cui porta il nome.

Organizzare un viaggio in Normandia.

La Normandia è meta ideale per un viaggio. Qualunque idea che si possa avere riguardo le vacanze.

L’ideale, come sempre, è raccogliere prima un po’ di informazioni.

A questo scopo un mezzo decisamente utile è rivolgersi al:

Sito Turismo Normandia

Un viaggio in Normandia è in grado di regalare emozioni molto diverse: è un itinerario completo capace di abbracciare gli aspetti più differenti di una terra così complessa, dalla natura all’arte, dal cibo alla tradizione, dalla storia alla cultura in un susseguirsi sorprendente di ambienti e luoghi da visitare.

Il tuo viaggio in Normandia

Normandia: conosciamola meglio e l’ameremo.

Gli uomini sono anche la terra che abitano!

Molti concordano su questo: da Aristotele fino a Friedrich Ratzel.

Viaggiare, quindi, significa anche conoscere e capire gli uomini. Non vogliamo certo scadere in una retorica da Erasmus, o nel luogo comune del “viaggiare apre la mente”, che il turismo di massa ha ormai svuotato di ogni significato.

Ormai puoi viaggiare da una qualunque città all’altra senza mai uscire da una logica da McDonald o da H&M e i pacchetti turistici preconfezionati non fanno altro che alimentare questa comoda tendenza.

Comoda per la logica industriale che oramai muove ogni cosa.

Il viaggio deve essere soprattutto un rischio. Un rischio esistenziale, se vogliamo, un uscire dalle proprie certezze ed abitudini per affrontare un “ignoto”, un non conosciuto.

Via quindi dai comodi itinerari preconfezionati. Via dall’idiozia dei luoghi sempre uguali in tutto il mondo!

Noi vogliamo incontrare gli altri. Non sempre e soltanto noi stessi: ovunque!

Dopo questo preambolo qualcuno penserà che rimanga solo la foresta amazonica come unica meta d’un viaggio utile ed interessante.

Niente di meno vero! Con le dovute accortezze, con la necessaria curiosità e con un po’ di volontà qualunque luogo può essere ancora una scoperta: anche la civilizzatissima Normandia!

Via dai luoghi comuni dunque. Cerchiamo, ovunque andiamo, quel tanto di autentico ancora disponibile. Sbagliamo, deludiamoci, continuiamo la ricerca. Troveremo, quantomeno esperienza e sorpresa. Questo è viaggiare.

Questo solo per dire che le mete suggerite anche da queste pagine devono essere solo un canovaccio, intorno al quale costruire il nostro viaggio e la nostra storia. Non alla ricerca di sicurezze, ma di novità, di originalità, soprattutto.

Detto questo ecco, di seguito, un breve elenco di alcune località che meritano una visita in Normandia.

Ma il come organizzare il tuo approccio a questi luoghi dipende solo da noi stessi.

Normandia ecco cosa vedere.

Un elenco di cose da vedere in Normandia. Sicuramente incompleto, perché ogni angolo del territorio normanno merita una visita e si rivela una scoperta.

Iniziamo il nostro viaggio in Normandia da uno dei luoghi più famosi ed emblematici della regione.

Normandia cosa vedere: le bianche falesie di Étretat.

 

Étretat

Étretat

Scegli il tuo soggiorno a Etretat.

Questo meraviglioso villaggio di pescastori incastonato fra le due scogliere più suggestive della costa, la Falaise d’Amont e la Falaise d’Aval, vi lascerà senza fiato.

Casa di personaggi celebri come Guy de Maupassant, Corot, Coubert e Monet, la cittadina di Étretat, sembra riaffiorare direttamente da un quadro impressionista dell’800 con tutto il suo fascino rétro e i suoi antichi colori.

Imperdibile, tempo permettendo, un’escursione sulla Falaise d’Aval, raggiungibile tramite una lunga scalinata che parte dalla passeggiata a mare. Qui il sentiero vi regalerà vedute mozzafiato sugli scogli sottostanti, sulla cittadina e sullo straordinario arco di pietra de La Manneporte, che Maupassant descrisse come un elefante che beve nel mare.

Vi consigliamo di percorrere tutto il sentiero, anche se molto lungo, fino in fondo, lasciandovi indietro i turisti più pigri fino a trovarvi immersi nella natura più incontaminata.
La base delle falesie è visitabile a piedi solo in certe ore del giorno, quando il mare si ritira ed è quindi opportuno consultare le tabelle delle maree e prestare estrema attenzione.
La Falaise d’Amont è invece raggiungibile in macchina per ammirare l’altro versante della baia accanto a una romantica chiesetta.
Da non perdere anche il piccolo mercato coperto dei primi del ‘900 completamente realizzato in legno.

Per scoprire i tanti percorsi a piedi e i sentieri che si possono intraprendere lungo le falesie rivolgetevi all’ufficio del turismo in Place Maurice Guillard.
Non perdetevi l’arrivo del pesce fresco e dei molluschi la mattina presto, che potrete gustare direttamente in spiaggia.
Il giovedì dell’Ascensione si svolge la benedizione del mare, un’antica tradizione medievale molto suggestiva.
Non esitate ad alloggiare nelle chambres d’hotels a conduzione familiare nella campagna circostante: sarà come tornare indietro nel tempo e vivere un’esperienza immersi nella natura più silenziosa e verde.

Il tuo viaggio in Normandia

Normandia cosa vedere: la penisola di Hague.

Per un attimo vi sembrerà di essere magicamente sbarcati in Irlanda: il paesaggio selvaggio, spazzato dai venti, pascoli con muretti a secco, scogliere vertiginose e insenature dalle acque cristalline saranno una vera scoperta per i pochi turisti che decideranno di arrivare fin qui.

Scegli il tuo soggiorno nella penisola di Hague, in un luogo veramente fantastico: La Roches du Marais.

La località è quella di Omoville-la-Petite, comune francese di 128 abitanti situato nel dipartimento della Manica nella regione della Normandia. Famosa per aver ospitato il poeta Jaques Prévert negli ultimi momenti della sua vita.

Panorama dall'Hotel La Roches du Marais

Panorama dall’Hotel La Roches du Marais.

Questa penisola infatti è completamente fuori dai circuiti turistici, fattore che ha mantenuto intatta e incontaminata questa zona magnifica: qui avrete a disposizione solo paesaggi spettacolari e minuscoli villaggi con i loro giardini deliziosi e una serenità che incanta.

Spingetevi fino al Nez de Jobourg dove vi troverete a osservare una vista portentosa dall’alto di ben 128 metri, la scogliera più alta d’Europa: intorno a voi solo un mare fragoroso, il rumore del vento, un cielo terso, i verdi prati e davanti a voi il profilo delle Isole del Canale, che si possono scorgere nelle giornate terse.
Girovagando vi imbatterete in Auderville, una manciata di case posizionate per resistere al vento oppure in Goury, un villaggio arroccato sopra un porto naturale: qui lasciate la macchina e imboccate un sentiero immerso nel verde dei prati che vi porterà alla piccola baia. Vi sembrerà di essere arrivati ai confini del mondo e in un’altra epoca: vedrete infatti un ricovero per le imbarcazioni di soccorso alle barche in difficoltà durante le burrasche con scivolo per arrivare velocemente al mare.
Da Goury parte un circuito panoramico a piedi che scende fino al borgo di La Roche.

Normandia cosa vedere: Bayeux.

Bayeux

Bayeux

Questa città normanna, nella regione del Calvados, è stata miracolosamente risparmiata dalla distruzione dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale e conserva intatto tutto il suo fascino con le sue vie medievali, i canali con i mulini, le chiese e la sorprendente mancanza di periferie e zone industriali.

L’arazzo di Bayeux.

Ma la fama di Bayeux viene soprattutto dalla presenza in città del famosissimo arazzo medievale che essa custodisce, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Con i suoi 68 metri di tela di lino dipinta la Tapisserie de Bayeux è una delle più importanti testimonianze del Medioevo; racconta infatti l’invasione dell’Inghilterra dal punto di vista dei normanni, impresa epica che segnò le sorti dell’XI secolo. Scampata miracolosamente alle razzie naziste nascosta in uno scantinato del Louvre. Potrete così immergervi in questa rappresentazione quasi fumettistica che porterà indietro nel tempo fra dettagli e immagini davvero emozionanti.

La cattedrale di Bayeux:

La Cattedrale di Bayeux è un perfetto esempio di architettura gotica normanna con una stupenda facciata a 5 portali, una splendida sintesi di archi romanici a tutto sesto e archi gotici a sesto acuto oltre a tantissimi fregi sui capitelli che raffigurano strani personaggi, animali fantastici e quadrifogli. La Cattedrale venne aperta al culto nell’anno del Signore 1077, ma successivamente, anche a causa di eventi bellici, dovette subire molti interventi di rifacimento che le conferirono l’attuale stile architettonico “gotico-normanno”, con taluni elementi in “gotico fiammeggiante”.

Vi è una cripta in stile romanico sotto la chiesa, che risale al XI° secolo. Vicino alla Cattedrale di Bayeux si possono ancora ammirare gli interessanti edifici di un antico quartiere medievale. Da annotare la presenza, sempre vicino alla chiesa, di uno degli ultimi Alberi della Libertà che il governo rivoluzionario del 1797 impose di piantare: un platano in ogni comune di Francia.
La città vecchia può essere girata in pochissimo tempo e vi mostrerà le sue case a graticcio, le vecchie case di pietra e il piccolo ponte con vista sul mulino funzionante in rue Saint-Martin.
Il Conservatoire de la dentelle raccoglie esemplari, storia e lavorazione del celebre merletto normanno.
Anche Bayeux fa parte del circuito del D-Day con il cimitero di guerra britannico dove riposano 4700 soldati inglesi e si ricordano i 1800 dispersi e il Musée Memorial de la Bataille de Normandie con fotografie e oggetti d’epoca.
Se amate le antiche residenze d’epoca a 14 chilometri da Bayeux c’è lo Château de Balleroy, un sontuoso castello che oggi ospita un museo delle mongolfiere.
A luglio si tiene un appuntamento davvero unico, Les Fêtes Médiévales de Bayeux mentre ad agosto il Calvadose de Rock.

Normandia cosa vedere: Abbaye de Jummiegès

Sebbene di questa immensa abbazia non siano rimasti che ruderi, il suo fascino è incredibile: solo immaginando le dimensioni originali si può capire la magnificenza che doveva avere all’epoca con i suoi campanili alti 46 metri.

L’abbazia venne iniziata nel 1020 su spunto di Guglielmo il Conquistatore e presto divenne cuore pulsante dello sviluppo culturale e spirituale della zona per cadere in declino durante la Guerra dei Cent’Anni fino a venire usata come cava di pietre sotto la rivoluzione.

Queste bianche rovine che splendono al sole, immerse in un meraviglioso parco con alberi secolari e piante di ciliege a due passi dalla Senna.

Normandia cosa vedere: La Côte Fleurie.

La Côte Fleurie, un magnifico tratto di costa dal sapore Belle Époque.

Il tratto di costa che si estende fra le foci dell’Orne e della Senna è chiamato Côte Fleurie, una zona elegante, piacevole, un susseguirsi di località balneari che d’estate viene presa d’assalto dai Parigini in vacanza.

Le basse scogliere e i lunghi tratti di sabbia con le dune caratterizza questa zona un po’ retrò con le ville d’epoca, le tende-ombrelloni a righe per ripararsi dal vento, gli eleganti bistrò e le cittadine ricche di boutique e di caffè.

Il tuo viaggio in Normandia

Normandia cosa vedere: Les Andelys.

Les Andelys

Les Andelys

Questo pittoresco villaggio adagiato sul lungo Senna è uno dei più caratteristici della regione, grazie anche alla stupenda cornice naturale con il fiume, le colline boscose e le alte scogliere bianche.

Come dice il nome stesso esistono due cittadine gemelle, una moderna, Grand Andely, il cuore commerciale e la più piccola e originale, la Petit Andely, con la bella passeggiata sul lungo fiume, i tortuosi vicoli con le case a graticcio e i giardini fioriti.

Lo Château-Gaillard, che domina sui villaggi e sul fiume, serviva a scopo difensivo così fortificato in cima alla rupe e ha conosciuto fama e disonore.

Oggi è quasi del tutto in rovina ma le sue spettrali mura bianche lasciano immaginare cosa dovesse essere nel medioevo.

In ogni caso merita salire con un sentiero segnalato (20 minuti a piedi) per godere il colpo d’occhio e lo splendido panorama.

Normandia cosa vedere: Rouen.

Rouen è la perla indiscussa della Normandia, un vero e proprio gioiello architettonico in cui si fondono magistralmente arte, storia e cultura che accompagnano una vivace vita sociale e un magistrale panorama gastronomico.

Rouen

Rouen

È una delle tappe fondamentali per un viaggio in Normandia e punto di partenza per andare alla scoperta di questa terra meravigliosa e ricca di emozioni.

Incastonata fra la Senna e il mare, Rouen, è rimasta magicamente illesa dalle devastazioni della guerra e conserva non solo una delle più eccezionali cattedrali gotiche d’Europa ma un centro storico senza pari, che conserva un cuore medievale con più di 200 case a graticcio autentiche sopravvissute non solo al secondo conflitto mondiale ma anche alla Guerra dei Cent’anni.

Qui inoltre trovò la morte sul rogo Giovanna d’Arco: infatti parte del fascino di Rouen è dato anche da un certo clima gotico e spirituale che affonda le sue radici nel clima cupo dell’Inquisizione, un fascino meno evidente ma che può essere notato da occhi attenti che sanno guardare oltre i colori pastello del centro storico.

Presso l’ufficio del turismo troverete opuscoli con diversi itinerari a piedi consigliati sia individuali che con l’ausilio di guide per scoprire tutti gli aspetti della città: è possibile ad esempio seguire le orme di Giovanna d’Arco all’interno del reticolo urbano.
La cattedrale Notre-Dame è uno degli esempi più eccelsi di gotico francese con il suo pizzo di pietra che svetta verso il cielo, talmente bella con qualunque condizione atmosferica da aver ispirato le famose tele di Monet (circa una trentina).

Lasciate spaziare lo sguardo sui tre portali minuziosamente scolpiti, sulla tour de beurre (chiamata così perché realizzata con i proventi della tassa su coloro che volevano mangiare burro durante la quaresima) e sulla torre centrale che svetta per 151 metri. Anche l’interno è affascinante con la sua purezza di linee e forme il luogo dove è conservato il cuore di Riccardo Cuor di Leone.
Le meraviglie gotiche non finiscono qui: potrete visitare l’Abbatiale Saint-Ouen con le grandi vetrate policrome e le linee slanciate, la chiesa di Saint-Maclou mirabile esempio di gotico fiorito, il Palais de Justice, un vero capolavoro in stile gotico flamboyant con guglie, doccioni e statue.

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Se girate intorno alla chiesa di Saint-Maclou potrete visitare l’Aître Saint-Maclou un ossario medievale dove venivano sepolte le vittime della peste: intorno al cortile si cela un reticolo di case a graticcio dall’aspetto spettrale con sculture che raffigurano teschi, tibie incrociate, attrezzi da becchini e perfino l’antica carcassa di un gatto nero, probabilmente ritenuta incarnazione del demonio e sepolta qui per tenere lontani gli spiriti maligni.
Sotto al cortile del Palais de Justice potrete visitare (solo su prenotazione) l’unico monumento a testimonianza dell’antico ghetto ebraico della città, il Monument Juif.

Il Gros-Horloge è uno dei monumenti più fotografati della città, una meravigliosa costruzione rinascimentale con un orologio che mostra anche le divinità della settimana e le fasi della luna.
Le antiche vie della città vecchia conservano gli esempi più mirabili di case a graticcio, con un reticolo di vicoli acciottolati su cui si affacciano negozietti, botteghe di artigiani e antiquari dove vi sembrerà di essere ritornati in epoca medievale. Le vie più autentiche sono segnalate dagli opuscoli che troverete all’ufficio del turismo anche se l’unico modo per girare questa zona è vagabondare lasciandosi guidare dalla bellezza e dall’intuito.
Non perdetevi la visita del mercato della domenica mattina in Place Saint-Marc dove la città si trasforma in un grande villaggio di campagna con fiori, pollame, formaggi, salumi, uova e ogni genere di meraviglia culinaria in un tripudio di odori e sapori.

Anche Place du Vieux-Marché merita una sosta: qui nel medioevo venivano eseguite le condanne capitali compresa quella di Giovanna d’Arco nel 1431 e dove si trova anche un piccolo museo dedicato all’eroica locale.
Per una passeggiata rigenerante recatevi al Jardin des Plantes, 9 ettari di prati, serre esotiche e giardini con perfino un laghetto dove si possono noleggiare barchette.
Durante le sere d’estate la facciata della cattedrale diventa la tela per i giochi cromatici di Suoni e Luci, uno spettacolo che dura circa 40 minuti e che renderà ancora più piacevole passeggiare per il centro.

Normandia cosa vedere: Caen.

Il capoluogo della bassa Normandia è stato terribilmente danneggiato dai bombardamenti e oggi rimane ben poco della vecchia città.

Caen bruciò per ben 11 giorni, vennero scaricati ben 250.000 tonnellate di esplosivi, l’80% della città venne rasa al suolo e chi non riuscì ad evacuare si rifugiò in una delle abbazie.

In compenso è una vivace cittadina universitaria dall’atmosfera rilassata che può essere presa come base o punto di partenza per visitare le zone dello sbarco.

Per sapere tutto sullo sbarco in Normandia il Mémoriale de Caen è uno dei musei più esaustivi e completi con diverse sezioni, teatri e materiale multimediale: ma soprattutto è un luogo che celebra la pace universale.
La grande fortezza di Caen risale ai tempi di Guglielmo il Conquistatore e colpisce per la sua imponenza: non perdetevi un giro sui bastioni per comprendere il nuovo tracciato urbanistico della città e una sosta ai giardini di erbe merdicinali e aromatiche.
Nel 1050 Guglielmo il Conquistatore prese in moglie la cugina Matilde di Fiandra provocando scontento nel pontefice.

Per riparare a questo matrimonio fra consanguinei i due sposi promisero di costruire un’abbazia ciascuno e così sorsero la Abbaye-aux-hommes con il suo austero stile romanico e l’Abbaye-aux-dames, ancora più spoglia e semplice dove visse anche Charlotte Corday che venne ghigliottinata dopo aver pugnalato Marat nel 1793.
Per comprendere cosa fosse Caen prima dei bombardamenti occorre camminare nell’unica, piccolissima zona rimasta intatta, intorno a rue du Vaugeux con i vicoli stretti e le case a graticcio un po’ decadenti, la meno conosciuta rue Froide che nasconde cortili e scaloni di pietra, rue Écuyère con i suoi antiquari e la sua atmosfera retrò.
La Maison des Quatrans è una delle più belle case a graticcio della città.

Normandia cosa vedere: Le spiagge del D-Day.

All’alba del 6 giugno 1944 ebbe inizio la più grande offensiva militare della storia, in codice Operation Overload, ribattezzato D-Day, in cui decine di migliaia di soldati inglesi, americani e canadesi sbarcarono sulle coste normanne per iniziare la liberazione dell’Europa dalla Germania nazista.

Qui si è svolta una pagina drammatica della storia del ‘900 conclusasi con la progressiva liberazione dei territori francesi ma anche con un vero e proprio massacro nel tentativo di portare a termine l’operazione: nei 76 giorni di combattimento gli alleati persero 210,000 soldati mentre i tedeschi 200.000 morti e 200.000 prigionieri.

Tutto questo tratto di splendida costa chiamato Côte de Nacre ovvero di madreperla, è completamente disseminato di campi di battaglia, buchi lasciati dai bombardamenti, cimiteri e musei di guerra a testimoniare l’orrore che qui si è consumato.

Il tuo viaggio in Normandia

La Normandia è una terra favolosa da scoprire e, ricorda, che con la sua eccellente gastronomia è anche un territorio tutto da assaggiare!

Tanti viaggi da fare o da sognare…

Normandia 20 motivi per assaggiarla.

tramonto in normandia

Normandia, magica terra da scoprire e da gustare.

Normandia, 20 gustosi motivi per un assaggio.

Normandia! Solo il nome di questa regione evoca una quantità incredibile di piatti succulenti.

Proviamo ad elencare qui di seguito quelli che conosco personalmente o di fama e se ne manca qualcuno: ricordamelo tu!

 I formaggi del Pays d’Auge
– Le coquille Saint-Jacques
– Burro, panna e formaggi d’Isigny
– Sidro, calvados e pommeau
– Le cozze della baia di Mont-Saint-Michel
– L’agnello di Mont-Saint-Michel
– La gâche normanna
– Il porro di Créances
– La marmitta di Dieppe
– La salciccia di Saint-Romain
– L’anatra giovane alla moda di Rouen
– L’insalata cauchoise
– Il famoso Pavé de Plessis
– Il sidro di pere di Domfront
– Il sanguinaccio di Mortagne
– La salsiccia bianca di Essay
– La trippa arrotolata di Ferté-Macé
– Il camembert
– L’andruille di Vire
– La trippa alla moda di Caen

I formaggi del Pays d’Auge.

Tre sono i formaggi del Pays d’Auge, almeno quelli che vantano il marchio di Denominazione d’Origine Controllata (AOC per i francesi). Il più famoso è certo il Camembert, ma altrettanto gustosi sono il pont-l’évêque e il livarot.

Le coquille Saint-Jacques.

Esistono molte varietà di capesante in Francia, ma una sola possiede il marchio Label Rouge, segno di genuinità e qualità: la coquille Saint-Jacques de Normandie Pecten maximus, che si trova in particolare nelle acque della Manica e del Calvados, di cui apprezza la temperatura e l’habitat marino.

Burro, panna e formaggi d’Isigny.

Quella d’Isigny è una zona nella bassa Normandia famosissima in tutto il mondo per la produzione di prodotti caseari, grazie ai suoi pascoli erbosi ed alla presenza di numerose razze bovine. Le vacche da latte utilizzate vengono tenute al pascolo per un periodo minimo di sette mesi l’anno e la lavorazione del latte avviene seguendo la tecnica detta barattage.

Il latte viene raccolto tra le 24 e le 48 ore dopo la mungitura, viene riscaldato a 40°C e scremato e la crema è immessa in tini dove viene mescolata con un 3-3,5% di fermenti lattici acidificanti e aromatizzanti.
Il colore del Beurre d’Isigny DOP è giallo, comunemente definito “bottone d’oro”, ed è dovuto alla forte presenza di carotenoidi. È un burro facilmente spalmabile grazie alla forte presenza di acidooleico, sali minerali, soprattutto sodio, che gli conferisce sapore e permette una lunga conservazione.
Il clima mite ed umido della zona e l’erba di cui si nutrono le vacche, ricca di iodio, di betacarotene e di oligoelementi, contribuiscono a conferire al Beurre d’Isigny DOP una consistenza omogenea quasi spumosa ed un inimitabile gusto vellutato.

Sidro, calvados e pommeau.

sidro

Sidro

Si tratta di tre bevande alcoliche a base di mele. La Normandia e il Pays d’Auge, in particolare, sono zone caratterizzate da una grande produzione di mele.

Conosciamo tutti il sidro, una sorta di vino ricavato in prevalenza, appunto, dalle mele, e il calvados che è un distillato di sidro. Meno noto il pommeau. Si tratta di un aperitivo ottenuto mescolando (in fase di produzione) mosto di mele e calvados.

Una gita fra le più gradevoli e squisite è quella che si può effettuare lungo i 40 Km della cosiddetta Strada del sidro. Si tratta di un percorso fra borghi rurali e castelli che consente di toccare con mano uno dei più autentici tesori della Normandia: il paesaggio.

cozze normandiaLe cozze della baia di Mont-Saint-Michel.

La capitale della produzione di queste cozze prelibatissime, Le Vivier-sur-Mer, in realtà si trova in Bretagna, ma data la vicinanza estrema al Mont-Saint-Michel  e la vastità delle coltivazioni (si le cozze si coltivano) possiamo considerare il prodotto un’estensione della gastronomia normanna. La zona produce da sola, con i suoi 200.000 pali, un quarto della produzione francese di cozze. In luglio a Le Vivier-sur-Mer si tiene una magnifica festa delle cozze.

L’agnello di Mont-Saint-Michel.

Si tratta di una particolare carne ottenuta da agnelli che pascolano nelle paludi salmastre della zona del Mont-Saint-Michel. L’erba di cui si nutrono, per le caratteristiche tutte particolari che possiede, conferisce alle carni di questi animali delle particolarità organolettiche uniche al mondo. I francesi chiamano questo tipo di carne Pres-sales ed il protocollo per ottenere il marchio di denominazione è particolarmente rigido.

La gâche normanna.

Si tratta di un pan brioche ovale e morbido ottenuto amalgamando un impasto di farina, latte, burro, uova, lievito e sale. Riposa per un ora e poi è cotta in forno per 45′. Il risultato è una pagnotta che accompagna magnificamente colazioni e merende; magari innafiata da un bicchiere di sidro.

Il porro di Créances.

La Bassa Normandia detiene il primato della produzione di porri francese. Porro di grandi dimensioni e particolarmente dolce, questo di Créances, che si adatta magnificamente ai piatti locali come le capesante o gli stufati. Della stessa zona è anche una famosa carota.

La marmitta di Dieppe.

Parlavamo del porro di Créances ed ecco subito una ricetta che lo vuole protagonista. La marmitta di Dieppe (la marmite dieppoise) è una specie di brodetto composto di vari tipi di pesce cucinato su un fondo di verdure, aromi, sidro e vino bianco. Da leccarsi le dita!

La salsiccia di Saint-Romain.

Questo salume assolutamente delizioso potrebbe non incontrare il gusto di tutti. Si tratta di un insaccato composto per il 30% di cipolle, per il 60% di sangue di maiale e per il restante 10% di panna acida. Al centro è ripiena di un pezzo di lardo. Si mangia cotta in padella con lo strutto. Quando la pelle si rompe la si toglie e si continua la cottura con panna acida e calvados. Si accompagna con mele cotte e sidro. Immagino le facce un po’ perplesse di certe signore, ma anche di alcuni signori. Eppura questa salciccia ha una storia che risale al medioevo (qualcuno dirà: me lo immaginavo. Giusto a quei tempi mangiavano roba del genere!). Confesso che ne parlo, ma non l’ho ancora assaggiata. Per saperne di più bisogna mettersi in contatto con la Confraternita della salciccia di Saint-Romain!

L’anatra giovane alla moda di Rouen.

Ecco un altro piatto che, ad esempio, mia moglie non mangerebbe mai! Non perché non sia buono, ma solo l’idea suggerita dal nome “anatra giovane” la metterebbe in crisi. Se poi le si spiegasse come viene preparata fuggirebbe dal ristorante. Personalmente non ho di queste remore.

L’anatra giovane di Rouen forse non è nemmeno un piatto normanno, viene proposta per la prima volta nel 1890 da Frédéric Delar al ristorante La Tour d’Argent (una vera istituzione parigina). Conosciuto anche come Canard au sang prevede l’uso esclusivo di anatre di Rouen. La preparazione è complessa e abbastanza truculenta: l’anatra viene soffocata per non perdere il sangue che serve alla preparazione della salsa, la carne magra è cucinata arrosto mentre la carcassa con pelle ossa e midollo viene pressata per ricavarne gli ingredienti per la salsa ecc.Come diceva mio nonno: in cucina è il risultato quello che conta!

L’insalata cauchoise.

Con questo piatto che può essere un contorno, ma anche un buon secondo vediamo di recuperare qualche punto presso le signore inorridite dall’anatra di Rouen. L’insalata cauchoise, originaria del Caux, si compone di indivia, mele a dadini, prosciutto, gruviera e gherigli di noce.

Il famoso Pavé de Plessis.

Prodotto a Noards dalla formaggeria di Le Plessis è un formaggio molle composto al 50% di materia grassa. Stagiona per 2/3 mesi e si presenta con la classica buccia protetta da muffe bianche o arancioni. Non essendo un prodotto AUC, in realtà, è prodotto in modi anche un po’ diversi sia nella Bassa che nell’Alta Normandia.

Il sidro di pere di Domfront.

La città di Domfront sorge su di una collina sul fiume Varenne e domina una vallata coltivata a pere e mele. Qui si produce un sidro di pere che gode del marchio AOC e che qualcuno definisce lo champagne normanno. Leggermente alcolico e frizzante si può bere come aperitivo. C’è chi lo suggerisce anche per carne e pesce, ma è questione di gusti.

Il sanguinaccio di Mortagne.

Si tratta di una variante, altrettanto gustosa, della salciccia di Saint-Romain vista in precedenza. La cittadina di Mortagne-au-Perche è considerata la capitale di questo tipo di sanguinaccio realizzato con sangue, cipolla e grasso di maiale. Nel terzo fine settimana di marzo si svolge una festa dedicata al prodotto.

La salsiccia bianca di Essay.

Gli ingredienti sono: prosciutto, latte, uova ed erbette. Assomiglia molto a un würstel bianco alsaziano e, in effetti, ad introdurla sembra sia stato un tal salumiere Hippolyte Brière che nel 1870 era stato prigioniero dei prussiani. Esiste una Confraternita anche per questa salciccia che organizza una festa in autunno.

La trippa arrotolata di Ferté-Macé.

Si tratta di trippa arrotolata e fermata con degli stecchetti, come gli involtini di carne, farcitatrippa-arrotolata-ferte-mace-32992_w1000con piedino di manzo. Gli involtini così ottenuti vengono cotti in padella con burro e calvados. Naturalmente esiste un’apposita Confraternita  della trippa che si occupa di proteggere e divulgare questo tipo di preparazione tradizionale del gustoso prodotto!

Il camembert.

Di questo gustosissimo formaggio normanno sappiamo tutti più o meno tutto. Spesso è sulle nostre tavole perché si tratta di un prodotto la cui diffusione è ormai mondiale. Naturalmente non tutti i camembert sono uguali e non basta la tipica confezione in legno per garantire un prodotto di altissima qualità. Il camembert è divenuto il formaggio francese per eccellenza, ma nacque proprio nel Pays d’Auge nel 1791. Esiste un museo del camembert e si trova a Vimoutiers. Naturalmente una visita alla cittadina di Camembert è assolutamente d’obbligo. A Camembert è possibile visitare La Maison du Camembert che è, insieme, un museo e un luogo di degustazione. Altra tappa la Fattoria de La Héronière, ultimo caseificio artigianale che produce l’autentico camembert a latte crudo. Per il pranzo si potrebbe pensare ad una voluttuosa sosta al ristorante La Camembertiére. Si trova a Champeaux ed è specializzato, manco a dirlo, in piatti a base di camembert, con una certa attenzione alle moderne evoluzioni della cucina. Si può mangiare spendendo dai 20 ai 50 euro a persona.

L’andruille di Vire.

Eccoci ad un piatto che piace moltissimo al commissario Maigret: l’andruille. Non viene prodotto esclusivamente in Normandia, ma quella di Vire è assolutamente speciale! Si tratta di un insaccato ottenuto con budella di maiale, affumicate per diverse settimane; si gusta sia freddo che caldo. Naturalmente il tipo di legna usato per l’affumicatura e la cura nella produzione fanno la differenza fra una andruille artigianale e una industriale.

La trippa alla moda di Caen.

Questo è un piatto che piace molto a me. Purtroppo il procedimento di cottura è assai lunghetto per i tempi di oggi, ma essendo un piatto che non si prepara certo tutti i giorni citrippa alla moda di caenpuò stare. Naturalmente bisogna avere a disposizione verdure e carni di ottima qualità, cosa che non è difficilissimo reperire anche in Italia se ci si mette un po’ d’impegno.

Questo blog aveva già dedicato una pagina alla terra favolosa di Normandia, indicando alcuni dei tantissimi luoghi che meriterebbero una visita.

Oggi abbiamo posto il fuoco dell’attenzione soprattutto sulla gastronomia di questa regione perché se ancora ci fosse chi non lo sa esistono almeno…

20 ottimi motivi per assaggiare la Normandia!

Le migliori ricette da non perdere


 

Normandia cosa vedereultima modifica: 2020-03-16T13:13:06+01:00da albatros-331
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