Simenon scrittore anche di Maigret

Simenon scrittore anche di Maigret.

Simenon scrittore anche di Maigret, perché lo sappiamo la sua produzione letteraria è stata colossale e i titoli dedicati al commissario parigino rappresentano, pur nella loro quantità non comune, soltanto una piccola parte di quanto dato alle stampe , nel tempo, dallo scrittore belga.

Per molti anni, in Italia, Simenon scrittore è stato visto quasi esclusivamente come un “giallista”. Originale e di successo, si, ma esclusivamente un giallista. Quanti si ostinavano a considerarlo un autentico scrittore e di grande qualità, venivano spesso visti come anime semplici ed erano costretti a citare in continuazione Gide ed Hemyngway e la grande considerazione che essi avevano per il collega belga, per non passare proprio da sprovveduti.

Simenon scrittore anche di Maigret.

Possiamo tranquillamente affermare che il problema è abbastanza superato e, tranne qualche ostinata sacca di resistenza, legittima per altro, Georges Simenon, oggi come oggi, non può più essere considerato uno scrittore a metà o uno scrittore di secondo piano. Dopo il pregevole lavoro di ripubblicazione di moltissime sue opere realizzato dalla casa editrice Adelphi, a partire dalla metà degli anni ’80 del novecento, solo pochi prevenuti possono ancora considerare lo scrittore belga un semplice giallista estemporaneo con ambizioni letterarie.
Georges Simenon-Maigret e non Maigret

Il suo nome è stato per molti anni, almeno fuori dalla Francia e particolarmente in Italia, quasi esclusivamente collegato a quello del suo personaggio più famoso: il commissario Maigret. Complice anche la scarsa attenzione che, negli anni, l’editore Mondadori che deteneva l’esclusiva per l’Italia delle opere di Simenon, ha dato a tutto il resto della produzione dello scrittore belga; limitandosi a ripubblicare quasi esclusivamente i titoli Maigret e trascurando il resto. Programma editoriale che, naturalmente, non ha giovato alla costruzione, qui a casa nostra, di una solida reputazione di autentico scrittore per Georges Simenon. Questa fase, come dicevo, si può ormai considerare superata.

Oggi assistiamo, semmai, all’apparire di un processo inverso. Dato per scontato ormai il valore letterario dei romanzi duri di Simenon e, più in generale, di gran parte della produzione extra Maigret, i settantacinque o settantasei romanzi con protagonista il commissario parigino sembrano scadere, nel giudizio di alcuni, ad opere minori; quasi dei semplici divertissement dello scrittore. Una pausa rilassante tra un romanzo vero e l’altro.

Vuoi che sono più brevi, vuoi che erano battuti a macchina e non scritti a matita! Vuoi che venivano sfornati in fretta! Vuoi che piacciono proprio a tutti (o quasi).

A mio avviso questa sarebbe un’ingiustizia solo di poco inferiore a quella che ha relegato l’autore di Maigret, per tanti anni in Italia, fuori dal novero degli scrittori a tutto tondo.

Simenon scrittore anche di Maigret.

Questo blog è dedicato alla figura del commissario Maigret, anche perché lo considero un personaggio complesso e molto più profondo di quasi tutti i sui colleghi investigatori. Così come per nulla semplice, mi appare, la struttura delle “storie” narrate nei romanzi che lo vedono protagonista.

Una vicenda letteraria che si sviluppa nell’arco di quarant’anni e su una mole di scritti così corposa, complessa e variegata da non poter essere assolutamente liquidata come secondaria, sulla scorta di una mai assopita scarsa considerazione nel genere poliziesco.

Genere poliziesco che non sarebbe per nulla inferiore agli altri, se non fosse che la notevole disponibilità di un pubblico potenziale ha indotto, in ogni tempo, un mare di autori, ahimè assai meschinelli, a cimentarvisi a prescindere dalle reali capacità. Spesso anche con qualche seppur effimera fortuna. Il resto poi lo fa la critica: Delitto e castigo sarebbe a tutti gli effetti un poliziesco, se a scriverlo non fosse stato Dostoevskij.

Rovesciando il punto di vista potremmo anche affermare, e credo non sbaglieremmo di molto, che se Georges Simenon non avesse mai scritto polizieschi, sarebbe stato facilmente considerato, molto presto, uno degli scrittori più grandi del ‘900.

È sicuramente vero che alla genesi della scelta proprio del genere poliziesco, da parte di Simenon, non può essere stata estranea una serie di valutazioni di opportunità.

Uno scrittore, pressoché sconosciuto al pubblico, che si decide ad affrontare opere più complesse dei libelli d’appendice, prodotti fino a quel momento per svariate riviste ed editori (tutto sotto pseudonimo), può trovare utile presentarsi con un prodotto di sicuro richiamo per un pubblico piuttosto vasto, qual’è appunto il genere poliziesco.

Simenon è sicuro di se stesso, ma anche convintamente attento alla dimensione commerciale del suo lavoro. Non credo si tratti solo ed esclusivamente di “puntare a guadagnare soldi”. Quello lo stava già facendo molto bene! Egli è ben conscio di quanto l’interesse del suo editore verso di lui sia direttamente collegato ai guadagni che le opere pubblicate gli procurano. Volendo uscire dall’anonimato e presentarsi al pubblico con un prodotto editoriale ben strutturato, che al tempo stesso gli consenta di esprimere il suo mondo interiore, deve prospettare all’editore una concreta possibilità di rientro dell’investimento.

È quello che oggi si chiama rischio calcolato e che si insegna in ogni seminario di impresa anche dozzinale. Del resto se pensiamo alla difficoltà con la quale lo scrittore riesce a convincere il suo editore, Fayard, ad assecondarlo in questa avventura, possiamo facilmente renderci conto di quanto fosse complicato pensare di esordire, con opere più corpose e complesse e, probabilmente, con una disponibilità di pubblico largamente inferiore.
Georges Simenon-Maigret e non Maigret

Simenon scrittore anche di Maigret.

In definitiva, Simenon, sicuro delle proprie capacità, sceglie il punto di minima resistenza, per arrivare a farsi conoscere in fretta da un pubblico e da una critica, che difficilmente avrebbero avuto modo di apprezzarlo se avesse agito diversamente.

La via del poliziesco si rivela vincente, ma solo perché il genere popolare funge da traino ad opere scritte bene e con un protagonista coinvolgente e fuori dagli schemi. Nella scelta del personaggio Maigret, poi, e nella cura che l’autore pone nel crearlo, emerge chiara l’intenzione di porsi su di un piano letterario più elevato, rispetto al semplice racconto di delitti e avventure che spesso caratterizzano il genere.

Basti solo pensare che quando viene finalmente scritto il primo vero Maigret (Pietr le letton), Simenon ha soltanto ventisei anni!  Non sarebbe molto più naturale, per un giovane scrittore, presentare al pubblico un personaggio altrettanto giovane? Magari uno di quegli affascinanti tombeur de femmes che facilmente conquistano il favore del pubblico, sia maschile che femminile?

Simenon questa possibilità l’ha effettivamente indagata, proprio nello stesso tempo in cui dava vita al personaggio che lo avrebbe reso famoso in tutto il mondo. Se la scelta definitiva è caduta su Maigret è stato, forse, per le migliori possibilità espressive che questo personaggio offriva al suo autore ed alla sua insaziabile voglia di indagare, e non solo raccontare, l’Uomo nella sua profondità psicologica e comportamentale.

Maigret è un quarantacinquenne, cosa che nel 1930 non era esattamente la stessa di oggi. Un uomo serio ed esperto. Massiccio sia di mole che di carattere. La forza pacata e la consistenza della sua figura sono rappresentazioni esteriori di altrettante ed equivalenti qualità interiori al personaggio (per questo trovo assurdi certi Maigret piccoli e smilzi, anche recenti, che cinema e televisione ogni tanto ci propinano).

In lui nessuna particolare indole alla violenza o ai colpi di testa. Un funzionario statale come tanti. Per di più sposato felicemente e, assolutamente, fedele alla moglie. Non c’è da aspettarsi certo, chissà quali roboanti avventure! Sembra quasi un personaggio di secondo piano. Quello che nei romanzi d’avventura è la tipica spalla dell’eroe, vero protagonista della vicenda narrata.

Ma è proprio questo che serve a Simenon. Perché dentro di se egli ha compreso di avere “altro” da raccontare: vicende umane autentiche. Maigret è protagonista e allo stesso tempo comprimario in vicende che sono, prima di tutto, quelle di esseri umani veri, visti in quell’ambiente altrettanto vero che è il loro ambiente reale. Il nostro ambiente. Quello di tutti noi. Maigret è uno di noi. Più attento e caparbio, più paziente e capace, ma uno di noi!

Così il genere del romanzo poliziesco popolare, lo scrittore belga, lo cavalca fin da subito, non solo per l’originalità del personaggio Maigret, ma anche e soprattutto, perché ne ha capito le enormi potenzialità. Ha capito che il crescente successo del genere viene da un bisogno di realismo, di partecipazione ed identificazione. Il pubblico si è abituato sempre più a leggere ogni giorno sui quotidiani quei fait-divers che pur narrando la vita reale sembrano ammantarla di mistero e d’avventura. Di quella cronaca il pubblico è sempre più affamato e, forse inconsciamente, cerca una letteratura d’evasione che a quella cronaca si avvicini sempre più. Perché in quei trafiletti di giornale quel pubblico ritrova se stesso come protagonista. Vede, amplificati, tutti i drammi e le passioni del suo vivere quotidiano.

Coscientemente o incoscientemente, la voglia di raccontare l’uomo reale, che era prepotente nello scrittore, ha incontrato immediatamente il desiderio altrettanto prepotente di leggere, proprio di quella realtà, da parte del pubblico. E quello è diventato il suo pubblico e non lo ha mai abbandonato. Nemmeno oggi.

Al primo editore, Fayard, ne seguiranno altri due Gallimard e Presses de la Cité. Tre fasi differenti della vita di Simenon e della “storia” del suo personaggio Maigret. Il successo non verrà mai meno.

Di queste tre fasi la prima è certamente la più intensa, con ben diciannove titoli nel breve lasso di quattro anni (fine 1929/gennaio 1934). Diciannove opere che, se osservate da vicino, assumono quasi l’aspetto di altrettanti capitoli di un unico corposo romanzo. Un romanzo che merita di essere indagato…Esattamente quello che faremo in un prossimo post…
Georges Simenon-Maigret e non Maigret

 


Simenon scrittore anche di Maigretultima modifica: 2017-12-17T19:48:26+01:00da albatros-331
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