Rue Sainte-Anne: Little Japan Paris

Rue Sainte-Anne: Little Japan Paris!

 

Rue Sainte-Anne, coda fuori da un ristorante giapponese

Rue Sainte-Anne, coda fuori da un ristorante giapponese

Ho ricevuto oggi una mail dal mio amico Adrien. Si tratta di un giornalista free-lance che conobbi anni fa a Parigi e con cui sono ancora, saltuariamente, in contatto. Adrien ha accennato ad un lavoro che lo tiene ancorato da diverso tempo in rue Saint-Anne, al centro di una zona di Parigi che tutti ormai chiamano “Little Japan”.
Ristoranti, negozi e altre attività gestite da giapponesi sono un po’ d’ovunque in quella zona. Panetterie, librerie, agenzie di viaggio, corsi di ikebana, parrucchieri e, immancabili, i Karaoke. Adrien è convinto che nel quartiere si celino locali molto riservati e molto segreti, animati da ragazze estremamente disponibili, utilizzati da uomini della Yakuza. Di ufficiale non vi è nulla, naturalmente, ma se così non fosse Adrien non se ne interesserebbe.

Oggi la rue Sainte-Anne è Little Japan!

Così il mio amico è costretto a trascorrere notti insonni, e questo non lo spaventa certo, passando da un locale all’altro del quartiere giapponese di Parigi.

rue sainte anne

Parigi la rue Sainte-Anne

Mangiare in continuazione cibi orientali, questa è la cosa che lo infastidisce di più. Lui così amante della cucina tradizionale francese, così come di quella italiana e tedesca. Unica consolazione a Little Tokio, almeno, la maggioranza dei locali sono gestiti veramente da giapponesi e il cibo e le ricette sono originali e di qualità. Nella totalità o quasi dei locali che si spacciano per giapponesi, fuori dal quartiere, i gestori sono sempre cinesi, coreani o di Taiwan.

La rue Saint-Anne nel cuore di Parigi.

La rue Sainte-Anne si trova nell’elegante quartiere de l’Opéra. L’arrivo dei giapponesi, nella vie e nelle zone adiacenti, data intorno agli anni 60 del novecento e piano piano essi hanno preso piede impiantando sempre nuove attività e caratterizzando la zona in modo sempre più significativo. Oggi, grazie anche al diffondersi di una certa moda ispirata alla cultura giapponese come i manga e il sushi, la via è divenuta una vera piccola oasi giapponese nel cuore di Parigi. Little Japan! Nei 400 metri di lunghezza di rue Sainte-Anne si contano, oggi, non meno di una ventina di ristoranti e pizzerie giapponesi.

La storia di rue Sainte-Anne, del resto, non è nuova a queste situazioni di spiccata particolarità. Nel 1822, al numero 53 di questa via, un certo Nicolas, negoziante di vini, aprì la prima bottega per la vendita di vino in bottiglia. Probabilmente la prima “bottiglieria” d’Europa! Forse la prima del mondo!

Non è poco direi. Almeno per noi amanti del nettare d’uva. A partire dal primo ‘900 la via deve la sua notorietà, in un primo tempo, al concentrarsi di luoghi di ritrovo omosessuali. In particolare dal 1910 in poi, bar, ristoranti e cabaret a sfondo omosessuale si moltiplicano nella via parigina. Durante gli anni della Prima guerra mondiale, al numero 63 di rue Sainte-Anne, apre i battenti “Les Bains Sante-Anne“, un bagno pubblico (oggi si chiamano “centri benessere”) noto alla Buoncostume come luogo di prostituzione maschile. Sono, però, gli anni ’60 del novecento a caratterizzare maggiormente la vita della via parigina.

La rue Saint-Anne sempre più trasgressiva.

La liberazione dei costumi sessuali etero, spinge anche gli omosessuali a rivendicare sempre di più il diritto ad una nuova dimensione pubblica della propria vita e la rue Sainte-Anne diviene presto la capitale europea del mondo gay. Durante il giorno la via mantiene il suo tranquillo aspetto borghese. Le saracinesche dei locali sono abbassate e nulla farebbe immaginare l’esistenza e la vitalità di tanti locali che, al calare del sole, si aprono ad un pubblico quanto mai variopinto e rutilante.

Andy Warhol, Yves Saint-Laurent, Simone Signoret e tanti altri artisti sono frequentatori abituali di questi ristoranti e discoteche.

La cantante attrice francese Suzy Solidor

La cantante attrice francese Suzy Solidor

Non poteva essere diversamente visto che, proprio al numero 12 di quella via, nel 1932 la famosa cantante ed attrice Suzy Solidor inaugurò il cabaret La Vie Parisienne, il più noto ed elegante locale di incontri omosessuali dell’epoca. La Vie Parisienne fu assai rinomato anche per il forte richiamo dato dalla qualità degli artisti che vi si esibirono.

Fra gli altri un giovanissimo Charles Trenet. La Solidor fu costretta a chiudere il suo locale e a lasciare la Francia nel 1954, perché accusata di collaborazionismo, dalle nuove autorità francesi, a causa della sua continua attività artistica durante l’occupazione tedesca.

Evidentemente doveva essere rimasto “nell’aria” qualcosa di lei, se proprio in rue Sainte-Anne, aprirà nel 1968 il famosissimo Le Sept o Club Sept, tempio della musica “Disco” francese e, con altri locali come Le Bronx, le Colony, Le Club 18, tutti frequentati da artisti ed attori famosi, luogo di feste eclatanti e prestigiose cui i giornali di costume, dell’epoca, dedicano ampio spazio.

Rue Saint-Anne, arrivano i giapponesi.

Nel frattempo i giapponesi, cacciati dalle Filippine, hanno in sordina iniziato ad occupare Parigi. Non è dato sapere come mai vadano proprio a concentrarsi nelle vie intorno a rue Sainte-Anne. Almeno io non lo so e se qualcuno ha delle informazioni gradirei molto saperne di più. Ad ogni modo, piano piano i nipponici arrivano e aprono le loro prime attività. Così quando negli anni ’80 il quartiere del Marais, divenuto il nuovo centro dell’attività artistica e mondana, inizia ad attirare anche il mondo gay, ai ristoranti ed ai locali che avevano visto la rivoluzione sessuale si sostituiscono sempre più numerosi i samurai gastronomici del Sol Levante.

Nasce little Japan. Oggi per turisti e parigini questo luogo è un angolo di oriente misterioso trasportato nel cuore stesso di Parigi e dell’Europa. A detta del mio amico Adrien, in certi ambienti, vale anche la pena di farla una visitina a scopo gastronomico. Pare che quasi ogni ristorante abbia la sua caratteristica particolare. Lui me ne ha segnalati alcuni.

Rue Saint-Anne: i nuovi ristoranti nippo.

Il primo è una specie di fast food giapponese: lo Juji-Ya, al 42 di rue Sainte-Anne. Molto frequentato da francesi che lavorano in zona, offre una ventina di piatti della cucina popolare che possono essere consumati sul posto o portati via. Svolge anche attività commerciale vendendo una infinità di articoli giapponesi.

Il secondo ristorante è il Sushi Kilala, al n° 7 di rue des Moulins. Sull’ingresso c’è un cartello con scritto:

“De vrais sushis japonais, faits et servis par des Japonais. C’est rare ! “

Quindi qui si mangia il vero sushi giapponese fatto e servito da giapponesi! Buono a sapersi!

Inarizushi

Inarizushi

Un uomo anziano e serioso, mai sorridente e, a quanto pare, anche un po’ antipatico, un autentico chef omakase, ti prepara, a suo gusto, un piatto di pesce crudo sicuramente freschissimo. Adrien mi ha avvisato,però, che è un po’ caro: 30 euro. Anche perché, mi dice, se il pesce è buono, non si può dire sia eccezionale.

Yakuza!

Yakuza!

Intanto lui continua a gironzolare in zona e sembra che la parola che pronuncia più spesso in questo periodo sia Konnichiwa: buongiorno in giapponese. Non è più come negli anni ’60. Dopo le dieci di sera, terminate le code fuori dai ristoranti, tutte le vie di Little Japan cessano quasi ogni attività e tornano ad assumere un aria asiatico borghese silenziosa e deserta.

Chissà se veramente, da qualche parte in quelle vie cosi antiche, in un appartamento insospettabile o in una cantina seminascosta, misteriosi membri della Yakuza, coperti di tatuaggi rituali, stanno tranquillamente sprofondati in morbidi divani. Magari circondati da compiacenti e starnazzanti ragazze asiatiche in abiti succinti. Bevono sakè o whisky americano e discutendo fra loro di partite di droga e loschi affari internazionali. Adrien, se avrà notizie mi farà sapere. Sempre che non lo trovino una mattina, sgozzano in fondo al Passage Sainte-Anne a little Japan.

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Rue Sainte-Anne: Little Japan Parisultima modifica: 2015-10-26T22:53:12+01:00da albatros-331
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