Quel ragno rosso nel cuore di Parigi

Un ragno rosso chiamato Delphi-Fabrice.

L'Araignée rouge di Fabrice Delphi. Disegno dal libretto teatrale - Livre Rare Book.

L’Araignée rouge di Fabrice Delphi. Disegno dal libretto teatrale – Livre Rare Book.

 

 

Gaston Henri Adhémar Risselin, noto come Fabrice Delphi o Delphi-Fabrice, è uno scrittore francese nato il 10 ottobre 1877 nel 18° arrondissement di Parigi e morto, sempre a Parigi, il 26 marzo 1937.

È noto, soprattutto, come autore di romanzi sentimentali, molto scandalosi, e avventure, ma anche di brevi pièce teatrali.

All’inizio, giovanissimo, si cimenta nella critica d’arte componendo un libro sulla Bretagna artistica (“Les Peintres de la Bretagne”, 1898), collaborando con la rivista L’Estampe et l’affiche e con la galleria Le Barc de Boutteville.

Saranno però i romanzi a carattere sentimentale ha donargli la notorietà, e, nella Parigi di inizio ‘900, il modo, per quei tempi assai disinvolto, di affrontare determinati temi caldi, compresa la propria ostentata omosessualità, gli guadagnano ben presto una fama da “autore scandaloso”.

Sopraffatto dalla mia impotenza, non avevo il coraggio di costruire un’illusione di lavoro. No, non avevo nemmeno la poca forza di volontà necessaria per dedicarmi a qualche lavoro utile e banale, la cui realizzazione non lasciasse spazio all’inquietudine. E i giorni, e le notti, mi inebetivo nella monotonia di un’esistenza alla deriva torturata da crisi di angoscia acuta. Fu allora che conobbi il mio amico, il mio confidente, il mio consolatore, quello che è sempre lì, l’etere …

Un giorno, mentre soffrivo in modo atroce di nevralgia gastrica, il dottor de Fauvières mi ordinò alcune gocce di etere. Il mio disturbo fisico è scomparso. E la mia persona spirituale, così debole, così debole, si sentì vivificata, come se fosse nata da una nuova esistenza. Allora ebbi – questo molto chiaramente – la sensazione che stavo vivendo, che il mio essere, fino ad allora nel limbo, si stava risvegliando nella gioia, nella luce, in paradiso, un paradiso bianco e freddo.

Delphi-Fabrice si pone quindi, negli anni d’oro della della Belle Époque, nel solco di quel maestro dello scandalo che fu Jean Lorrain, del quale fu amico e collaboratore, noto per essersi battuto a duello con Marcel Proust, proprio per un’accusa di omosessualità.

L’Araignée rouge

Di Jean Lorrain dirà anni dopo nel suo Ricordi di un tempo perduto Elisabeth de Gramont:

Dopo che Oscar Wilde fu imprigionato, non era rimasto che un solo invertito di classe: era Jean Lorrain che portava anelli scarabeo a ogni dito, cravatte a sbuffi e tingeva all’henné quello che dei suoi capelli riusciva a vedere nello specchio; raccontava in termini crudi e nello stesso tempo poetici il fascino segreto dei battellieri di Billancourt.

Per Delphi-Fabrice la notorietà arriva nel 1903 quando pubblica L’Araignée rouge, romanzo da cui trae anche una pièce teatrale, che attira  l’attenzione della critica e la censura della polizia.

L’Araignée rouge mitico romanzo decadente.

Mitico romanzo ispirato ad una società brillante quanto decadente, L’Araignée rouge, racconta, in forma di terrificante confessione, la Parigi boulevardier dei quartieri malfamati sorti intorno all’antica cinta delle mura ottocentesche. I sobborghi della peggior periferia, divorati dall’oscurità, che assediano la Ville Lumière durante la Belle Époque: Le Fortif.

Aree degradate, abitate da miserabili e delinquenti, i mitici Apaches della Parigi tra otto e novecento. In questo ambiente sordido e pauroso  il protagonista, Andhré Mordanne, assapora piaceri proibiti, sprofondando gradualmente nei veleni dell’etere e della morfina, che lo portano al cuore di spaventose allucinazioni in cui i ragni recitano il ruolo di una strana e malvagia perversità.

Senza dubbio un romanzo scritto per sollecitare, nel pubblico, curiosità e orrore rivelando la depravazione come stile di vita, un po’ sulla scia di scrittori come Huysmans, dei primi romanzi, o Jacques de Fersen.

Romanzo applaudito da Barbey d’Aurevilly e Hokusaï,

Deve il suo vero riconoscimento nel mondo delle lettere alle sue varie collaborazioni, sia con scrittori noti, come Lorrain, che con giovani esordienti della sua generazione, come Paul de Pitray, Maurice Goublier, tra i molti, e, soprattutto con Oscar Méténier.

Delphi-Fabrice realizza un gran numero di brevi commedie, spesso in uno o due atti – come “Il ragno rosso”, la commedia che è all’origine del romanzo con lo stesso titolo. Dal 1910, e senza dubbio per ragioni finanziarie, ha adattato un gran numero di romanzi della contessa di Ségur in schizzi per bambini. Lavorando instancabilmente, ha pubblicato alcuni bluettes, romanzi patriottici durante la prima guerra mondiale nella “Collection gauloise” (con il sottotitolo evocativo di “Pour distraire nos poilus”).

Negli anni ’20 scrive “ciné-romans” (adattamenti di film in fotoromanzi) per “Le Film complet”, supplemento alla rivista Mon ciné.

È autore di oltre 120 libri.

L’Araignée rouge


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Quel ragno rosso nel cuore di Parigiultima modifica: 2021-05-14T02:16:35+02:00da albatros-331
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