Parigi- I ricordi di De Amicis

Parigi- I ricordi di De Amicis

Lo scrittore italiano Edmondo De Amicis

Lo scrittore italiano Edmondo De Amicis

Ricordi di Parigi – Edmondo De Amicis.

Questa volta non voglio essere io a scrivere. Ho trovato in rete un bel regalo da farti, mio affezionato lettore o paziente lettrice.

Una bella testimonianza sulla Parigi della Belle Époque che tutti noi conserviamo nel cuore pur senza averla mai vista. Siamo nati troppo tardi! Ma, per fortuna nostra, i libri possiedono un immenso potere e noi che ben lo sapiamo ne approfittiamo senza vergogna, anzi! Con immenso piacere.

Il grande scrittore italiano, che fu anche giornalista attento, ci restituisce qui lo stupore del primo impatto con la metropoli francese, vista con gli occhi del provinciale non avvezzo ai grandi spazi urbani. Egli riesce ammirevolmente a restituirci lo stordimento provato, di fronte a una tale massa di uomini, mezzi e forme, che improvvisamente e senza soluzione di continuità si presentano innanzi ai suoi occhi.

Ecco dunque il mio regalo: Il libro che Edmondo De Amicis scrisse dopo il suo viaggio a Parigi nel 1878 in occasione dell’Esposizione Universale.

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Pubblicato nel 1879, “Ricordi di Parigi” è il resoconto del viaggio intrapreso da De Amicis nella capitale francese durante l’Esposizione Universale del 1878. Un racconto affascinante e immersivo, uno smarrimento pieno di meraviglia nel cuore della Parigi dei boulevards, dei cafè, dei restaurants e dell’atmosfera sfavillante di quel periodo, una descrizione attenta e piena di curiosità dell’Esposizione. Soprattutto, però, lo scrittore narra l’emozione suscitatagli dagli incontri con due grandi romanzieri del periodo: Victor Hugo e Emile Zola. Una città amata, ammirata e temuta allo stesso tempo, di cui “si può dire quello che si vuole: essa non ci bada più” e che “vi offre mille scampi ai suoi pericoli e mille rimedi alle sue febbri”.

Parigi nei ricordi di un italiano.

Formatosi all’Accademia militare di Modena fu sempre forte in lui lo spirito patriottico, che seppe ben utilizzare come elemento di critica nella descrizione di altre città come Parigi.
Affascinato da “quest’immensa rete dorata” seppe darne una descrizione accurata, dapprima cogli occhi storditi di un semplice turista poi con la consapevolezza quasi di un parigino. E’ minuzioso nel descrivere le sue bellezze ed altrettanto nel rilevarne le tentazioni alle quali è impossibile resistere.
Dedica un ampio spazio alla “Esposizione universale”, frastuono di colori, arte, civiltà, soffermandosi sulle figure un pò grottesche di uomini e donne che la riempiono. Uno spettacolo che definisce “degno di ode di Vittor Hugo”. Prosegue con una sorta di glorificazione dello stesso Hugo, uomo “nello stesso tempo dolce e tremendo, fantastico e profondo, insensato e sublime” e del suo incontro.
Parla poi ampiamente di un altro autore, Emilio Zola, soffermandosi sulla sua straordinaria capacità descrittiva, ed ancora del suo incontro grazie al suo caro amico Parodi.
Riprende, infine, la descrizione di una Parigi tanto densa di emozioni da apparire, vivendola di più, come una città svergognata di cui si sente il bisogno di purificarsi. Ma il suo fascino è tale da ritornarla ad apprezzarla ed amarla.

Edmondo De Amicis.

Edmondo De Amicis nacque a Oneglia (Imperia) il 21 ottobre 1846. Dopo aver frequentato il liceo a Torino, si iscrisse all’Accademia militare di Modena. L’idea della vita militare come positivo metodo di educazione, rimanendo una colonna portante nella vita e nelle opere di De Amicis.

Va per altro ricordato che il primo approccio significativo di De Amicis al mondo della letteratura sarà mediato proprio dalla precedente frequentazione dell’ambiente militare; infatti, dopo aver partecipato come luogotenente alla battaglia di Custoza, egli pubblicò una raccolta di bozzetti, dal titolo La vita militare (1868), il cui successo lo incoraggiò a proseguire sulla strada della scrittura letteraria e del giornalismo, come inviato de «La Nazione» di Firenze.

E anche se ormai il suo nome è indissolubilmente legato quasi esclusivamente libro Cuore, De Amicis svolse anche una lunga e prolifica attività giornalistica, che lo portò ad analizzare con occhio attento e critico la realtà contemporanea; un lavoro di analisi che, tra l’altro, lo avvicinerà agli ideali socialisti.

De Amicis morì a Bordighera l’11 marzo 1908.


 

Parigi- I ricordi di De Amicisultima modifica: 2018-06-24T08:00:30+02:00da albatros-331
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