Il migliore Armagnac

Armagnac un distillato nobile e antico.

Il migliore Armagnac è quello che devi ancora gustare!

migliori armagnac

Armagnac: il più antico distillato al mondo.

Armagnac un distillato fra storia e leggenda.

L’Armagnac è una regione della Francia sud-occidentale. Ma l’Armagnac è anche la più antica acquavite di vino del mondo, distillata e consumata già nel XIV secolo.

Forse è fra i più nobili distillati di vino del mondo. Certo è fra i migliori. Altrettanto certamente è fra i più misteriosi e fra i meno conosciuti.

Distillata sin dal XIV secolo, l’Armagnac Eau de Vie è la più antica Eau de Vie del mondo.

Un manoscritto in latino del 1310, noto come: “Le Livre pour conserver la santé et rester en forme” (Il libro per mantenersi in salute e mantenersi in forma), redatto da un medico di Eauze, tale Maître Vital Dufour, lo cita conferendogli un gran numero di virtù, tra cui quella di “preservare la giovinezza e ritardare la senilità“.

Questa promessa di longevità è confermata dai fatti, poiché il Gers è il dipartimento della Francia dove le persone vivono più a lungo. A dimostrazione del cosiddetto “paradosso francese” che a quanto pare è, in realtà, soprattutto un paradosso guascone.

Un altro documento del 1411 parla di un certo “Antoine, distintosi a Tolosa” per la distillazione di vino, dal quale otteneva l’allora chiamata “aygue ardente” o “aygordent” (acqua ardente). Vent’anni più tardi i coniugi Nouvel, sempre a Tolosa, si fecero apprezzare per il loro talento di distillatori e per la qualità del loro prodotto. L’esistenza di questa acquavite è anteriore al Whisky, citato per la prima volta nel 1494, e al Cognac, la cui nascita ufficiale è collocata attorno al 1600.

Vacanze nel cuore dell’Armagnac!

Armagnac: nobile come il suo territorio.

Il territorio dell’Armagnac si divide in tre zone: Tènaréze, Bas e Haut Armagnac. L’Haut-Armagnac è caratterizzato da colline basse, divise da valli asimmetriche che offrono un paesaggio veramente singolare. La Tènarèze ha un rilievo meno accentuato. Vi appaiono le prime foreste e la vigna copre i rilievi. Il Bas-Armagnac presenta un paesaggio dalle forme basse e arrotondate, ove si alternano vigne e foreste. Il decreto del 25 maggio 1909 che delimita la zona di produzione e riconosce il diritto della regione alla denominazione “Armagnac”, distingue tre zone che corrispondono ai tre “crus” dell’Armagnac.

Bas-Armagnac: E’ situato nella parte occidentale della regione. Il paesaggio è sabbioso e uniforme; il terreno è argillo-siliceo, povero di calcare. Le sabbie sono ricche di “ostrea crassisima”, mentre ossidi di ferro le colorano di bruno chiaro dando loro una tonalità “rossiccia”; si tratta di un suolo leggero e facile da lavorare. Accanto alle sabbie rossicce c’è un suolo limoso di formazione più recente. Il Bas-Armagnac deve il nome di “Armagnac Nero” alle grandi foreste di querce dal fogliame scuro. Nel Bas-Armagnac si producono le acquaviti più fini, più profumate, le uniche in grado di migliorare ulteriormente dopo 15 anni di fusto.

Armagnac-Tènarèze: E’ al centro della regione. Si tratta di una zona di transizione il cui suolo è formato dalla decomposizione dei depositi di molassa e dei calcarei miocenici. Vi si trovano terre argilloso-calcaree, decomposizioni di marna, di molassa, di limo argilloso e di qualche sabbia rossiccia. In questa regione si trova la città di Condom, capitale del commercio dell’Armagnac. Gli Armagnac di questa regione, piuttosto “duri”, hanno un profumo che ricorda la violetta.

Haut-Armagnac: Si estende a Sud e ad Est della regione. Il suolo è argilloso-calcareo e a banchi calcarei; ci sono soprattutto terre forti. E’ una regione dai rilievi pronunciati, molto adatti, grazie all’ottima esposizione al sole ed al suolo argilloso, alla coltivazione dei cereali e della vigna. Contrariamente ai vini da tavola, quella della distillazione sono qui meno ricercati: la produzione di Armagnac in questa zona rappresenta meno del 2% del totale.

Quale sarà dunque il migliore Armagnac? Difficile dirlo perché tante sono le varianti in gioco e, generalmente, la produzione è orientata alla massima qualità anche perché si tratta di un distillato ancora abbastanza di nicchia e gli estimatori non sono così numerosi come accade con altri più noti prodotti della distillazione.

Armagnac: i vitigni utilizzati per la produzione.

Le uve autorizzate a produrre vini per la distillazione sono state stabilite con un decreto del 1936 e sono: Folle blanche e jaune, Picpoul, Saint-Emilion, Colombard, Jurancon, Blanquette, Mauzac, Clairette, Mesliers e Baco. Il Saint-Emilion, detto anche Ugni blanc, è attualmente il vitigno più diffuso; originario dell’Italia, corrisponde al Trebbiano, ed è anche dominante nel Cognac; interessanti qualitativamente e ancora diffusi sono soprattutto la Folle blanche, il Colombard e il Baco. Alcuni “propriètaries” distillano e invecchiano separatamente queste varietà con risultati di grande interesse.

Armagnac: l’alambicco più antico del mondo.

Armagnac:l'alambicco più antico del mondo

Armagnac:l’alambicco più antico del mondo. Costruito nel 1804.

Dove si trova l’alambicco più antico del mondo?

Nel 2006, la Commission Départementale des Antiquités et Objets d’Arts des Landes lo ha inserito nell’inventario supplementare dei monumenti storici.

Di cosa stiamo parlando? Ma del prezioso alambicco della Tenuta d’Ognoas: il più antico alambicco del mondo ancora in uso.

La Tenuta d’Ognoas è la più antica ancora in attività in Guascogna. La produzione di armagnac, e quindi la distillazione, è stata attestata a Ognoas sin dal 1780.
I primi scritti che citano l’alambicco risalgono al lontano 1830.

Dalla sua costruzione, è rimasto sempre in attività, accumulando in stratificazioni successive interventi continui di miglioramento e innovazioni tecniche.
Questa particolarità fa si che lo strumento non solo sia il più antico alambicco della Guascogna ancora in funzione, ma anche la testimonianza insostituibile della storia della distillazione dell’Armagnac.

Ogni anno, questo mitico pentolone continua a riscaldare circa 800 ettolitri di vino che, una volta distillati, forniscono questi 150 ettolitri di Armagnac che invecchieranno almeno 10 anni, (40 anni al massimo) nelle botti di rovere della tenuta.

L’alambicco del Domaine d’Ognoas è ancora uno di quelli fatti in Armagnac nei primi anni del diciannovesimo secolo, secondo la tecnica della distillazione continua, sfruttando le scoperte scientifiche della fine dell’età dell’Illuminismo.

Nel 1841, vennero aggiunti 43 nuovi piatti di rame per formare la “vite di Archimede” chiamata anche “elica” o coclea. Questo dispositivo è ancora istallato e funzionante.

Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, viene arricchito dotandolo di un nuovo sistema di perfezionamento, dovuto all’ingegno della famiglia Sier: dei piatti detti a “zampe di ragno” che permettono il “barbotage” dei vapori di alcol e vino riscaldati.

Armagnac: l’invecchiamento.

Il giovane Armagnac trae varie sostanze dal legno del fusto in cui viene sistemato appena distillato: il tannino, che ne determina il colore, e la lignite che, insieme all’alcool, produce molte sostanze aromatiche. Le botti devono essere perciò fabbricate con un legno particolare e con uno specifico procedimento.

Nei suoi primi tre anni, l’acquavite è considerata “adolescente”. Il distillato è sistemato in una botte nuova e dal legno acquista un colore giallo paglierno e un profumo piacevole ma ancora vicino a quello originario. Dai 3 ai 10 anni, l’acquavite è nella sua “età adulta”. Le sostanze cedute dal legno poco a poco si trasformano, il colore giallo paglierino diventa oro, il gusto diventa piacevole e non più amaro.

Dai 10 a 40 anni l’acquavite acquista “la forza dell’età”. In questo lungo periodo avvengono moltissime trasformazioni chimiche e l’Armagnac acquista personalità e si perfeziona. Il colore diventa più scuro, il profumo di prugne è netto. Oltre i 40 anni inizia il declino.

Quando l’Armagnac raggiunge la maturità viene trasferito in tini di quercia da 10 mila litri, dove le trasformazioni sono molto più lente. E, quando il maestro cantiniere ritiene che l’invecchiamento sia sufficiente, dà inizio ai “tagli” o assemblaggi. Questi ultimi risultano dall’unione armoniosa di diverse acquaviti di origine ed età differenti. Queste acquaviti vengono poste in commercio con una gradazione alcolica minima di 40% vol. L’articolo completo è reperibile su: http://www.tigulliovino.it

Armagnac: vuoi sapere tutto?

Non esiste in Italia e, probabilmente, in gran parte del Mondo, una persona più informata sull’argomento Armagnac, di quanto non lo sia il collezionista e studioso ( o viceversa) Marzio Devecchi, piemontese di Alessandria.

Quarantanni della sua vita li ha dedicati a quel nobile distillato che è appunto l’Armagnac e a quella terra di Guascogna che è patria.

Nessuno più di Devecchi è in grado di fornire informazioni su tutto quanto riguarda la produzione, la degustazione, la storia, il collezionismo dell’Armagnc.

Quindi chiunque fosse veramente interessato a saperne molto di più (ma veramente molto di più) deve andare al link del sito dove Devecchi ha avuto la generosità di raccogliere tutto il suo sapere sull’argomento.

Dopo la lettura sarà più semplice orientarsi nella ricerca dei migliori Armagnac e dei più preziosi.

Oltre al sito citato Marzio Devecchi ha scritto un libro molto completo e di sicuro interesse per appassionati e collezionisti.

Io ho aggiunto il link ad Amazon dove è possibile acquistarlo (al momento non è disponibile), in ogni caso l’acquisto si può effettuare anche dal sito di Devecchi direttamente.

Leggi A proposito di Armagnac.

A proposito di armagnac” è anche un libro…
È il frutto del mio desiderio di celebrare e far conoscere questa acquavite e la regione dove viene prodotta, la Guascogna, ma vuole anche essere un tributo ai tanti italiani che, in tempi lontani e non facili, hanno trovato ospitalità, lavoro e sovente fortuna in quelle terre e talvolta proprio nella produzione dell’armagnac.
Nella prima parte il lettore avrà modo di approfondire le proprie conoscenze relative alla storia dell’armagnac, a tutte le fasi del processo produttivo, alle denominazioni d’origine, alla degustazione, alla reperibilità sul mercato e alla diffusione commerciale di numerosi marchi.
La seconda parte vuole invece stimolare il desiderio di visitare quei luoghi e conoscere personalmente la realtà umana che fa da sfondo alla produzione dell’armagnac. Il lettore troverà una galleria di ritratti di produttori da me conosciuti nel corso degli anni, corredata dal racconto di esperienze, aneddoti e curiosità che offrono uno spaccato sulla Guascogna e la sua gente sovente intimo e comunque privilegiato.
Il testo è corredato da più di 1500 immagini di etichette, bottiglie, documenti, materiale pubblicitario e oltre 200 fotografie di luoghi e persone della Guascogna.” – Marzio Devecchi – Autore di A proposito di armagnac.

 

Armagnac: attenzione alle etichette ed alle annate.

Eco le etichette a cui prestare attenzione all’acquisto del vostro Armagnac. Tre Stelle per gli Armagnac con almeno due anni di invecchiamento nel legno. V.O., V.S.Q.P o Rèserve per gli Armagnac con almeno cinque anni di invecchiamento nel legno. Hors d’age per gli Armagnac con almeno dieci anni di invecchiamento nel legno. Armagnac “Millésimée”corrisponde esclusivamente all’anno di raccolta menzionato sull’etichetta.

Riguardo agli Armagnac millesimati è, però, necessario fare attenzione!

Fino al 1970 non esisteva alcun controllo sugli Armagnac millesimati. Bisogna quindi avere molta fiducia in colui che ci fornisce annate precedenti a quella data. Le attestazioni venivano fatte direttamente dai venditori, i cosiddetti négociant, e possono non essere sempre autentiche. Se poi capita chi propone l’annata 1945 avremo la certezza di trovarci difronte ad un farabutto o ad un ingenuo senza speranza. Una tremenda gelata distrusse quasi tutta la produzione di vino del 1945 nella regione dell’Armagnac. Pochissime sono le bottiglie realizzate con le uve di quell’anno! Diffidare!

Qual’è il migliore Armagnac?

Ecco una selezione dei migliori Armagnac reperibili oggi sul mercato. Ovviamente l’elenco è incompleto. Anche perché la valutazione varia molto a seconda che il nostro obiettivo sia il collezionismo o il consumo diretto (che deve sempre essere moderato).

Château de Laubade produce diverse tipologie di Bas Armagnac AOC, vantando una linea di rari ed eccezionali millesimati.

Ducastaing X.O. Bernard VII fine Armagnac.

Saint Vivant De La Salle Armagnac.

Armagnac Ladevèze Folle Blanche.

Ladevèze Camomille Armagnac.

Janneau Grand Armagnac.

Bas Armagnac Millesimé Chateau de Laubade.

Vieil Armagnac Ch. Perras.

Bas Armagnac Veuve Goudoulin.

Naturalmente ve ne sono altri altrettanto validi.

Il migliore Armagnac ha un sito dedicato.

Se sei alla ricerca del migliore Armagnac, esiste un sito web che può esserti utilr.

Si tratta di Armagnac.com, un sito che riunisce la più grande offerta di bottiglie vintage di Armagnac sul web, con i più grandi venditori come Darroze, Lacquy, Sempé, Cavé, Montal, Charron, Espérance, Goudoulin, Laballe, Millet, Pomès-Pébérère o Ryst- Dupeyron.

Ogni prodotto ti viene consegnato in una scatola di cartone o in una cassa di legno. L’etichetta può essere personalizzata, perfetta da regalare a persone care o colleghi.

Sul sito tante informazioni affidabili sull’Armagnac: le ricette di cocktail e i vari produttori e commercianti.

Armagnac.com organizza visite presso i produttori per visitare i loro campi, le cantine e condividere il loro know-how.

Vacanze nel cuore dell’Armagnac!

 


Sei un collezionista? Segui questo link.

Il migliore Armagnacultima modifica: 2016-11-15T02:53:51+01:00da albatros-331

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