Memorie di una modella

Le memorie di Kiki de Montparnasse.

kiki de Montparnasse negli anni '20

Memorie di una modella: la vita di Kiki de Montparnasse, al secolo Alice Prin.

 Alice Prin in arte Kiki.

Alice Prin, in arte Kiki de Montparnasse, anche nota come la Reine de Montparnasse, amante, musa ispiratrice e modella preferita di Man Ray. Nata a Châtillon-sur-Seine il 2 ottobre del 1901.

Fu uno dei personaggi più in vista nella Parigi degli anni folli del primo dopoguerra.

Ecco il ritratto di un’incredibile musa, una donna dai molti talenti, che ha fortemente ispirato la Parigi dei ruggenti anni Venti e i suoi artisti: Kiki de Montparnasse.

Così Ernest Hemingway parla di Alice Prin – meglio conosciuta come Kiki de Montparnasse:

“Se siete stanchi dei libri scritti dalle signore scrittrici d’oggigiorno, eccovi un libro scritto da una donna che non fu mai una signora. Per circa dieci anni, come spesso capita, Kiki fu lì lì per essere una regina, ma questo naturalmente è molto diverso dall’essere una signora”.

Kiki de Montparnasse, priva di inibizioni, cominciò a dodici anni la carriera di modella. A vent’anni era già una celebrità. A trenta, scrisse queste memorie. Frequentatrice instancabile della vita mondana, divenne amica e confidente di maestri della pittura, scrittori, personaggi come Kisling, Fujita, Soutine, Modigliani, Man Ray, Jean Cocteau, Ernest Hemingway, i dada e i surrealisti… Le sue memorie sono i momenti intimi di quegli anni ruggenti.

È il 2 ottobre 1901 quando Alice Ernestine Prin vede la luce a Châtillon-sur-Seine, in Borgogna-Franca Contea.

È la figlia illegittima di Marie Prin, operaia linotypista e del suo amante, un ricco commerciante di legname. La piccola Alice cresce affidata alla nonna materna in estrema povertà.

Nel 1913 la madre Marie incontra un uomo, Noël Delecœuillerie, e i due si sposano poco dopo.

Alice ha 12 anni quando raggiunge la madre a Parigi. Risiedono in rue Dulacet, al civico12.

La madre immagina per la figlioletta una vita da operaia come la propria, vuole avviarla al suo stesso mestiere e fare della figlia, una tipografa. Ma, a quanto pare, non sono le tipografie i luoghi dove Alice si sente a sua agio.

La giovane cerca lavoretti saltuari, cucitrice, fiorista, lavabottiglie nelle drogherie Félix Potin, finché non trova un posto da commessa presso un fornaio della Place Saint-George.

È ancora una bimba, ma il suo corpo si è precocemente formato.

Formato al punto da attirare l’attenzione maschile e, sul lavoro, è vittima di eccessive attenzioni.

Si ribella, Alice, perde il posto di lavoro e si ritrova senza un soldo. Il suo cervello, però, si è sviluppato precocemente quanto il suo corpo, mentre le inibizioni, tipiche dell’epoca, non sembrano appartenerle.

È qui che è iniziata la sua carriera di modella. Alice posa nuda per alcuni scultori. La pagano bene, ma è un genere di attività che, in quegli anni, è ancora associata alla prostituzione.

La madre non approva assolutamente. C’è fra di loro una lite furiosa ed Alice si ritrova per strada, scacciata di casa, nel bel mezzo dell’inverno del 1917.

Alice ha solo 16 anni, ma non si perde d’animo.

Trova un tetto ed un rifugio presso il pittore Chaïm Soutine, un ebreo russo originario dei dintorni di Minsk, giunto a Parigi nel 1913.

Lui ha 24 anni ed è un artista introverso, originalissimo, con problemi psichici, destinati a farsi più seri negli anni, che lo porteranno a distruggere molte delle sue opere nei momenti di crisi.

Di lui, si dice, che una volta, deciso a dipingere degli animali morti, si procurò alcune carcasse tenendole a lungo nel suo studio. I vicini, disgustati dal fetore, chiamarono la polizia. Invano, il pittore, cercò di spiegare, agli agenti intervenuti sul luogo, la supremazia dell’arte rispetto all’igiene.

Alice e Soutine furono probabilmente amanti, ma non a lungo. Grazie a lui la ragazzina entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della nuove tendenze artistiche dell’epoca.

Marc Chagall, Fernand Léger, Amedeo Modigliani, tutti vengono conquistati dai grandi occhi di Alice.

Lei prende a frequentare assiduamente La Rotonde, uno dei locali simbolo della Montparnasse di quegli anni. Può sedere solo al bar, perché la brasserie è interdetta alle donne senza cappello.

Alice impara a disegnare ed esegue ritratti per i soldati americani che affollano il locale.

Con il 1918 le assenze di Soutine da Parigi divengono sempre più frequenti. Il pittore è attirato dall’ambiente naturale dei Pirenei e del Mediterraneo.

È in quello stesso anno che per Alice Prin ha inizio un’importante relazione sentimentale, che durerà fino al 1922, con il pittore di origini polacche Maurice Mendjizky.

Lei è una modella sempre più corteggiata dagli artisti di Montparnasse. Taglia i capelli corti alla garçonne, trucca pesantemente il contorno degli occhi, mentre le labbra si colorano di rosso vivo: nasce Kiki de Montparnasse.

Il pittore Tsugouharu Foujita la ritrae nel suo celebre dipinto, Nu couché à la toile de Jouy, che sarà la rivelazione del Salone d’autunno del 1922.

Ora lei è la Reine de La Rotonde!

Dirà di lei il poeta canadese John Glassco:

“Il suo maquillage era di per sé un’opera d’arte… la sua bocca dipinta di un profondo scarlatto che enfatizzava l’umorismo scaltro ed erotico dei suoi contorni. Il suo viso era bellissimo da ogni angolazione, ma mi piaceva di più a pieno profilo, quando aveva la purezza lineare di un salmone ripieno.”

È il 14 luglio del 1921 quando Man Ray scende dal piroscafo che dagli Stati Uniti lo conduce a Le Havre. Ad attenderlo l’amico e sodale Marcel Duchamp.

Subito sono a Parigi e, la sera stessa, Man Ray viene presentato ai surrealisti Louis Aragon , André Breton , Paul Éluard e Gala , Théodore Fraenkel , Jacques Rigaut e Philippe Soupault.

L’artista americano non può che stabilirsi a Montparnasse, dove subito incontra Alice, ormai sempre più Kiki.

Si innamorano e la loro storia durerà ben otto anni.

Nel 1926 Kiki e la sua amica Thérèse Treize vivono all’Hôtel Raspail, al 232 di boulevard Raspail.

Lei è la modella più richiesta per foto, quadri, sculture, ma è anche ballerina, attrice ed artista lei stessa. Espone regolarmente i suoi dipinti nelle gallerie parigine, in particolare “Au Sacre du Printemps”, nel 1927, nella storica galleria “Georges Bernheim”, nel 1930, e, nel 1931, alla galleria Jean Charpentier, rue du Faubourg-Saint-Honoré.

Kiki ama la vita, ama l’arte, gli uomini, l’alcol e le feste…

Nel 1929 trascorre 10 giorni in prigione, a Nizza, dopo aver aggredito violentemente il proprietario di un bar che le aveva rifiutato l’ingresso nel suo locale. Racconta la scena nelle sue memorie:

“… Una sera incontro degli amici marinai in un bar inglese dove non andavo mai. Avevo appena aperto la porta quando il capo mi grida: “Nessuna puttana qui! “. Mi precipito verso di lui e gli lancio un mucchio di piattini in faccia. I miei amici iniziano la rissa, ma arriva la polizia portuale!”

E se non bastasse, quando la polizia cerca di portarla in questura, colpisce il sovrintendente con una borsetta… Deve la sua liberazione a Man Ray e ai suoi contatti.

C’è da dire che in questo periodo di crisi Kiki consuma moltissime droghe, ne parla come di “delizie da accarezzare l’anima”.

Tornata a Parigi, incontra il giornalista Henri Broca e se ne innamora perdutamente. È nel giornale da lui creato, Paris-Montparnasse, che Kiki pubblica le prime pagine del suo libro dei ricordi.

Per tutti è ormai: la “Reine de Montparnasse”.

Il suo successo arriva fin negli Stati Uniti. Le viene offerta una traduzione del suo libro, la cui prefazione sarà scritta da Hemingway e contiene le frasi citate in apertura. L’opera è però considerata troppo “scabrosa”, per il pubblico americano, e viene censurata, nonostante l’impegno in suo favore del giornalista Edward William Titus, marito di Helena Rubinstein.

Nessun problema! A Parigi, Kiki vive alla grande…ma ancora per poco.

Gli anni folli sono al capolinea e la crisi economica, seguita al tracollo della Borsa di New York del 1929, inizia a mordere anche in Francia.

In aggiunta alla crisi sociale Kiki si ritrova in ristrettezze economiche anche per i gravi problemi di salute mentale che colpiscono sua madre Marie e il suo amante Henri Broca. Le spese per le cure sono ingenti.

Lei è ancora richiesta come modella, ma non basta più. Per far fronte al bisogno si esibisce nei locali: canta e balla nei cabaret. Il 14 novembre 1930 debutta al Concert Mayol, poi al Moulin de la Galette, al famoso Boeuf sur le Toit e al Cabaret des Fleurs.

Il suo stile di vita continua ad essere esagerato. Kiki beve, mangia troppo e non rinuncia agli stupefacenti.

Nel 1934 pesa 80 chili ma nonostante questo è ancora richiesta e continua a posare. In particolare per Per Lasson Krohg, che ama il suo “posteriore” che lo fa pensare ad “un tre alberi a vele spiegate”.

Broca muore nel 1935.

A 36 anni, Kiki Montparnasse apre il suo locale, Chez Kiki, in rue Vavin nel 6° arrondissement di Parigi. Inizia una relazione con il pianista fisarmonicista del suo cabaret, André Laroque. È lui che tenta, senza troppo successo di farla smettere con la droga e si offre di dattilografare le sue memorie.

Nel 1939 canta al cabaret Le Gipsy’s al 20 di rue Cujas. Il 19 dicembre 1942 torna alle scene al Jockey, 127 boulevard Montmartre, dove si esibisce fino al luglio 1943.

Nel 1952, Frédéric Kohner, un americano, professore all’Università della California, inutilmente innamorato di lei quando aveva 19 anni, la rivide:

“La porta del bar si è aperta… l’ho vista entrare. Indossava un cappotto di foca molto logoro e un cappello di una taglia ridicola, con un velo che le nascondeva gli occhi… Sono rimasto scioccato… mi sembrava che fosse avvenuta una terribile esplosione, che non lasciava altro che orribili rovine. Ho guardato il suo viso mentre barcollava verso il bar… Il suo viso era così devastato dall’età che era irriconoscibile. Era un volto dove si sentiva molto vicino la morte, dove già si poteva intuire il cadavere. Il trucco eccessivo non faceva che accentuare l’impressione di decomposizione che dava.”

Kiki muore il 23 marzo del 1953, all’ospedale Laennec. Viene sepolta nel cimitero parigino di Thiais.

Di tanti amanti ed ammiratori, alle esequie di Kiki de Montparnasse, è presente solo Tsuguharu Foujita.

Memorie di una modella Copertina flessibile – 31 marzo 2016.


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Memorie di una modellaultima modifica: 2022-05-25T02:24:38+02:00da albatros-331
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