Marie Marvingt la fidanzata del pericolo!

Marie Marvingt pioniere francese dell’aviazione.

Marie Marvingt la fidanzata del pericolo

Marie Marvingt la fidanzata del pericolo!

Marie Marvingt: una bimba per quattro fratelli.

Marie Marvingt, soprannominata “la fidanzata del pericolo”, ma anche, la regina dell’aria o Marie la temeraria. Una donna francese assolutamente eccezionale, dalla vita altrettanto assolutamente straordinaria: pioniera dell’aviazione, inventrice, sportiva, alpinista, infermiera e giornalista!

Marie Marvingt è una straordinaria figura di donna e la sua storia oggi va ad arricchire la galleria dedicata a personaggi femminili che, come lei, hanno contribuito a fare di quell’epoca, eroica e turbolenta, a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del XX secolo, un momento assolutamente unico nella storia dell’umanità.

Sportiva, quando lo sport era soprattutto coraggio, volontà, abnegazione e tanta temerarietà. Pioniere del volo quando gli uomini iniziavano appena ad imparare l’uso di quelle ali tecnologiche che poi avrebbero cambiato il mondo. Crocerossina, reporter di guerra, soldato, nelle due più grandi catastrofi belliche che la storia umana abbia mai conosciuto.

Una donna speciale il cui nome è oggi poco ricordato ed è un peccato perché proprio di esempi come il suo avrebbe estremo bisogno l’umanità di oggi.

Oggi che imperversa il fanatismo ideologico su ogni aspetto della vita. Oggi che i più si impegnano con pervicace volontà, molto più a giudicare l’operato altrui che a mettere, così senza aspettative di vantaggio alcuno, veramente in gioco se stessi.

Marie Félicie Élisabeth Marvingt nasce ad Aurillac il 20 febbraio 1875. Suo padre Félix-Constant Marvingt (1827-1916), che è un funzionario postale, e sua madre Élisabeth Brusquin Pallez (1840-1889) si erano conosciuti a Metz prima per poi sposarsi a Parigi nel 1861.

La coppia vive a Metz fino a quando la città cade sotto il controllo dell’Impero tedesco nel 1870. Félix-Constant e sua moglie si trasferiscono quindi in Alvernia,  ad Aurillac, dove nasce la loro figlia Marie.

La coppia ha già avuto tre figli maschi in precedenza, Louis, Charles ed Eugène, tutti morti in tenera età.

Il quinto e ultimo figlio della famiglia, anch’egli di nome Eugène, nasce tre anni dopo Marie, ma è di costituzione gracile e di salute cagionevole.

La morte prematura dei tre fratellini e la salute malferma di quello sopravvissuto, sono dettagli importanti nella vita di Marie.

Il padre, che è un grande appassionato di sport, ha sognato di trasmettere ai figli maschi la sua passione, trovandosi solo una figlia femmina in buona salute, decide di educare lei, fin da piccola, alle discipline sportive che avrebbe voluto insegnare ai suoi ragazzi.

Evidentemente non si tratta solo di insegnare alla bimba a nuotare o a correre: il padre educa Marie esattamente come fosse un maschio e, a quanto pare, trova nella ragazzina l’indole giusta e una naturale predisposizione.

Forse, oggi, uno zelante assistente sociale si spenderebbe con sollecitudine per togliere quella bimba ad un tale padre.

Probabilmente vi riuscirebbe: privando così l’umanità intera di un patrimonio umano incalcolabile.

Perché è nelle difficoltà e nelle contraddizioni che si forgia il carattere e lo spirito di uomini e donne. Non nell’assurda utopia di un mondo perfetto.

Per nostra fortuna si era solo alla fine del IX secolo.

Così accade che la giovane Marie impari a nuotare nello stesso momento in cui inizia a camminare. A quattro anni, ogni giorno, nuota per diversi chilometri nel fiume Jordanne, uno dei principali fiumi del Cantal, insieme al padre che si prodiga ad insegnarle ogni sorta di attività sportiva, senza esclusione alcuna: dall’arrampicata al biliardo.

La fiancée du danger – Mademoiselle Marie Marvingt

Nel 1880 la famiglia Marvingt torna in Lorena, ancora sotto il controllo dell’Impero tedesco.

La salute della madre di Marie, Élisabeth, è tutt’altro che buona e tornare a Metz consente alla donna il sostegno della sua famiglia d’origine.

È in questa città che la piccola Marie inizia il suo percorso scolastico: frequenta l’École Chrétienne de la Miséricorde, un istituto gestito da religiose; impara il tedesco a scuola e parla francese in casa.

Durante una delle gite periodicamente organizzate dalla scuola, le capita di assistere ad uno spettacolo circense. L’universo del circo l’affascina e la conquista.

Un’altra bimba si sarebbe forse accontentata di sognare le luci ed i colori del circo, magari, ne avrebbe, al massimo, realizzato qualche disegno infantile.

Marie evidentemente no. L’educazione paterna ed il corredo genetico ereditato dal genitore la spingono a scelte decisamente più radicali.

Implora suo padre di poter ricevere lezioni di circo e questi, che forse immaginava per la figlia attività d’altro genere, infine accetta.

Marie Marvingt: Circo, canoa, ciclismo, automobili e montagne.

Il circo Rancy è, in quei tempi, famosissimo ed ha sedi fisse in svariate città europee (una ad Amiens diretta addirittura da Jules Verne). È presso una di queste sedi che Marie Marvingt inizia la sua formazione come funambolo, trapezista, giocoliere e cavallerizza. Formazione che le permette di divenire una ginnasta affermata.

Sua madre Élisabeth muore nel giugno 1889. La famiglia si trasferisce quindi a Nancy, al numero 8 di Place de la Carrière.

Oltre all’equitazione appresa al circo, Marie si dedica al ciclismo e questo sembra scandalizzi non poco gli abitanti della città di Nancy, che non sono abituati a vedere una giovane donna correre in bicicletta.

Non solo! Ogni forma di attività sportiva e, soprattutto di competizione, sembra attrarla irresistibilmente.

Ha solo 15 anni quando, in canoa, compie la sua prima impresa: da Nancy a Coblenza (in Germania) lungo i fiumi Meurthe e Moselle.

Suo padre, ora in pensione, è completamente coinvolto nella formazione atletica della figlia.

Nel 1897, un nuovo dramma colpisce la famiglia Marvingt: il fratello minore di Marie, Eugène, muore d’infarto a soli 19 anni.

La sorella reagisce gettandosi ancora di più in allenamenti e competizioni.

Così, nel 1899, è lei una tra le primissime donne a conseguire il certificato di abilitazione alla guida di automobili. L’auto non le serve certo per andare a fare la spesa! La ritroviamo presto nel deserto del Sahara, impegnata in pericolose competizioni automobilistiche.

Il suo palmares si arricchisce di sempre nuovi risultati: ascensioni in mongolfiera, per esempio, mentre nel 1903 è la prima donna a scalare il Dent du Géant “4013 m” nel massiccio del Monte Bianco, cui seguono altri successi come alpinista. Impara, tra un impegno sportivo e l’altro, a pilotare una locomotiva e un battello a vapore.

Marie Marvingt: dal nuoto estremo all’Università.

Vince il 1° gran premio per perissoire (una barca piatta, lunga e stretta che può essere manovrata con doppia pagaia o a remi) a Etretat. Nel 1906 Marie è la prima donna francese a partecipare alla celebre Traversée de Paris à la nage. 

La spettacolare competizione ideata l’anno precedente da Georges Moëbs, fondatore e presidente della Société Nationale d’Encouragement à la Nation, in collaborazione con il principale quotidiano sportivo di Francia dell’epoca: L’Auto.

Marie Marvingt riesce a percorrere a nuoto i 12 chilometri della gara partenza dal Pont National ed arrivo al Pont de l’Alma), impresa non facile per il freddo e la corrente, piazzandosi quindicesima in assoluto (professionisti ed amatori) e terza, tra le donne, nella categoria “amatori”, con un tempo di 4 ore 11 minuti e 23 secondi.

Incredibilmente, tutta questa frenetica attività sportiva, non le impedisce di conseguire una laurea in lettere e di iscriversi a diverse facoltà, studiando medicina e legge ed imparando a parlare ben cinque lingue, tra le quali l’esperanto, e di ottenere il diploma di infermiera presso la Croce Rossa.

Nel tempo libero (mi piacerebbe tanto sapere dove lo trovasse) scrive e pubblica poesie con lo pseudonimo di Myriel.

Marvingt dorme solo quattro o cinque ore al giorno e pianifica il suo programma in anticipo per facilitare l’organizzazione. È una vera macchina da guerra.

Naturalmente non pensa nemmeno per sbaglio a sposarsi e di diventare madre non le passa assolutamente per la testa.

Marie Marvingt la fiancée du danger.

Nel 1904, Marie, partecipa alla sua prima corsa ciclistica: da Nancy a Bordeaux.

L’anno successivo la vediamo impegnata in un’altra grande corsa su strada, la Nancy-Milano, poi, nel 1906, è la volta della Nancy-Tolosa.

Alle donne non era allora consentito indossare pantaloncini corti e, costrette a pedalare indossando lunghe gonne, si trovavano in notevole difficoltà. Marie si inventa una sorta di gonna – mutandina (la jupe-culotte) che le consente di avere movimenti più liberi e di migliorare le prestazioni.

Nel 1908 tenta di iscriversi niente meno che al Tour de France. Di fronte al rifiuto degli organizzatori, Marie che ha ormai 33 anni, decide che avrebbe seguito lo stesso percorso degli uomini, partendo, ad ogni tappa, dieci minuti dopo di loro.

Conclude la gara in trentaseiesima posizione su 114 concorrenti maschi.

Ovviamente il successo non le viene riconosciuto, ma la soddisfazione personale resta.

Marie Marvingt, come abbiamo già accennato, deve molto della sua fama sportiva anche all’alpinismo ed agli sport invernali.

Nel luglio 1905, prima donna in assoluto, compie in diciotto ore la traversata del Charmoz-Grépon (Monte Bianco), in compagnia delle guide Edouard e Gustave Payot.

Questa impresa, in particolare l’arrampicata della famosa difficile aiguille du Grépon, le valse d’essere citata come una delle pioniere dell’alpinismo francese sulla rivista Femina nel settembre 1911.

Altre sue imprese sono la salita al Dent du Géant, al Dent di Requin, il Il Monte Rosa, lo Jungfrau, les Aiguilles Rouges, il Wetterhorn e, ancora, l’Aiguille du Moinep.

Tra il 1908 e il 1910 vince più di venti medaglie d’oro a Chamonix in varie discipline: nello sci, nel pattinaggio artistico e di velocità, nella gara di salto e nella gimkana sul ghiaccio.

Il 26 gennaio 1910 vince la prima gara di bob femminile a Chamonix, durante la Coppa Léon Auscher.

Marie Marvingt impegnata nel salto con gli sci.

Marie Marvingt impegnata nel salto con gli sci.

Donna versatile e dai tanti talenti, Marie Marvingt, dal fisico e dalla volontà di ferro. Nel 1910 riceve la grande médaille d’or de l’Académie des sports, con la menzione di “prima sportiva al mondo” .

Sarà questa la prima ed ultima volta che l’Accademia conferisce un premio per “tutte le discipline”.

Nell’edizione del 15 aprile 1913 di Lectures pour tous, Armand Rio le affibbia il soprannome con cui è destinata a restare nella storia: “la fiancée du danger”.

Nel numero del 23 aprile 1913 de L’Univers, Padre Delfour, insegnante di retorica al liceo Saint-Stanislas di Nîmes e definito il ne elogia ancora una volta i molteplici talenti:

“Nuoto, ciclismo, alpinismo, aeronautica, aviazione, equitazione, ginnastica, atletica, scherma, giochi di abilità, non vi è uno sport dove ella non brilla , e quasi sempre in prima fila”.

Nel 1907, Marie, ottenne anche il premio onorario per il tiro con fucile da guerra a 300 metri e per il tiro con la carabina Flobert, nelle gare organizzate dal Ministero della Guerra.

Innamorata del volo!

A segnare una svolta fondamentale nella vita di questa donna eccezionale è, sicuramente, il suo incontro con il volo e con mondo nascente dell’aviazione.

La prima esperienza aerea di Marie Marving avviene nel 1901. Marie ha allora 26 anni e compie un’ascensione su un pallone “più leggero dell’aria” accompagnata da un istruttore.

Nello stesso anno ottiene il brevetto, n° 145, di aereonauta, cioè di pilota di mongolfiera e dirigibile.

Il suo primo volo in solitaria data 19 luglio 1907. Progressivamente, questa nuova passione sportiva la spinge ad abbandonare tutte le altre discipline, ad eccezione degli sport, invernali, per concentrarsi su questa nuova dimensione dell’avventura.

Nel 1910 vince il primo premio al concorso a distanza dell’Aero Club de l’Est, con un volo in mongolfiera da Nancy a Neufchâteau.

Il 26 ottobre 1909, Marie, diviene la prima donna a volare in mongolfiera dalla Francia all’Inghilterra, sorvolando il Mare del Nord e il Canale della Manica.

La sua mongolfiera, L’Étoile filante, decolla dal parco della Pépinière a Nancy. L’aeronauta francese, che accoglie un passeggero, il colonnello Émile Garnier, inizialmente non sembra intenzionato ad atterrare in Inghilterra.

Spinto dal vento verso l’Olanda e incoraggiato dal bel tempo, Marie, decide, con il compagno, di attraversare il Mare del Nord.

Il percorso di 720 km dura quattordici ore ed è particolarmente difficile.

A quota 2.500 metri, la neve cade sul pallone, costringendo i passeggeri a scaricare zavorra. Volando a bassissima quota, la navicella colpirà l’acqua ben cinquantadue volte durante la traversata, riguadagnando abbastanza quota solo vicino alla costa inglese.

Giusto in tempo per evitare le scogliere.

Nel cuore della notte, i due aeronauti cercano di atterrare, ma la navicella tocca gli alberi; Marie Marvingt è scaraventata fuori dal cesto e cade a terra.

Accolta dalla gente del posto trova rifugio per la notte. Il giorno seguente, alla stampa, confessa con la massima serenità d’avere ottimi ricordi del pericoloso viaggio.

Ha inizio così una nuova dimensione della sua vita. Tempi difficili ed eroici si approssimano, per l’umanità intera e per Marie Marvingt.

Ma di questo se ne riparla in un prossimo post…

La fiancée du danger – Mademoiselle Marie Marvingt

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Marie Marvingt la fidanzata del pericolo!ultima modifica: 2021-12-16T01:35:49+01:00da albatros-331
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