La Bouillabaisse

Bouillabaisse la zuppa di pesce mediterranea.

la bouillabaisse originale zuppa di pesce

La Bouillabaisse alla marsigliese, originale zuppa di pesce mediterranea.

La bouillabaisse è una zuppa di pesce della Francia meridionale.

La Bouillabaisse è una zuppa di pesce che basta solo nominarla per evocare le atmosfere tipiche della costa francese mediterranea; di quel mare assolato e della sua gente.

Città come Tolone e Marsiglia, con il loro porto, la loro umanità cosmopolita: pescatori, marinai, papponi, trafficanti di ogni genere e nazionalità.

Vengono in mente i libri della “Trilogia marsigliese” di Jean-Claude Izzo, ma anche alcune inchieste del Commissario Maigret come: “Il mio amico Maigret” e “Maigret al Liberty bar”.

La bouillabaisse e Simenon.

Georges Simenon, scrittore belga, che di Maigret è il creatore, diceva della bouillabaisse:

“C’est mon plat favori.”

Ma attenzione! Simenon aggiungeva anche questa osservazione:

“Il s’agit probablement du plat sur lequel les livres de cusine disent le plus d’imbécillités! La bouillabaisse de maintenant, servie avec de la langouste, de la rascasse et tout le tra-la-la est une escroquerie! La bouillabaisse, à l’origine, c’est avant tout un plat de pauvre.”

Quindi, mi raccomando, se possiamo evitare aragoste e altri pesci costosi, nella nostra bouillabaisse, la ricetta sarà più aderente alla tradizione.

Si tratta in effetti un piatto tipico dei pescatori dell’area mediterranea, ma in realtà non solo di quella, come vedremo, che, a fine mercato, cucinavano, per se stessi e le loro famiglie, una zuppa di pesce con l’invenduto per dimensione o minor pregio.

Ogni regione e, direi addirittura, ogni pescatore aveva ed ha, tutt’oggi, la sua ricetta per la bouillabaisse, quindi non facciamoci troppi problemi. Scegliamo gli aromi che ci intrigano di più ed il pesce che abbiamo a disposizione.

La bouillabaisse in 40 ricette!

Esistono alcuni puristi che affermano che l’unica vera bouillabaisse è quella preparata con pesce pescato appena prima dell’alba e cucinato immediatamente, al ritorno in porto.

Naturalmente è il sogno di tutti gli estimatori del piatto, ma, oggettivamente, si tratta di un traguardo raramente realizzabile se non durante un soggiorno al mare e pescandosi il pesce in proprio o contando sulla fortuna d’incontrare il ristoratore giusto al momento giusto!

Nel 1895, Jean-Baptiste Reboul, grande specialista della cucina mediterranea, enumera quaranta ricette per la bouillabaisse e limita volontariamente questa cifra, ben sapendo che non può essere del tutto esaustiva.

Il tipo di pesce da utilizzare nella preparazione di questa zuppa, dipende dal nostro gusto e, molto, anche dal periodo in cui si vuole cucinarla. Ogni stagione ha il suo pesce!

Meglio fresco che costoso! Questa è la buona regola. Poi, come si dice: tutto fa brodo! Sardine, sgombri, murene, sarde, branzino, donzella, merluzzo, crostacei. Tutto quello che il mare può offrire.

Alla fine ci si regola con il pesce che si trova al mercato o in pescheria!

La cuisine provençale

Con la Bouillabaisse, possiamo pesce a volontà.

Esistono tante versioni della Bouillabaisse: una per ogni territorio! Per cui possiamo sbizzarrirci a nostro piacimento. A Martigues la preparano accompagnandola con patate cucinate a parte. Non troppo distante, a Cassis, fanno una Bouillabaisse in versione “noire” utilizzando le seppie.

Bandol aggiungono del vino bianco. A Marsiglia si abbonda con l’aglio. Mi dicono che, sempre a Marsiglia, ne esiste una versione che del pesce utilizza anche il fegato (ricco di omega 3).

La ricetta e la preparazione di questa zuppa di pesce, dunque, cambiano da zona a zona senza che, infondo, il piatto muti troppo nella sostanza.

Esiste la “bouillonnada” del Roussillon, la “chaudrée” della Charentes, il “ttoro” dei Paesi Baschi e, ancora, la “cotriade” bretone e la “marmite dieppoise” normanna.

Persino il nome della preparazione muta con la geografia, eppure rimane, fondamentalmente, la stessa cosa: una zuppa di pesce!

In Italia abbiamo diverse ricette non dissimili: il “bagnun” in Liguria, la “burrida” in Sardegna, il “ciuppin” e la “bujabesa” ancora in Liguria. Nelle Fiandre il “waterzoii“.

Bouillabaisse qual’è la vera ricetta?

Allora quale sarà la vera ed autentica ricetta della bouillabaisse?

Fermo restando tutto quanto detto fino ad ora, non possiamo ignorare che la vera ragione della fama di questa ricetta consiste nel fatto che, ad un certo punto, essa da Marsiglia, arriva a Parigi.

Bouillabaisse è un termine che deriva dalla frase provenzale:

“bouillir et abbaisser ensuite la marmite”

Quindi, in definitiva, bollire fin che serve e poi togliere la pentola dal fuoco!

Piuttosto semplice direi!

Bouillabaisse: un po’ di storia.

Abbiamo detto che si tratta di un piatto tipico e povero, molto comune tra i pescatori della costa mediterranea francese.

La fortuna, di questa preparazione in zuppa di svariati pesci, si realizza quando, subito dopo la Rivoluzione francese, con le truppe marsigliesi, arrivano a Parigi anche due signori che decidono di aprire nella capitale un ristorante.

Il locale si chiamerà “Aux frères provençaux” e la sua caratteristica principale è che, per mangiare, vi si spende veramente poco: solo 36 soldi per un pasto!

Il successo è assicurato. Fra i clienti nomi come quelli di Barras e Robespierre: uomini destinati a fare la storia di Francia.

Il piatto forte del ristorante dei due amici provenzali è, manco a dirsi, la bouillabaisse! Nella versione marsigliese, con decisa abbondanza di aglio. E, se si pensa che veniva, e viene ancora, accompagnata da crostini spalmati di aglio ben pestato nel mortaio, direi che si trattava di una vera scorpacciata…di aglio!

Possiamo quindi affermare che la ricetta marsigliese è quella più titolata ad essere considerata la “vera” bouillabaisse, visto il contributo offerto alla diffusione di questa zuppa di pesce nel mondo.

Bouillabaisse: la ricetta marsigliese.

La bouillabaisse non è difficile da preparare, ma certo un po’ laboriosa. Il pesce, in particolare, deve essere ben pulito e squamato. Poi le verdure, che vanno pulite, tagliate a tocchetti e, nel caso dei pomodori, private dei semi.

Per il pesce abbiamo visto in precedenza che dipende essenzialmente dal nostro gusto e dal mercato vicino a casa. Potrebbe dipendere anche dalla nostra abilità di pescatori, ma, almeno nel mio caso, lasciamo perdere.

Vediamo, innanzitutto, il pesce da mettere nella zuppa!

Come abbiamo visto può andare bene un po’ di tutto, ma a Marsiglia, le vecchie comari ci ricordano che:

“Tutto il pesce che corre veloce non deve finire nella bouillabaisse”.

Quindi largheggiamo con scorfani, pesce prete, gallinelle, pescetti da frittura. Naturalmente anche crostacei come le cozze, tracine, canocchie, barchette ecc.

Quello che fa la differenza tra una comune zuppa di pesce e la bouillabaisse è un particolare essenziale: deve assolutamente essere presente almeno un pesce di grosse dimensioni, come la rana pescatrice o il san pietro. Questi pesci più grossi vanno tagliati a tocchi o tranci che dir si voglia.

Tre chili di pesce dovrebbero bastare, di cui un chilo, almeno, il pesce di grossa taglia. Gli esperti sostengono che non sia possibile preparare una buona bouillabaisse per meno di sei persone!

Adesso vediamo le verdure necessarie alla preparazione di questa bouillabaisse alla marsigliese.

Cipolla, naturalmente: tritata fine e fatta imbiondire in un paio di cucchiai di olio extra vergine d’oliva, con due spicchi d’aglio. Poi mezzo chilo circa di pelati schiacciati e senza semi, se vi riesce.

A questo punto nella pentola profonda da zuppa che state utilizzando, versate tre litri di acqua bollente, riportate a bollore intenso e, pian piano, aggiungete i pesci, partendo dai più piccoli. Poi i tranci di pesce di dimensione maggiore. La maggior parte del pesce piccolo si scioglierà in questo brodo addensandolo nel modo giusto.

Subito dopo il pesce, è il momento degli aromi. Zafferano e prezzemolo tritato e, in aggiunta un mezzo bicchiere di olio d’oliva. Sale e pepe quanto basta.

La cottura è quella del pesce, quindi 15 o 20 minuti, ma il segreto è che il brodo deve bollire forte in modo che i sapori si amalgamino il più possibile. È molto importante mantenere il fuoco bello alto. I francesi lo chiamano feu de tempête e serve ad amalgamare bene l’acqua di cottura con l’olio.

Come già detto più volte, le versioni sono innumerevoli e c’è chi aggiunge vino, oppure il brodo ottenuto bollendo le teste di pesce. C’è chi marina, in precedenza, i tranci di pesce più grosso, con timo o altre spezie ed erbe aromatiche.

Tutto perfetto. Qui, nella ricetta base di Marsiglia, l’unico liquido è l’acqua e, naturalmente, l’olio. L’unica preparazione è pulire bene il pesce e tagliare a tranci quello più grosso, quindi preparare le verdure e le erbe come si deve.

La bouillabaisse in tavola!

Quando la zuppa di pesce è pronta cosa si fa? Ovviamente la si porta in tavola!

Il modo giusto di servire la bouillabaisse è molto semplice, ma è importante.

Si deve recuperare dalla zuppa tutto il pesce rimasto intero. I tranci più grossi e i pesci di media misura con i crostacei.

Il brodo della zuppa va servito in piatti fondi nei quali avrete posto i famosi croutons (fette di pane tostato) farciti con la salsa all’aglio. Tutto il pesce si pone in tavola in un grande piatto da portata, mentre, a parte in una ciotola la rouille (salsa a base di aglio, mollica di pane, peperoni, olio e fumetto di pesce).

Per il vino, che dire, non sono un vero esperto degli abbinamenti e, da questo punto di vista la bouillabaisse è un piatto complicato da abbinare, tanti sono i sapori e i profumi coinvolti. Rischio. Magari un rosato di Provenza oppure un bianco di Bordeaux.

Sicuramente, nell’attesa, mentre è in corso la preparazione della bouillabaisse non guasta un buon aperitivo: a base di Pastis naturalmente. Siamo, almeno con la fantasia, a Marsiglia!

La bouillabaisse e Maigret.

Questa tipica zuppa di pesce abbiamo visto come fosse gradita a Simenon, ma è lecito domandarsi se piacesse allo stesso modo al suo famoso commissario Maigret.

Dobbiamo ammettere che il commissario capo della polizia giudiziaria di Parigi non sembra un così grande estimatore della bouillabaisse.

“La proprietaria dell’Hôtel Bacon entrò nella sala, tutta sorrisi e moine.
«Le è piaciuta la bouillabaisse?…L’ho fatta apposta per lei, dato che…»
La bouillabaisse? Maigret si sforzò di ricordare.
«Ah si! Squisita!Eccellente!» si affrettò a rispondere con un sorriso cortese.
In realtà non se la ricordava. Spazzata via insieme alle cose inutili: Boutigues, l’autobus, il garage…”

Così leggiamo nel romanzo Liberty bar, ambientato ad Antibes, sulla Costa Azzurra.

Non che il piatto non gli piaccia, ma certo sembra intrigarlo meno di una succulenta Choucroute all’alsaziana o, per restare al pesce, di un piatto di Ghiozzi fritti gustati sulle rive della Senna.

Il romanzo “simbolo” che lega l’immagine di Maigret al Mediterraneo e, quindi, anche alla bouillabaisse è certamente Il mio amico Maigret. Romanzo interamente ambientato nell’isola di Porquerolles.

“«Stasera cosa ha voglia di mangiare, commissario? C’è la bouillabaisse, questo è sicuro. Ma forse a lei non piace la bouillabaisse…»
Giurò che era il suo piatto preferito, con soddisfazione generale.”

La bouillabaisse in video.

Ed ecco un bel video che ci mostra la bouillabaisse come la fanno a Marsiglia nei ristoranti. Proprio il contrario di quello che raccomanda Simenon!

Da leggere per gli appassionati:
Jean-Baptiste Reboul-La cuisinière provençale

Michel Oliver-Ma vraie cuisine française

Per te tanti libri sulla cucina francese

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La Bouillabaisseultima modifica: 2019-07-17T11:04:37+02:00da albatros-331
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