I passages di Parigi di Walter Benjamin

I passages di Parigi.

I passages di Parigi di Walter Benjamin

I passages di Parigi di Walter Benjamin. Foto da musemente.com.

Parigi capitale del XIX secolo.

Walter Benjamin dalla natia Berlino, dove nasce il 15 luglio del 1892, si è ormai stabilito definitivamente a Parigi, quando intraprende la stesura di questo libro.

Il filosofo e mistico tedesco vi dedica tredici anni della sua vita, ma le vicissitudini della Storia gli impediscono di portarlo a termine.

Il manoscritto originale salvatosi fortunosamente alla furia della guerra, venne ritrovato nel 1981.

La casa editrice Einaudi lo pubblicò in Italia, prima nel 1986, con il titolo Parigi, capitale del XIX secolo, poi nel 2000, con il titolo attuale: I passages di Parigi.

Questo volume si presenta come una ricostruzione globale di un secolo, l’Ottocento, colto nello specchio di una città come Parigi, e indagato nei suoi elementi apparentemente marginali, quali la moda, il gioco, il collezionismo, la merce, la prostituzione, la figura del flaneur, i passages.

Ma il volume è anche la rappresentazione di un sogno di cui la cultura europea ha dovuto destarsi: un risveglio che è poi la crisi dello storicismo e delle ideologie ottocentesche, che approda in queste pagine alla sua forma più risolutiva e radicale.

I passages di Parigi volume unico

“La nostra indagine si propone di mostrare come in conseguenza di questa rappresentazione cosistica del processo di civilizzazione, le nuove forme di vita e le nuove creazioni a base economica e tecnica, che noi imputiamo al secolo trascorso, appartengano invece all’universo di una fantasmagoria”, (Walter Benjamin).

I passages di Parigi un incompiuto d’eccellenza.

Opera incompiuta alla quale l’autore lavorò per tredici anni, “I passages di Parigi” si presenta come affascinante espressione di quella continua proliferazione dei materiali e infinita esplorazione del reale storico che è una delle chiavi di lettura della modernità.

Combinando testi, intuizioni ed elaborazione teorica, e lasciando quest’ultima programmaticamente in secondo piano, Walter Benjamin si propone di risalire alle origini dell’epoca moderna, studiata a partire dalla specifica realtà di Parigi come ideale centro del mondo, colta in una miriade di dettagli eterogenei e apparentemente marginali: accanto ai passages, la merce, la prostituzione, il “flâneur“, il gioco, la moda, l’art nouveau, la modernizzazione urbanistica di Haussmann, il collezionismo (uno dei tanti motivi autobiografici dalla ricerca benjaminiana), ma anche Blanqui, Nietzsche, Poe e soprattutto Baudelaire, autentico nume tutelare dell’intero progetto.

Con una sezione di “Testimonianze” sulla genesi dell’opera, una di “Paralipomeni” e – per la prima volta – un completo “Indice dei nomi”.

I passages di Parigi [Due volumi indivisibili]

Cosa sono i passages di Parigi?

Il passage, termine francese per passaggio, può considerarsi la prima forma di galleria commerciale coperta. Comparsi per la prima volta a Parigi verso la fine del Settecento, per i passages la prima metà dell’Ottocento rappresenta il periodo di massima diffusione.

Il primo passage fu inaugurato a Parigi nel 1786, costruito nei giardini del “Palais-Royal” per volere del Duca d’Orléans. Con i 355 negozi che arrivò a contenere, divenne subito una della maggiori attrazioni della città.

Parigi capitale del XIX secolo è disponibile anche in una edizione del 2014 di Temperino rosso, con 13 illustrazioni originali e uno scritto critico di Attilio Fortini.


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I passages di Parigi di Walter Benjaminultima modifica: 2021-09-06T12:03:18+02:00da albatros-331
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