Armando Torno e Le rose di Stalin

La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla Russia.

Armando Torno. Le rose di Stalin

Armando Torno. Le rose di Stalin.

Le rose di Stalin di Armando Torno.

Le rose di Stalin, edizione Marietti 2020, ultima fatica di Armando Torno, noto giornalista, saggista e conduttore radiofonico italiano.

Armando Torno ha pubblicato, negli anni, numerosi saggi e ha scritto molte introduzioni a testi classici e contemporanei. Editorialista del Corriere della Sera, del quale è stato responsabile della cultura, poi, responsabile del supplemento Domenica de Il Sole 24 Ore, quotidiano di cui attualmente è editorialista.

Molti suoi scritti hanno avuto traduzioni in francese, inglese, tedesco, russo, svedese, sloveno, portoghese.

In questo 2020 si presenta in libreria con un opera derivata da oltre un decennio di frequentazione con la terra di Russia; Torno, unico giornalista italiano ad accedere alla biblioteca di Stalin.

Da questa esperienza è nata una collezione di articoli interessanti che trovano casa oggi in questo suo Le rose di Stalin.

Tanti gli argomenti: una lettura variegata, godibile e gioviale per forma e narrazione.

Le rose di Stalin. La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla Russia

Le rose di Stalin di Armando Torno, tutti le tessere di un mosaico.

Per cogliere l’estrema varietà degli argomenti basta lanciare una rapida occhiata ai titoli dei tanti capitoli del lavoro di Torno:

Prefatio dolorosa. 1. Il catalogo di Voltaire e la volpe russa. 2. Le tesi di Lenin sono nel menù . 3. Un pinguino per Eisenhower. 4. Tolstoj sul divano verde . 5. Il pendolo di Jasnaja Poljana . 6. Segreti della Stalinka. 7. «Non uccidete lo Zar». 8. Le rose di Stalin. 9. Pasternak e Togliatti. 10. Simenon: l’indizio è in una pipa. 11. Chruščëv e il falso della scarpa. 12. Una lettera per il Papa. 13. Il modesto comò del dottor Čechov. 14. Una beauty farm nel bunker. 15. Leggere De Amicis nella dacia di Gorki. 16. La notte in cui l’Urss si fermò per Glenn Gould. 17. Cervelli da clonare. 18. Quando Dostoevskij dormiva nel baule. 19. Il mistero delle dodici stazioni. 20. Una lunga scia di fuoco. 21. Le spie in cantina. 22. Come i cosacchi inventarono il bistrò

Tanti racconti dal passato.

Dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, dagli archivi, dalle biblioteche, ma soprattutto dalle confidenze personali di molti protagonisti della storia russa emergono racconti sorprendenti.

Uno su tutti, che da anche il titolo a questo libro è quello che racconta il rapporto tra il dittatore georgiano e la ballerina di origine polacca Olga Lepeshinskaya, prima ballerina a Mosca dal 1933 al 1963.

Iosif Vissarionovič Džugašvili, più noto come Stalin, nutriva per lei un’evidente ammirazione, e forse qualcosa di più: le portava delle rose in camerino, poi cenava con lei e le chiedeva di danzare. L’uomo più potente dell’URSS andava quasi ogni sera al Bolscioi, percorrendo un corridoio sotterraneo segreto.

Olga Lepeshinskaya nata da una famiglia nobile polacca a Kiev, nell’impero russo, ricca di talento nella disciplina coreutica classica, venne ammessa alla Scuola Coreografica del Bolscioi, apparendo in palcoscenico alla tenera età di dieci anni in un grazioso ruolo nel balletto “La figlia delle nevi”.

In seguito fu associata e conosciuta come la “ballerina preferita di Joseph Stalin”, e per molti fonti accreditata come sua amante. Nel febbraio del 1940, il leggendario corpo di ballo del Kirov dell’allora Leningrado (oggi San Pietroburgo) portò in scena per la prima il “Don Chisciotte” con la Lepeshinskaya nel ruolo protagonista.

Nel 1941, quando fu istituito il “Premio Stalin”, Olga fu tra i primi vincitori per l’interpretazione di Kitry, ricevendo nel corso della sua carriera un complessivo numero di quattro premi Stalin: il secondo lo vinse per il balletto “Cenerentola”, il terzo per il balletto “Fiamme di Parigi” e il quarto per “Il papavero rosso”. Dopo l’addio alle scene divenne una onorevole Maestra di balletto a livello internazionale, presiedendo concorsi di danza, diventando presidente dell’Associazione coreografica russa e presidente agli esami di ammissione presso l’Accademia russa di arti teatrali, per poi spegnersi nel 2008 alla veneranda età di 92 anni. (Michele Olivieri – La nouvelle vague.it).

Armando Torno.

Il giornalista e scrittore Armando Torno.

Il giornalista e scrittore Armando Torno.

Armando Torno è editorialista, saggista e conduttore radiofonico. È stato responsabile (e fondatore) del supplemento culturale “Domenica” de “Il Sole 24 Ore” e delle pagine culturali de “Il Corriere della Sera”. Dalla fondazione di “Radio 24” ha condotto “Musica maestro”, trasmissione che nel 2014 ha vinto il Premio Flaiano. Nei suoi saggi si è occupato del rapporto tra religione e modernità, nonché della figura di Mozart.Tra i suoi libri ricordiamo: Pro e contro Dio (Milano 1993); Senza Dio? (Milano 1994); L’infelicità. Storia di una passione (Milano 1996); Mozart a Milano (Milano 1996, 2ª ed. riveduta, Milano 2004); Piccola storia dell’amore (Milano 1997); La truffa del tempo (Milano 1999); Le virtù dell’ozio (Milano 2001); La moralità della violenza (Milano 2003); Quel che resta di Dio. Cinque percorsi alla ricerca della fede (Milano 2005); Il gioco di Dio. Dodici storie della Bibbia (Milano 2007); La scommessa. Puntare tutto su Cristo? (Milano 2010); PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich (Roma 2011); Il paradosso dei conservatori (Milano 2011); Elogio dell’egoismo (Milano 2012); Elogio delle illusioni (Milano 2013); Due o tre cose che ho saputo sulla stupidità (Milano 2014). da Rai cultura.

I libri di Armando Torno


 

Armando Torno e Le rose di Stalinultima modifica: 2020-11-22T02:36:02+01:00da albatros-331
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