Storia del Cinema Louis Delluc

Storia del Cinema Louis Delluc.

Louis Delluc protagonista della storia del cinema francese.

Storia del Cinema Louis DellucAnche questo dicembre a Parigi, come ogni anno dal 1937, un pugno di appassionati di Cinema si è riunito nelle prestigiose sale del ristorante Le Fouquet’s, al 99 di avenue des Champs-Elysées. La riunione non è casuale e i partecipanti si conoscono tutti fra loro da lungo tempo. Si tratta di attribuire il Premio Louis Delluc al miglior film francese prodotto nel corso dell’anno.

Da qualche parte in un’altra sala del noto ristorante diretto da Mme Géraldine Dobey, una trentina di giornalisti aspetta impaziente di conoscere il nome del vincitore.

Per il 2016 il premio è stato assegnato a Stéphane Brizé per il film Une vie, adattamento del famoso romanzo di Guy de Maupassant.

Non è certo per dovere di cronaca che riporto nelle pagine del blog questa notizia. Mi serviva un’introduzione per presentare la figura di un uomo che rappresenta la storia del cinema: Louis Delluc. Si tratta di una delle personalità più significative e che maggiormente hanno contribuito a definire il ruolo e l’identità del Cinema. Proprio nel momento in cui esso iniziava ad affermarsi come nuovo e rivoluzionario mezzo espressivo. Saggista e critico cinematografico, Louis Delluc, non esita a trasformarsi in regista per vedere realizzate nella pratica le proprie concezioni estetiche. Proprio come faranno, quarant’anni dopo e in netto anticipo su di loro, i critici dei Chaiers du Cinéma.

Storia del Cinema Louis Delluc. Una breve vita dedicata al teatro ed al cinema.

Conviene accennare brevemente alla biografia di Louis Delluc. Brevemente, soprattutto,delluc-2 perché breve fu la sua vita: solo trentaquattro anni.

Louis Delluc è figlio di un farmacista e nasce a Cadouin, in Dordogna, il 14 ottobre 1890. Dopo un primo trasferimento a Bordeaux, la famiglia Delluc, giunge a Parigi nel 1903. Se la vita di Louis Delluc è assai breve, la sua carriera scolastica e professionale è rapida e brillante. A quindici anni ottiene il primo premio in un concorso di poesia. A diciassette anni le prime pubblicazioni. A venti è critico teatrale alla rivista Comoedia Illustré. A ventisette è redattore capo al settimanale Le Film, la più lussuosa e completa fra le pubblicazioni dedicate alla cinematografia. Dopo i brillanti studi classici si dedica al giornalismo. Scrive molto e in settori diversi: critiche a spettacoli teatrali, poesie, romanzi e, dal 1914/15, cinema.

Nato ufficialmente il 28 dicembre 1895, con la prima rappresentazione pubblica a pagamento nel Salon Indien del Gran Café di Boulevard desCapucines (oggi ristorante Le Lumière dell’Hotel Scribe), il Cinema, in quegli anni, cerca ancora quella sua dimensione specifica che lo identifichi. Delluc, colto, sensibile e dotato di una vena polemica non esente da un certo snobismo intellettuale, non lesina critiche feroci a tutto quel cinema di puro intrattenimento che tanto successo riscuote in Francia come in America o in Italia.

Storia del Cinema Louis Delluc. Il dibattito sul cinema degli albori.

Il dibattito sul cinema e sulle sue potenzialità si apre praticamente fin da subito. Quasi non si contano le figure di rilievo della cultura dell’epoca che si impegnano a definire ambiti, luoghi e significati del nuovo mezzo espressivo.

Ricciotto Canudo con Gabriele D'Annunzio

Ricciotto Canudo con Gabriele D’Annunzio

Sulla linea tracciata da un altro grande teorico Ricciotto Canudo (inventore della definizione di cinema come Settima Arte che compendia tutte le altre), Delluc traccia una linea netta fra il cinema di élite, destinato ad un pubblico preparato in grado di coglierne le implicazioni artistiche, e un cinema, da lui definito “inguardabile”, che è solo puro intrattenimento popolare e di consumo corrente.

Forse Delluc esagera un po’ nello stroncare così nettamente il cinema commerciale. Ma la banalità di tanta produzione dell’epoca provoca il suo disgusto per la superficialità delle storie narrate e la mediocrità dello stile narrativo. La sua polemica ha senz’altro il merito di aver focalizzato l’idea che il cinema dovesse trovare un suo linguaggio specifico e che un film non è semplicemente una rappresentazione teatrale proiettata su uno schermo.

Storia del Cinema Louis Delluc. Il cinema come Settima Arte.

Con Delluc e con i registi e i critici che si riuniscono attorno a lui, la settima arte acquista una nuova consapevolezza di se. C’è la voglia di cercare una maggiore profondità dei contenuti e di indagare le potenzialità ancora tutte da scoprire del nuovo linguaggio. Lo scenario, per esempio, cessa di essere semplicemente un addobbo secondario ricalcato sul modello teatrale. In un film ogni particolare acquista importanza; anche gli oggetti che compongono la scena, le luci, i luoghi stessi in cui l’azione si svolge. Una particolare predilezione è da lui riservata alle riprese in esterno dal vivo. Convinto assertore com’è della poesia intrinseca nella natura.

Per Delluc vi è una qualità poetica intimamente legata alle cose. Qualità che solo il cinema può rivelare, grazie alle sue specifiche caratteristiche di arte visiva. Si tratta di concetti fondamentali che aprono la strada ad una nuova poetica e ad un linguaggio specificatamente filmico.

Storia dfel Cinema Louis Delluc. Dal puro intrattenimento a forma espressiva.

Nato come fenomeno quasi circense, il Cinema sorprende per il suo rapido successo gliantoine-lumiere-2 stessi artefici della sua creazione. I fratelli Lumière non avevano nessuna fiducia nelle possibilità espressive della loro creatura ed arrivarono a definirlo.

“Un arte senza futuro”.

In breve tempo la diffusione degli spettacoli cinematografici, che allora duravano pochi minuti, diede vita ad una vera produzione industriale. In principio si trattava soprattutto di brevi documentari o pièces comiche, ma molto presto apparvero le prime riduzioni di racconti, romanzi o soggetti teatrali. Francia, Italia, Germania e Stati Uniti furono le prime nazioni a realizzare una fiorente industria cinematografica con un conseguente sviluppo delle possibilità tecniche e dei materiali. Le produzioni rimanevano fondamentalmente artigianali e, pur nell’accanita concorrenza, le varie cinematografie combatterono sostanzialmente ad armi pari almeno fino alla Grande Guerra. La crisi post bellica in Europa colpì soprattutto Italia e Germania, ma anche la Francia vide calare di molto le sue posizioni sul mercato. Gli Stati Uniti, al contrario, acquisirono una supremazia mai più venuta meno e che dura tutt’oggi.

Il dibattito culturale intorno al Cinema si sviluppa in particolare in Francia. Non poteva essere diversamente perché Parigi è ancora, in quel momento, la capitale culturale d’Europa. Patria elettiva di una geniale bohème di intellettuali e artisti che provengono da ogni dove: il brasiliano Cavalcanti, l’italiano Canudo, l’americano Man Ray, l’ungherese Lászlo Moholy-Nagy e il boemo Bartosch, l’estone Kirsanoff e l’ucraino Deslaw, lo
svedese Eggeling, i russi Survage, Mosjoukine, Alexeïeff e Boris Kaufman, gli spagnoli Dalì e Buñuel.

Storia del Cinema Louis Delluc. Le prime rubriche dedicate al cinema.

le-petit-journal-du-3-novembre-1917Nel 1916 appaiono sui giornali francesi le prime rubriche dedicate al cinema. A curarle sono proprio Louis Delluc ed Émile Vuillermoz, che sono i veri fondatori della Critica cinematografica come specializzazione indipendente. Saranno loro a sviluppare e diffondere il concetto di “cinéma d’Art” rivendicando l’indipendenza della critica nei confronti dell’industria cinematografica. L’ambiente culturale parigino è particolarmente sensibile alle problematiche della nuova forma espressiva rappresentata dal mezzo cinematografico e si moltiplicano gli articoli ad essa dedicati. Oltre a Delluc e a Vuillermoz scrivono regolarmente sull’argomento: Lucien Wahl, René Jeanne, Léon Moussinac. Più sporadicamente, ma animati da eguale interesse appaiono sulla stampa articoli di Colette, Jean Cocteau, Philippe Soupault, Harry Baur e altri ancora.

Le convinzioni di Delluc nascono insieme al suo interesse per il cinema intorno al 1914/1915. Sposato all’attrice di teatro (poi di cinema) Ève Francis, il giovane critico teatrale ha modo, attraverso lei e il drammaturgo Paul Claudel, di avvicinarsi al cinema americano. Il film Forfaiture di Cecil B. DeMille gli rivela come il cinema possa raggiungere sottigliezze psicologiche fino ad allora accessibili solo alla letteratura. Allo stesso modo lo colpiscono i livelli di lirismo raggiunti da autori come Charlie ChaplinDavid W. Griffith.

Storia del Cinema Louis Delluc. Lo specifico filmico e la Fotogenia.

Louis Delluc è convinto che il cinema debba parlare una propria lingua e dalle pagine dei giornali e delle riviste su cui scrive (Le Film, CinéaParis-MidiBonsoir, Le Journal du ciné-club) si batte per un nuovo cinema francese:

“Qui soit du cinéma et qui soit français”.

Un cinema che si liberi dalle brutte scenografie di stampo teatrale e parli il linguaggio delle immagini. Allo stesso modo si impegna a sostenere la necessità di educare un pubblico d’élite, capace di capire gli sforzi artistici degli autori più autentici ed ambiziosi.

Il concetto fondamentale su cui Delluc incardina il suo pensiero è quello mutuato da Ricciotto Canudo di Fotogenia. Dullac la riconosce come “legge del cinema” e la definisce come la qualità che distingue l’immagine filmica dall’oggetto originale. Attraversolo-specchio-a-tre-facce-tempo-presente-1 la Fotogenia l’oggetto acquista una nuova espressività, rivelandosi allo spettatore in una
luce totalmente nuova.

Si tratta di un concetto che in realtà è di difficile definizione teorica poiché ampi sono i margini lasciati alla personale sensibilità dell’artista. Forse la definizione migliore è quella che ci ha lasciato Jean Epstein che di Delluc fu un collaboratore e della sua scuola, che si definì impressionista, il più significativo esponente:

“Con la nozione di photogénie è nata l’idea del cinema come arte. Come definire l’indefinibile photogénie, se non col dire
che sta al cinema come il colore sta alla pittura e il volume alla scultura: è l’elemento specifico di quest’arte”.

 

Storia del Cinema Louis Delluc. Dal giornalismo alla macchina da presa.

Nel 1917 Louis Delluc diventa editore di Le Film. Alla rivista collaborano nomi di spicco come Colette, Cocteau e Aragon. Sempre nello stesso periodo Delluc matura la decisione di pasare dall’altra parte della macchina da presa e di concretizzare le proprie teorie sul cinema mettendole in pratica.Attorno a lui si riunisce un gruppo di giovani realizzatori. Tutti hanno in comune la  volontà di un radicale rinnovamento e una forte propensione alla sperimentazione.

Germaine Dulac, proveniente dal giornalismo femminista ed approdata al cinema nel 1914. Marcel L’Herbier che ha imparato sotto le armi i primi rudimenti del mestiere che poi affina lavorando per la Goumont, mentre conosce Musidora, la Dulac e Delluc. Abel Gance, attore teatrale convertito alla regia cinematografica. Jean Epstein, ex studente di medicina che per combinazione è divenuto segretario di Auguste Lumière, prima, e di Louis Dullac poi.

Sono questi realizzatori a costituire, nei primi anni venti del novecento, quella corrente definita dalla critica impresionismo, anche per sottolinearne analogie e differenze dall’espressionismo tedesco sviluppatosi nello stesso periodo.

In realtà ognuno di loro si muove lungo direttrici espressive differenti e, probabilmente, una classificazione troppo omogenea del loro lavoro è azzardata e imprecisa.

Lo stesso L’Herbier sottolinea come:

“Nessuno di noi – Delluc, Epstein, Dulac e io stesso – aveva la stessa visione estetica, ma avevamo un interesse in comune: tutti noi volevamo definire la famosa “specificità filmica”. Su questa ricerca eravamo tutti d’accordo.”

Delluc realizza solo sette film nella sua breve vita:

1920 : Fumée noire
1920 : Le Silence
1920 : Le Chemin d’Ernoa [L’Américain]
1921 : Fièvre
1921 : Le Tonnerre
1922 : La Femme de nulle part
1924 : L’Inondation

Almeno due di essi, Fièvre e La Femme de nulle part, sono fondamentali per l’evoluzione della settima arte e rimangono esempi di autentica scuola di cinema.

 

Storia del Cinema Louis Delluc. Due pellicole che cambiano il cinema.

Da queste pellicole emerge chiaramente l’attenzione per i particolari che compongono lo scenario dell’azione e che acquistano essi stessi un ruolo espressivo fondamentale che va oltre la narrazione e, al tempo stesso, la completano.

In Fievre è la ricostruzione meticolosa del bistrot di Marsiglia, in La Femme de nulle part sono le scene girate in esterno dove è l’ambiente naturale che assume valore simbolico e diviene il vero protagonista della narrazione.

Durante le riprese de L’Inondation, girato in esterno nella vallée du Rhône ed in condizioni climatiche estremamente avverse, Delluc si ammala di polmonite. Sofferente di tubercolosi già dall’adolescenza il giovane cineasta non sopravvive alla malattia. Muore il 22 marzo 1924.

Storia del Cinema Louis Dellucultima modifica: 2016-12-30T17:01:01+00:00da albatros-331
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