Cocktail Bar il meglio di Parigi


Cocktail Bar il meglio di Parigi.

Cocktail Bar il meglio di Parigi per un’autentica cultura del bere.

Cocktail Bar il meglio di Parigi

Parigi è cultura e il bere di qualità è un aspetto importante della nostra cultura. Perché “bere bene” significa saper scegliere e sapersi informare: due caratteristiche indispensabili ad una persona evoluta e padrona del suo tempo. Esiste quindi una cultura del bere, che deve essere coltivata, curata ed approfondita attraverso l’informazione e l’esperienza.

Naturalmente ci stiamo riferendo ai liquori: il bere più affascinante e pericoloso. Il mondo dei liquori è un mondo dove è possibile vivere esperienze assolutamente straordinarie, ma anche scadere facilmente in situazioni degradanti e devastanti. Non si tratta di fare del “moralismo” bacchettone. Bere alcolici è una cosa: devastarsi è tutt’altro. Oggi il conformismo della Movida da sballo e dell’Happy Hour da rimbambimento rischiano di mortificare il valore dell’esperienza gustativa, olfattiva e di convivenza sociale rappresentata dall’incontro cosciente e maturo tra cliente e mondo dei liquori.

Cocktail bar: tempio della cultura dei liquori tra cultura e professionalità

Il Cocktail bar, o Bar à Cocktails come dicono i francesi, rappresenta proprio il tempio di quella cultura del bere che pretende da chi beve, come da chi prepara la bevanda, una continua ricerca, crescita e maturità. Perché bere a casa propria vuol dire saper scegliere il liquore migliore per quel dato momento, saperlo abbinare a cibi, musica, situazioni. Bere in un ambiente pubblico significa anche saper scegliere il locale giusto al momento giusto. Cocktail bar significa proprio questo. Che sia un aperitivo o un after dinner l’importante è che non sia un momento qualsiasi.

Parigi, e non potrebbe essere diversamente, offre un’ampia scelta di luoghi adatti alle situazioni ed agli stati d’animo più diversi. Locali classici o alla moda, dove professionisti attenti e preparati lavorano per contribuire a rendere indimenticabile ogni nostro momento conviviale. Gusti, sapori e profumi di Cocktail variopinti e spesso misteriosi, molti dei quali hanno una lunga storia alle spalle, nascono dalle mani esperte di Bartender, spesso, giovanissimi ma animati da un’autentica passione per il loro lavoro.

Noi clienti dovremmo saper restituire altrettanta passione nel saper apprezzare quei prodotti e quel lavoro, senza mai smettere di essere presenti a noi stessi. Senza mai abbassarci a bere senza neppure più sapere cosa. Parigi è anche i suoi Cocktail Bar e qui voglio presentarne alcuni, noti e meno noti. Sarà un piacere se anche tu vorrai arricchire l’elenco, sempre incompleto, con la tua personale esperienza.

Cocktail Bar il meglio di Parigi: Hotel Fouquet’s Paris.

Non credo di sbagliare affermando che, volendo stabilire quale sia il più famoso cocktail bar di Parigi, ci si accorge che in realtà che il palmarès spetta indubbiamente a tre locali situati tutti nello stesso luogo: i tre bar del prestigioso Hotel Fouquet’s Paris. Tre locali molto diversi nella storia e nello spirito, ma tutti caratterizzati da eleganza e qualità elevati alla massima potenza.

Sicuramente si tratta di ambienti eleganti e formali. Non c’è da stupirsi per questo: semmai sarebbe incredibile il contrario. Stiamo parlando dell’Hotel Fouquet’s Barrière. Naturalmente prima di tutti viene il bar della Casa il famoso e più antico Bar de l‘Escadrille (dedicato al pioniere dell’aviazione Santos Dumont) in cui, negli anni del primo conflitto mondiale si ritrovavano i piloti da caccia. Poi i più recenti Marta Le Bar e il Le Lucien (dedicati rispettivamente a Marthe Barrière e a suo marito Lucien che dal 1988 controllano l’hotel attraverso il loro gruppo Lucien Barrière Hotels & Casino).

In questi locali hanno lavorato e lavorano bartender d’eccezione come Olivier Meurice o, come oggi al Le Lucien, Stéphane Ginouvès, premiato come Meilleur Ouvrier de France.

marta le bar

In questi luoghi è possibile assistere al meglio dell’arte del barman, sia per la professionalità dei baristi che per l’utilizzo di tecniche ed ingredienti sofisticati e stravaganti. Frutti della passione, cetrioli affogati nella vodka, finti cubetti di ghiaccio che si mettono sul fondo del bicchiere e a cui si può far cambiare colore a seconda del cocktail da preparare.

Ecco quindi che non ci stupiremo di trovare nella “carte” un cocktail come questo

Grey Goose al caviale:

– caviale Petrossian

– vodka Grey Goose

– limone

whisky Bowmore

“Caviale in polvere sul bordo del bicchiere e quel particolare retrogusto marino che esalta l’originale mix tra il whisky e la vodka…”

Il famoso Hotel si trova all’angolo tra gli Champs-Elysées e l’Avenue George V. Si tratta di un un 5 stelle che dispone di 81 camere, di cui 33 suite. Decorato in stile Napoleone III
dall’architetto francese Jacques Garcia.

garcia

La storia del Fouquet’s inizia ufficialmente l’otto novembre 1899, quando un tal Louis Fouquet apre la sua brasserie proprio all’angolo di due delle più prestigiose vie di Parigi: gli Champs-Elysées e l’Avenue George V. Il ristorante diventa presto uno dei grandi appuntamenti dell’intensa vita culturale parigina, quindi internazionale.

La storia passa veloce fra quei tavoli: prima i piloti da caccia della Prima Guerra Mondiale, poi gli scrittori come Joseph Kessel o Paul Valéry, poi, fra le due guerre, gli attori come Jean Gabin, che proprio qui incontra Marlène Dietrich, o la splendida Michèle Morgan. Nel secondo dopoguerra è ancora il Cinema a fornire la clientela più prestigiosa. Attori, ma anche registi e scrittori di cinema. Ancora oggi, ogni anno, nelle sale del Fouquet’s si svolge la serata riservata durante la quale, una giuria composta da giornalisti specializzati e critici cinematografici, stabilisce il nome del vincitore del prestigioso Prix Louis Delluc.

Cocktail Bar il meglio di Parigi: Harry’s New York Bar.

Questo locale non è soltanto un Cocktail bar, ma un’autentica leggenda! Leggendario è sicuramente il suo fondatore: James Forman detto “Tod Sloan”, un fantino statunitense fra i più grandi di tutti i tempi. Lasciate le piste degli ippodromi, dopo aver vinto di tutto e di più, e dopo alcune esperienze nel cinema e nella Rivista, Tod Sloan si trovò per caso a Parigi nel 1911 e decise di rilevare un piccolo bistrot in rue Daunou numero 5.

harry s bar

Suo socio nell’impresa un newyorkese di nome Clancy che possedeva un bar a Manhattan. Tutto l’arredamento del locale americano venne smantellato, trasportato a Parigi e reinstallato. Nacque così nella capitale francese il New York Bar. Dietro il bancone un bartender d’eccezione: lo scozzese Hanry MacElhone, destinato a diventare un’autentica leggenda nel mondo dei barman. Il locale ebbe presto un buon successo, destinato ad aumentare con l’arrivo dei soldati americani durante la Prima Guerra Mondiale.

Dopo la guerra arrivarono a Parigi gli artisti americani come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Siclair Lewis, ma anche sportivi come Bill Tilden e Jack Dempsey. Il successo del New York Bar era destinato solo a crescere. Ma il piccolo Tod Sloan era probabilmente più bravo con i cavalli che negli affari e trovandosi in difficoltà economiche decise di vendere il bar e rientrare negli Stati Uniti.

Così nel 1923 al fantino americano subentra il bartender scozzese Harry MacElhone dalla professionalità sicura e dalla vita molto meno dispendiosa. Il nome del locale si trasforma così in quello attuale Harry’s New York Bar. Come ho già ricordato Harry MacElhone non è solo un grande barman: è probabilmente il Barman per eccellenza. Alcuni dei cocktail più famosi del mondo sono nati dalla sua fantasia e dal suo mixer: Bloody Mary, Sidecar, Monkey Gland, White Lady e la prima versione (nel 1915) del French 75 (ispirato alla potenza di fuoco del cannone omonimo). MacElhone ha raccolto in un libro tanta della sua esperienza. Un libro che non può mancare nella libreria di un vero bartender: Harry’s ABC of Mixing Cocktails.

Dal 2011 sono i discendenti di questo formidabile bartender scozzese a continuare la storia e la leggenda del Harry’s New York Bar. Puoi trovare veri professionisti del cocktail, molta scelta di birra e almeno 300 qualità di whisky. Alcuni cocktail come l’Harry’s Pick Me Up (grand marnier, cognac, champagne e succo d’arancia) o il Blue Lagoon (vodka, curaçao blu e succo di pompelmo) valgono il prezzo e la visita. Molte serate sono accompagnate da concerti di musica jazz, in particolare quelle del giovedì e del venerdì.

Al piano-bar, nello “scantinato”, sembra che Gershwin abbia composto la sua celebre aria “Un americano a Parigi”. E io sono convinto che il famoso bar di Parigi dove i protagonisti del film cult “Casablanca” si incontrano e si innamorano (Humphrey Bogart e Ingrid Bergman) sia fortemente ispirato proprio all’Harry’s Bar.

ll locale è aperto dalla domenica al giovedì tra le 12.00 e le 2.00. Il venerdì e il sabato tra le 12.00 e le 3.00. http://harrysbar.fr 5, Rue Daunou – 75002 Paris.

Impara l’arte dei grandi barman!

 

Cocktail Bar il meglio di Parigi: Le Forum.

Altra istituzione parigina fra i Cocktail Bar il Le Forum. Questo locale che vanta un’anzianità di servizio simile all‘Harry’s Bar, ha però una storia molto particolare che lo differenzia dai locali menzionati fino ad ora.

È abbastanza raro, infatti, che un locale famoso chiuda la sua sede storica e riapra poi in una zona completamente diversa della città. È quanto, invece, è accaduto proprio al Le Forum.

Aperto nel 1931 da Antoine Biolatto, di chiare origini italiane e più precisamente piemontesi, il locale prende il posto di quello che era stato dal 1918 il Café de la Poste in boulevard Malesherbes in prossimità di place de la Madeleine.

Con l’aiuto anche dei fratelli Tino e Angelo, che Antoine fa venire dall’Italia, l’attività del Le

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Forum inizia a svilupparsi sempre più, nonostante la pausa della guerra nei primi anni ’40. Si racconta che, durante l’occupazione tedesca di Parigi, Antoine Biolatto abbia murato nella sua cantina le migliori bottiglie di cui disponeva per evitare di doverle servire agli invasori.

La fine della guerra è per Le Forum l’inizio del suo vero periodo d’oro. Prima gli anni ’50 e ’60, durante i quali, pur mantenendo l’apertura esclusivamente diurna, il locale inizia a caratterizzarsi come Cocktail Bar con una clientela raffinata e brillante che ama aperitivi di qualità, ma senza eccessi. Poi, con gli anni ’70, il locale opta per l’apertura serale e notturna. La clientela inizia a caratterizzarsi per l’eccentricità ed agli uomini d’affari si affiancano sempre più attori e registi. In particolare i nuovi protagonisti della Nouvelle Vague.

Belmondo, Catherine Deneuve, Sacha Distel, scrittori come André Malraux e poi i cantanti come Jhonny Hallyday e Sylvie Vartan, ma anche Paul Mac Cartney o Jimmy Page. Sono mitiche battaglie a colpi di spruzzi dai sifoni di Selz, intorno ai due juke boxes che ancora campeggiano nel locale.

Questa festa dura fino alla fine degli anni ’80. Poi la storia del Le Forum  continua, ma con maggiore tranquillità e minore glamour. Sempre però caratterizzata dall’assoluta qualità dell’offerta che il locale esibisce ai suoi frequentatori.

La proprietà, oggi, rimane saldamente nelle mani della famiglia Biolatto, ma dal 1985 la direzione del locale viene curata da Xavier Laigle, mentre il primo barman è il giovane Joseph Biolatto.

Con gli anni duemila ecco un grave problema presentarsi innanzi al futuro dello storico locale che si è guadagnato il titolo di Meilleur Bar à Cocktails de France. Nel 2008 la Banca Nazionale del Qatar, proprietarie dell’immobile in boulevard Malesherbes rifiuta di rinnovare i contratti d’affitto dei suoi inquilini. L’obbiettivo degli affaristi arabi un nuovo Hotel a 5 stelle da realizzare nell’antico palazzo. Negozi come la prestigiosa Cave au Verger de la Madeleine o la gioielleria Baccarat chiudono molto rapidamente. I Biolatto tentano la via giudiziaria per guadagnare tempo. Per un locale come il loro la location non è una cosa da poco.

Nel 2015 l’inevitabile capitolazione. Poi, nel 2016 la scommessa con il destino: riaprire altrove Le Forum esattamente come era prima. Ecco quindi la nuova location, lontana ma ugualmente prestigiosa: rue de Louvre 29. In faccia all’antica sede della Bource du commerce e a due passi dalle pedonalizzate rue Montmartre e rue Montorgueil. Nel pieno cuore della capitale.

Lo stesso arredamento, le stesse boiseries, gli stessi mitici juke boxes! Xavier Laigle e Joseph Biolatto ancora al loro posto.

Con loro Lise, Paolo, Adrien e Kevin, giovani barman dai 19 ai 23 anni. Un progetto ambizioso che li unisce: spirito di servizio e qualità della casa al servizio dei nuovi tempi e dei nuovi clienti. Cultura del bere di qualità sotto tutti i punti di vista.

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Una selezione accurata di cocktails classici come il Forum Cocktail, versione del tradizionale Dry Martini creata da Antoine Biolatto nel 1929 o l’altrettanto classico La rosa di Varsavia creato dal fratello Angelo nel 1966. E poi i Mojto e i negroni e i vari Sour, ma tutto senza eccessi, tutto nel solco della tradizione più rigorosa.

Accanto ai cocktails una scelta di grande qualità di Whisky, ben 86 etichette, alcuni molto rari come Arberg Supernova o i Valhalla Collection by Highland Park. Ovviamente costosi, ma solo per l’eccezionale qualità del prodotto.

Bere un bicchiere al Le Forum è come assaporare la ricetta atemporale del saper vivere parigino.

Cocktail Bar il meglio di Parigi: non finisce qui.

Naturalmente quelli che abbiamo segnalato sono i più storici e blasonati locali di Parigi dove gustare un buon cocktail nella migliore e più tradizionale atmosfera dei Longue Bar della capitale francese. Come abbiamo già detto nel solco invisibile ma profondo di quella cultura del bere che vogliamo a tutti i costi sostenere e promuovere. accanto a questi locali storici vive e lavora una miriade di altri locali, magari meno famosi, ma altrettanto validi. In questi luoghi che non mancheremo di segnalare in altri spazi del blog, le storie di centinaia di ragazzi e ragazze che hanno fatto dell’arte di servire al meglio dietro un bancone, la loro ragione di vita. I Barman.

 

 

Cocktail Bar il meglio di Parigiultima modifica: 2017-04-24T14:20:15+00:00da albatros-331