Maigret pour moi


Fotografia di Eugène Atget: La Conciergerie et la Seine brouillard

Fotografia di Eugène Atget: La Conciergerie et la Seine brouillard

Maigret pour moi.

Maigret per me.

Perché Maigret pour moi?

La fantasia di uno scrittore e quella dei suoi lettori. L’una che si riflette nelle altre e le altre nell’una. Un gioco di specchi. Forse un’alchimia; preziosa e rara, quando riesce a rinnovare se stessa, incessantemente, per quasi un secolo!

Georges Simenon, lo scrittore francese, è riuscito ad innescare questo formidabile processo alchemico; se non con tutta la sua opera, certo quando ha creato il personaggio del Commissario Maigret.

Parlo per me ovviamente, ma i dati editoriali non mi smentiscono. Gli anni passano, il Mondo cambia e anche molto, ma l’animo umano evidentemente non muta mai e questo spiega, credo, il perché del continuo interesse riservato a quel profondo indagatore dell’anima umana che fu appunto Simenon attraverso gli occhi, i pensieri e le inchieste del suo commissario. I suoi personaggi rimangono vivi e suscitano ancora l’interesse dei lettori, anche se il mondo in cui sono immersi è inequivocabilmente scomparso da decenni. La Parigi del commissario Maigret non esiste più, ma gli stati d’animo in cui sono immersi quei personaggi, vittime o colpevoli che siano, continuano a perpetuarsi nel tempo, perché sono tremendamente autentici e profondamente concreti.

La vita continua ad essere la vita; con le sue difficoltà, le paure e le incertezze per il futuro che accompagnano tutti noi. Le passioni, le pene, la rabbia e l’amore non cambiano nemmeno al tempo di Internet.

unpostunviaggio

 

Maigret pour moiultima modifica: 2015-09-23T18:51:34+00:00da albatros-331

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*