Maigret si diverte


Maigret si diverte

Maigret si diverte: dilettante d’eccezione allo sbaraglio.

maigret si diverteSiamo nel settembre del 1956. Simenon ha 53 anni e da poco più di uno è rientrato in Francia, dopo averne trascorsi dieci negli Stati Uniti.
Da quando è tornato nella sua patria d’adozione si è mosso incessantemente fra Parigi, le Alpi Marittime e la Costa azzurra.
Proprio sulla Costa azzurra si trova in quel settembre del ‘56. Ed è lì, nella villa Golden Gate di Cannes, che si accinge a scrivere il suo cinquantesimo romanzo dedicato al commissario Maigret.
Il romanzo si intitola Maigret s’amuse, Maigret si diverte, e vede la luce fra il 6 ed il 13 settembre. I classici nove giorni dell’altrettanto classico e snervante état de roman; condizione in cui piomba lo scrittore quando l’esigenza di scrivere lo prende inchiodandolo alla scrivania.
In quello stesso anno ha già prodotto un altro Maigret, nel febbraio marzo, Uno scacco di Maigret (Un échec de Maigret) Poi, in aprile un roman dur: Le petit homme d’Arkhangelsk
Nell’autunno/inverno scriverà ancora; questa volta un romanzo psicologico: Le Fils.
Quattro storie completamente diverse fra loro. Due sono Maigret, ovviamente più semplici e scorrevoli, due sono opere di spessore decisamente maggiore. L’ultima soprattutto.
Dei due romanzi con Maigret, il secondo, Maigret si diverte rappresenta in qualche modo un unicum nel corpus dell’opera maigrettiana.
La novità sostanziale di Maigret si diverte è rappresentata dalla curiosa situazione in cui il commissario viene a trovarsi durante lo svolgimento dell’inchiesta o, come sarebbe meglio dire della non-inchiesta, in cui è suo malgrado coinvolto.

Maigret si diverte in incognito a Parigi.

Maigret si trova in vacanza, ma diversamente dal solito non ha lasciato Parigi. Ha decisocervi si diverte di restare in città e di godersi una Parigi inusuale: affollata nei classici luoghi turistici, ma semi deserta in tutti quegli angoli noti solo ai parigini.
Il commissario trascina per un’intera settimana la signora Maigret in faticosissime ed estenuanti passeggiate in lungo e in largo per la città. Ristorantini sconosciuti o visitati tanti anni prima diventano i protagonisti dei loro pranzi e delle loro cene. La povera Louise, dai piedi sempre più stanchi, vive l’esperienza con entusiasmo decrescente. Provata nel fisico e spiazzata dal non dover più occuparsi di fare la spesa e cucinare per il marito. Non rinuncia però alle faccende domestiche che svolge ogni mattino in una casa che non si capisce che bisogno possa averne. Ma lei è fatta così. Nel frattempo, al mattino, Maigret si crea immediatamente una nuova routine vacanziera. Scende a comprare i giornali, si siede alla terasse di un caffè, sempre lo stesso, beve un aperitivo. Il suo amico dott. Pardon gli ha consigliato, quasi ordinato, questa vacanza per recuperare energie, non solo fisiche, dopo un lungo periodo di stress che sembra aver un po’ debilitato il nostro commissario.

terassePer evitare che, sapendolo a Parigi, i colleghi del Quai des Orfevres lo chiamino rovinandogli le vacanze, ha organizzato le cose in modo che lo credano alle Sables d’Olonne, al mare, in albergo.
Accade però che un caso d’omicidio si verifichi dopo pochi giorni. Uno di quei casi complessi destinati ad attirare l’attenzione del pubblico e della stampa. Maigret lo apprende dai giornali e la tentazione di rientrare in ufficio è grande. Ma ha promesso ed intende mantenere la promessa. Poi al suo posto, in ufficio, c’è Janvier, al suo primo caso importante, e non sarebbe giusto guastargli la festa rientrando inopportunamente al lavoro.

Così il commissario, che proprio non ce la fa a disinteressarsi della vicenda, si trova suo malgrado a poterla seguire solo dai giornali e le sue indagini si limitano ad alcune domande rivolte all’amico Pardon. Questo perché il protagonista della vicenda è un medico; anzi due. La giovane moglie di un dottore alla moda viene trovata nuda e morta nell’armadio dello studio professionale del marito. Entrambi avrebbero dovuto essere in vacanza e a condurre l’ambulatorio nel periodo estivo è un giovane sostituto.

Maigret si diverte osservando da un punto di vista originale.

La grande novità del romanzo risiede proprio nella posizione di semplice spettatore in cui Maigret si viene a trovare.
Altre volte è capitato al commissario di trovarsi in un luogo in cui non può disporre di tutta la macchina della polizia giudiziaria, ma mai in un modo così completo e mai lui stesso si è posto così al di fuori dell’azione poliziesca.
In Le vacanze di Maigret, scritto negli stati Uniti nel 1948, o in Maigret a Vichy che invece sarà scritto vent’anni dopo nel ‘68, il commissario è in vacanza ma non smette di agire da poliziotto. Solo forse in Maigret va dal Coroner, altro romanzo americano del ‘49 si potrebbe intravedere un’analogia. Maigret apprende tutte le informazioni nel corso dei dibattimenti processuali cui assiste mescolato fra il pubblico in aula.
In Maigret si diverte andiamo ben oltre. Assistiamo ad una piena identificazione fra il commissario e il normale cittadino che attende con ansia gli aggiornamenti sul caso dalla stampa quotidiana, che a quei tempi aveva almeno due edizioni al giorno, e che si irrita se le novità si fanno desiderare. Il commissario arriva al punto di inviare delle lettere anonime al giovane Janvier, quasi come uno dei tanti mitomani che assillano le polizie di tutto il mondo nel corso di casi importanti. Naturalmente i messaggi anonimi di Maigret non sono velleitari e si riveleranno determinanti per risolvere il caso.

Maigret si diverte è in realtà una storia di coppie declinate nelle loro varianti.

L’intreccio di Maigret si diverte è complesso. Una donna, due uomini; il classico triangolo alla francese in apparenza. In realtà il triangolo si trasforma presto in un rettangolo, quando si scopre che anche il marito della vittima ha un’amante. Si potrebbe azzardare un pentagono dato che anche l’altro sospettato, il medico sostituto, è stato amante della morta, ma ha una fidanzata che è in procinto di sposare.

Una storia di coppie a ben vedere. Il medico famoso e la vittima: una coppia male assortita e ormai scoppiata. La moglie del medico e il collega del marito che sono in realtà una coppia solo nella mente della donna; condannata com’è dalla sorte (una grave malattia congenita) a una solitudine totale e sofferta. Una coppia invece solida e capace di reggere ogni avversità quella costituita dal giovane dottore e dalla fidanzata. Donna concreta e appassionata allo stesso tempo, che lo ama e proprio per questo ha fiducia in lui. O forsemaigret e louise è il contrario: ha fiducia in lui e quindi lo ama. E poi Maigret e sua moglie Louise che giocano a fare i fidanzati girovagando mano nella mano per Parigi e corrono sotto la pioggia a rifugiarsi nei portoni. Provano, senza riuscirvi del tutto, a ritrovare le atmosfere dei loro primi tempi cenando con il dott. Pardon e la moglie, un’altra coppia perfetta, in un bistrot che frequentavano un tempo proprio davanti, che combinazione, a l’Île d’Amour! Frittura di Ghiozzi e salame alla griglia, due dei piatti preferiti dal commissario, sotto lo sguardo intenerito di M.me Maigret.
Ultima la coppia, nell’intreccio del romanzo, quella costituita da famoso medico e dalla figlia della sua cameriera. Una coppia forse tenuta insieme dalle proprie fragilità o, per quanto riguarda l’uomo, da una ricerca dell’autentica tenerezza che il matrimonio gli ha negato, a causa della patologica ossessione per la vita che turba i comportamenti della moglie.

Sullo sfondo anche una coppia di fidanzatini sconosciuti che Maigret ascolta commentare le notizie sul caso riportate dalla stampa. Una coppia male assortita e destinata a non durare. Troppo diversi come sono l’uno dall’altra.

Volendo di coppia se ne potrebbe individuare ancora una. Una coppia mancata.
Quella costituita dal marito della vittima e dalla bambinaia che si occupa di sua figlia piccola. Una donna brutta e inacidita dalla vita, ma segretamente innamorata del medico e pronta a tutto per lui. Proprio quella che senza volerlo finirà con il comprometterlo.

coppieLa coppia, dunque, al centro del romanzo. Non direi esattamente indagata, ma piuttosto, declinata nelle sue possibilità, sfumature e conseguenze. Forse la coppia come destino dell’uomo; nel bene e nel male.
Un riflesso involontario del malessere coniugale dello stesso Simenon in quegli anni?
Certo il rapporto con la seconda moglie Denyse Ouimet, dopo 15 anni sempre meno facili, rappresenta un estenuante assillo per lo scrittore belga.
Un retropensiero inespresso, quindi, e magari involontario su cui si imbastisce un intreccio dei più classici per un romanzo noir. Forse.

Maigret si diverte leggendo avidamente i giornali.

È possibile. Ma c’è anche dell’altro in questo romanzo e forse scriverne a fondo comporta un dilungarsi eccessivo per il post di un blog.
Il rapporto della stampa con il suo pubblico, per esempio, che qui rappresenta l’ossatura su cui poggia tutto l’intreccio della vicenda.
Maigret non ha a disposizione i freddi rapporti di polizia che i suoi ispettori fanno pervenire a getto continuo sulla sua scrivania durante un’inchiesta. Non può interrogare testimoni o indiziati. Legge i giornali come ogni cittadino normale. Così si rende conto delle contraddittorie esigenze che animano una qualsiasi vicenda di cronaca. Il bisogno ossessivo della stampa di conoscere particolari sempre nuovi e veritieri che servono adArrest_of_Ravachol alimentare l’altra esigenza, quella del pubblico, di conoscere sempre più dettagli su cui costruire una propria verità; non necessariamente uguale per tutti.
Emblematica di questa quotidiana fatica è la figura del piccolo Lassagne, giornalista d’assalto (in cui non è difficile intravedere il giovane Simenon de la Gazette de Liege), investigatore e romanziere insieme, che indaga i fatti e fornisce il quotidiano alimento di fantasia al suo pubblico affamato di notizie e sempre più esigente.
Maigret, che qui non è più il professionista disincantato, ma il cittadino curioso, capisce meglio che mai quanto, sia la stampa che il pubblico, risultino coinvolti nell’evolversi degli avvenimenti e quanto certi atteggiamenti reticenti delle istituzioni possano scontentare l’una e deludere le aspettative dell’altro. Maigret non sembra intravedere nessuna forma di morbosità in questi atteggiamenti. Piuttosto una tendenza naturale del pubblico ad idealizzare le storie vere percepite come romanzi e ad immedesimarsi in esse almeno allo stesso modo in cui si immedesima in romanzi percepiti come verità.
Simenon conosce bene la natura umana. Sia il singolo individuo di fronte a se stesso, sia gli uomini nel loro insieme come categorie sociali. Lo scrittore belga riceve da anni decine e decine di lettere in cui i suoi lettori non si limitano solo ad esternare la loro simpatia ed ammirazione, ma lo coinvolgono nelle loro stesse esistenze e non è raro, che in una lettera, venga raccontata una storia personale chiedendo che lo scrittore ne tragga un romanzo.
Il successo di Simenon si spiega anche così. A lui bastano poche pagine per mettere in scena storie complesse dove la vita quotidiana, anche quella più segreta, pulsa e freme come e più di quella che ognuno di noi si trova a vivere. Basta un breve romanzo per mettere in scena la commedia umana. Anche solo un breve romanzo dove Maigret si diverte.

Maigret si diverteultima modifica: 2017-04-13T01:00:14+00:00da albatros-331
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